Con azioni e obbligazioni 1 volta su 4 va male

Tastiera, Successo, Sventura, Sconfitta

La rete offre sempre spunti molto interessanti sia per chi è alle prime armi con il mondo degli investimenti, sia per chi vanta già una certa esperienza e in teoria pensa di poter rispondere alla domanda come investire nel modo migliore senza grandi problemi.

Ho trovato per esempio questa pagina sul sito americano di Vanguard che ritengo molto utile e da tenere sempre a portata di click.

Pagina fresca fresca di aggiornamento con i dati del 2020 che offre uno spaccato storico molto profondo (parliamo di 95 anni) di 9 asset allocation differenti caratterizzate da un peso azionario crescente.

Rendimenti medi annui, anni migliori e peggiori e numero di anni chiusi in perdita. Sappiamo che il passato non rifletterà quasi certamente il prossimo futuro, ma aiuta a capire cosa significa investire in un modo piuttosto che un altro.

La prima sorpresa arriva da un investimento 100% obbligazionario.

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Esercizio facile facile per prevedere l’inflazione futura

Pensione, Lavagna, Economia, Inflazione

Uno dei temi meno appassionanti, ma più importanti, quando decidiamo di pianificare un investimento è quello legato alla stima della futura inflazione. Fattore quello dell’inflazione che sfugge naturalmente al nostro controllo e che per certi versi può diventare devastante per il valore degli investimenti, soprattutto se per pigrizia tendiamo ad ignorarlo.

L’inflazione altro non è che la variazione media dei prezzi registrata in un anno da un paniere di beni e servizi rivisto periodicamente dagli istituti nazionali di statistica (ISTAT in Italia o EUROSTAT in Europa). Numerino molto frequente nei TG1 degli anni ’80 perché in doppia cifra, ma soprattutto perché da esso dipendeva giorno per giorno la capacità degli italiani di mantenere intatto il proprio tenore di vita. Quando i BOT rendevano ogni anno il 10% e l’inflazione era del 10%, il rendimento di un investimento era zero in termini reali. Più o meno lo stesso rendimento offerto oggi dai titoli di stato, ma il fenomeno dell’illusione monetaria rendeva tutti felici.

Caduta poi nel dimenticatoio negli ultimi anni per insufficienza di attrattività mediatica (chi si appassiona di un numero allo 0,5%??), in realtà l’inflazione rimane un fattore determinante per il successo di ogni investimento. Detrattore di performance quando positiva, contributore quando negativa ovvero quando c’è deflazione.

Pensate ad esempio a quello che succede in Giappone da parecchi anni.

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Anche le obbligazioni entrano in fascia arancione

Matita, Note, Masticato, Palla Di Carta

Le perdite accumulate dal mercato obbligazionario in questi primi mesi del 2021 sono sicuramente degne di nota. In alcuni casi, come ad esempio sulle scadenze ultralunghe, le perdite superano addirittura la doppia cifra percentuale. Fenomeno inevitabile quando i rendimenti arrivano a livelli così bassi come quelli visti in questi anni. Basta poco e la matematica bacchetta subito gli investitori che non hanno dato il giusto peso alla parola duration.

Il mercato obbligazionario americano è quello dotato di maggiore profondità storica. Questo ci permette di analizzare le sue dinamiche e tentare di interpretare cosa potrebbe succedere nei prossimi anni a chi investe in obbligazioni oggi. Non necessariamente questa sarà la strada giusta (chi lo sa se fra 50 anni saranno ancora i Treasury i titoli di riferimento degli investitori globali), ma possiamo fare qualche ragionamento anche in ottica di pianificazione. Continua a leggere

Investite solamente in obbligazioni? Fra due secoli forse raddoppierete il capitale

Stop, Tempo, Rifiuti, Annuncio, Dicendo

La regola del 72 è uno dei metodi più semplici ed alla portata di tutti per calcolare quanti anni servono per raddoppiare un capitale investito. Luca Pacioli è stato il genio italiano che ha fatto conoscere al mondo una regola che ogni studente di scuola superiore dovrebbe conoscere.

Prediamo il numero 72 e lo mettiamo al numeratore. Al denominatore mettiamo il rendimento dell’investimento. Il risultato di 72/rendimento è il numero di anni che serviranno per raddoppiare il capitale.

Sul nostro blog ne abbiamo parlato qualche anno fa nell’articolo “L’ottava Meraviglia del Mondo, un Luogo che Ogni Giovane Dovrebbe Vedere” .

L’analista Jeroen Blokland della società di investimento olandese Robeco, ha riportato però in auge la regola del 72 utilizzando tre parametri molto semplici per far capire agli investitori cosa attendersi da qui in avanti. Continua a leggere

E se le obbligazioni fossero le maschere apotropaiche del ventunesimo secolo?

Questa estate un po’ strana e particolare mi ha permesso di viaggiare tra le valli alpine della Val d’Aosta ed ho avuto la fortuna di visitare alcuni degli scrigni medioevali più interessanti d’Italia. Castelli poco conosciuti ma intrisi di storia e che ogni tanto riservano delle sorprese inaspettate. In uno di questi castelli, Sarriod de la Tour il suo nome, c’è una stanza con soffitto in legno chiamata sale delle teste. Sul soffitto ligneo infatti si trovano decine di sculture mostruose, grottesche, bizzarre e diaboliche che altro non sono che maschere apotropaiche.

La sera, scrollando gli indici finanziari della giornata sul mio smartphone, ho riflettuto su quella visita. E se le obbligazioni diventassero come le maschere apotropaiche dell’antichità?

Prima di spiegarvi la mia associazione mentale (che alcuni sono sicuro stanno trovando alquanto strana) apro una breve digressione per spiegare cosa sono le maschere apotropaiche. Continua a leggere

Dove ho già visto questa cosa

Parete In Legno, Sottomano, Memo

Ormai lo sanno anche i sassi. Le obbligazioni più sicure non rendono praticamente più nulla in termini nominali e men che meno in termini reali. Le politiche delle banche centrali combinate ad un mix storico di curva demografica, esplosione tecnologica e globalizzazione hanno portato i tassi di interesse a livelli mai visti. Mai visti? Ne siamo veramente sicuri?

Se in termini nominali è così, in termini reali gli Stati Uniti hanno visto tassi ben più bassi di quelli attuali. Dico questo perchè molto spesso si confonde la remunerazione offerta dalla cedola di un’obbligazione con quella della stessa cedola depurata dall’inflazione.

Se la mia obbligazione paga il 5% ogni anno e l’inflazione quell’anno è del 3%, in realtà il mio incasso “reale” in termine di interesse attivo è 2% al netto della perdita di potere d’acquisto.

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E se i tassi reali non tornassero mai più positivi?

Norway, Landscape, Sea, Water, Mountains

Una delle domande più gettonate su questo blog è legata all’opportunità o meno di possedere obbligazioni in portafoglio visti i bassi se non in molti casi, negativi tassi di interesse. Già nella domanda si annida però un’inesattezza.

Sia per l’investitore azionario che per quello obbligazionario non sono i tassi nominali quelli che determinano la remunerazione dell’investimento (ovvero se alla fine avrò più o meno soldi) quanto i tassi reali. Ne abbiamo già parlato in questo articolo, ma se per assurdo il rendimento di un’obbligazione è zero ed il tasso di inflazione negativo (-1%) il mio rendimento reale è positivo. Investire 100 in bond con tasso zero mi permetterà di ottenere a scadenza 100. Ma come? Se investo 100 e alla fine ho di nuovo 100 il rendimento è zero. Sbagliato siccome siamo in deflazione, ciò che compravo ieri con 100 oggi lo compro con 99 ed ecco che il mio rendimento reale dell’investimento è diventato 1%. Abbiamo ottenuto una performance reale positiva anche investendo in obbligazioni a rendimento zero. Continua a leggere