Investire tutto subito oppure in modo progressivo?

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Tra le incertezze che più frequentemente inquietano gli investitori c’è quella di decidere se investire una somma di denaro disponibile in una botta unica oppure tramite ingressi progressivi. La paura di entrare con tutta la posta è sempre presente. Quando il mercato è in rialzo, perchè non vogliamo fare la figura dei polli che entrano sui massimi. Quando il mercato è in ribasso, perchè vogliamo comprare a prezzi più bassi visto (ed anche qui non vogliamo fare la figura dei polli).

Peccato che spesso e volentieri questa strategia attendista dura moltissimo e si straduce in ingressi un pò confusi. Anzi molto spesso il cash rimane per tantissimo tempo la parte preponderante dell’investimento di fatto sprecando tempo e rendimenti preziosi. Se non avete bisogno di una ruota di scorta per le emergenze restare liquidi è una scelta sempre perdente.

Ma cosa è meglio fare? Una risposta a questo dubbio ha provato a fornirla Vanguard in una breve ricerca pubblicata nei giorni scorsi.

La più grande società di risparmio gestito in stile passivo del mondo ha fatto un esercizio molto semplice. Ha simulato per tre paesi (Stati Uniti, Gran Bretagna ed Australia) cosa sarebbe successo ad un ideale portafoglio di investimento 60% azioni 40% obbligazioni, acquistando in una soluzione unica, oppure in alternativa in modo progressivo nell’arco di 12 mesi. Continua a leggere

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Vizi Globalizzati

Il sito americano Bankrate.com pubblica periodicamente un sondaggio tra i suoi clienti ponendo una delle più classiche domande che spesso i clienti stessi fanno ai consulenti. Indicateci  quel’è il miglior modo di investire oggi il denaro che avete a disposizione.

Beh le risposte appaiono molto “italiche”  a dispetto della preparazione finanziaria americana vera o presunta tanto decantata su siti specializzati e non solo.

La tabella riportata sotto mostra il dettaglio dei risultati e casa + liquidità risultano la scelta migliore per quasi il 50% degli intervistati.

bankrateLa cosa più stupefacente a mio modo di vedere non è però neanche questa, quanto piuttosto vedere che oro e preziosi vengono visti come investimenti più rassicuranti rispetto ad azionario e bond. Mistero, ma probabilmente figlio di un’incertezza che attanaglia anche il popolo americano. Continua a leggere

Il Costo della Liquidità

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Il motivo per cui abbiamo preferito non investire in strumenti gestiti di liquidità nell’ultimo aggiornamento del nostro portafoglio sta tutto nei numeri con i quali oggi un investitore può accedere a strumenti a basso costo (ETF) senza rischio di tasso e cambio.

Siamo andati a verificare due strumenti simili per caratteristiche e benchmark, Amundi Cash 3 mesi EuroMts e Powershares Cash 3 mesi EuroMts.

Entrambi questi ETF investono in titoli di stato europei con scadenza compresa tra zero e 6 mesi. Il rischio di cambio è inesistente, il rischio di tasso pure come il rischio di credito. Un classico monetario senza teoriche possibilità di perdere denaro, quello che una volta sarebbe stata definita di parcheggio. Peccato che adesso il parcheggio non è più gratis ma ci hanno messo un  bel parchimetro. Continua a leggere

6 Lezioni dal Collasso delle Obbligazioni High Yield

In tempi non sospetti (per la precisione esattamente 1 anno fa) su questo blog si mettevano gli investitori all’erta su rischi e potenzialità (poche) dei prodotti gestiti attivamente o passivamente sul mercato high yield. Non siamo ovviamente contenti di vedere che quegli avvertimenti erano corretti, ma ogni tanto estrapolare la lezione che certi eventi negativi possono provocare può essere importante per ricordarlo in futuro quando la nostra memoria si sarà assopita circa i rischi presenti sui mercati finanziari.

1) La liquidità è un fattore fondamentale per ogni investimento, quasi come l’aria che respiriamo. Continua a leggere

L’Importanza del Fattore Liquidità

Quando investitori, media specializzati ed autorità di controllo si svegliano tutte insieme richiamando la necessità di regolamentare in maniera più accurata l’emissione di prodotti dalla struttura complessa o addirittura illiquidi, viene di fatto sancito il fallimento del ruolo rivestito da ciascuno.
Le autorità di controllo le quali, dopo aver creato linee guida o disboscato intere foreste per creare prospetti che nessuno legge proprio per la loro corposità, se ne escono con un candore inaspettato dicendo che sapevano delle pressioni commerciali su coloro che vendevano allo sportello certi prodotti e che la soluzione a tutto questo casino è… vietare la vendita di prodotti a rischio al dettaglio. Però, complimenti per l’ingegno… Leggere per credere. Continua a leggere

Ci Vuole Molta Pazienza (Parte II)

Uno dei problemi con cui ogni investitore prima o poi si scontra è quello del riuscire a mantenere la pazienza e la calma durante tutto il periodo scelto per portare avanti un piano di accumulo del capitale. Abbiamo già cominciato la discussione qui e non ci resta che approfondire ulteriormente l’argomento.
Molto spesso tendiamo a voler ottenere i risultati nel minor tempo possibile o ci innervosiamo se dopo mesi (o anche anni) il nostro portafoglio non ritorna numeri consistenti. Se a questo si abbina la fretta di vendere troppo in fretta quando si guadagna oppure di vendere troppo in fretta quando si è in preda al panico, allora la frittata è fatta.
In finanza nulla viene regalato ed il tempo è galantuomo se lo si lascia lavorare. Tutte le statistiche che proponiamo qui hanno un senso se prevedono una sorta di pilota automatico degli investimenti che richiede aggiustamenti solamente al variare del profilo di rischio di un cliente o per effetto di necessari ribilanciamenti anche di natura temporale (se ad esempio ci avviciniamo alla pensione).
A tal proposito ho trovato interessante questo articolo Continua a leggere

Conversando (per finta) con Bill Gross

Qualche giorno fa il celebre gestore di fondi Bill Gross (ex Pimco ora Janus) ha indicato agli investitori come scelta migliore di portafoglio in questo momento di mercato quella di andare cash vendendo azioni.

Di quello che penso della liquidità intesa come investimento ne abbiamo già parlato qui, ma credo che sia molto facile fare dichiarazioni di questo tipo che fanno presa tra i piccoli risparmiatori quando, dall’inizio dell’anno, il rendimento della liquidità compete con quello di un investimento bond ed in alcuni casi supera quello di un investimento azionario. Giusto per fare un esempio un classico indice Cash Euro ha reso da inizio anno lo 0,45% contro un Bund tedesco che ha reso lo 0,10%. Va meglio per le azioni europee (+3%) ma non per un indice mondiale di azioni (-6%).
Bill Gross non è nuovo a sparate di un certo “rumore” come quella di maggio 2015. Continua a leggere

La Liquidità è un Investimento?

Nella sua newsletter mensile il più celebre dei ROBO-Advisors americani, Betterment, ha dedicato un’approfondimento al ruolo della liquidità negli investimenti, argomento da noi già trattato qui.
Alcuni spunti di discussione sono interessanti, altri opinabili. Interessante ad esempio il grafico che mostra il “sacrificio” al quale rinuncia un investitore di lungo periodo nel detenere una fetta consistente di risparmi investiti in liquidità. Parliamo di investimento e non di risparmio a scopo precauzionale e questo è sempre giusto precisarlo.

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Betterment fa un ipotesi di un investimento da 100 mila dollari destinato a due portafogli. Il primo suddiviso tra azioni al 61% e bond al 39%, il secondo invece destina il 10% in liquidità riducendo prorata azioni e bond.
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Cash in NOT King

Spesso si legge di borse care, tassi di interesse ai minimi, rischi di bolle speculative, Banche Centrali che perderanno di credibilità, crisi del debito, insomma di scenari catastrofici per l’investitore. La soluzione che spesso viene proposta in questi casi è quella di mettersi liquidi e stare a guardare cosa succederà dopo lo tsunami. In questo caso si ravvisano due problemi non di poco conto.

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Il primo è prevedere con esattezza il momento del pesante storno di mercato. Il secondo è trovare delle motivazioni per sostenere l’idea che “Cash is King”. Nell’immaginario collettivo esiste l’idea che mettersi liquidi prima di una tempesta finanziaria è la scelta ottimale per ottenere il rendimento migliore nelle fasi turbolente ed avere così liquidità disponibile da investire per entrare a prezzi più bassi in un momento successivo.

Questa seconda idea sarebbe interessante se non fosse che notoriamente gli investitori sono piuttosto riluttanti a rientrare sui mercati azionari dopo cali pesanti come le recenti esperienze del 2000 e del 2007 ci hanno insegnato. Per quello che riguarda la prima affermazione, ovvero che il Cash è la scelta ottimale durante le fase di ribasso dei mercati, beh ci dispiace ma i numeri storici degli indici americani non ci offrono la stessa prospettiva. Ho fatto un’analisi nel periodo 1928-2014 selezionando le sole annate in cui tenere i soldi investiti in T-Bill a 3 mesi americani avrebbe portato ad un rendimento superiore a quello di azioni (S&P500) e bond (Treasury 10 anni). Continua a leggere