Storia dei bond americani in 100 secondi

  1. Tempo, Cronometro, Orologio, Ora, Minuto

Da alcune settimane gli analisti di Age Italia che curano il rapporto Forex Portfolio, stanno pubblicando una serie di approfondimenti molto interessanti su come investire in titoli obbligazionari in Dollari (qui trovate un esempio).

I focus sono stati effettuati sui cosiddetti titoli steepener che scommettono sull’inclinazione della curva dei rendimenti, sui TIPS indicizzati all’inflazione e sui titoli a tasso fisso su svariate scadenze.

Oltre ad analizzare l’andamento delle curve di rendimento sottostanti e del Dollaro americano,  a presentare  suggerimenti operativi con titoli ed ETF utili a replicare questi tipi di investimento (soprattutto TIPS, tasso fisso e floating rate), gli analisti hanno prodotto dei back test molto interessanti.

In poche righe vengono elencati rendimenti, volatilità, drawdown e tante altre interessanti statistiche di lungo periodo che coinvolgono uno degli investimenti più liquidi al mondo.

Naturalmente il rapporto di Age Italia è a pagamento e su questo blog non possiamo riprodurre integralmente i contenuti per ovvie ragioni di diritto d’autore. Su gentile concessione di uno dei curatori di Forex Portfolio condividiamo però volentieri alcuni spunti interessanti relativi ai back test. Continua a leggere

Annunci

And the winner is…the bondholder

Zero, Per Cento, Statistica, Soldi

Quando nel 2016 scrivemmo il post  “E’ ancora possibile guadagnare in doppia cifra con i bond statali? Oh Yes!” (che riprendiamo qui sotto in versione quasi integrale) qualche commento non proprio di complimenti arrivò alla nostra casella di posta elettronica. In quel momento mi resi conto che nonostante l’Italia fosse un paese dove gli investitori amano alla follia le obbligazioni, come guadagnare soldi con le obbligazioni e soprattutto perchè comprare obbligazioni non fosse un concetto proprio chiaro a tutti.

Parlo soprattutto di consulenti finanziari che, “nati imparati” come dico io, dall’alto della loro capacità di prevedere il futuro dicevano che era da pazzi pensare di guadagnare dei soldi con tassi di interesse così bassi quali erano quelli di allora. La bolla speculativa sui bond stava scoppiando, l’iperinflazione era in arrivo e bla bla bla.

Eppure negli ultimi 12 mesi un semplice portafoglio costituito da 50% Bund tedesco e 50% Treasury americano a 10 anni e cambio coperto avrebbe fatto guadagnare all’investitore quasi il 3.7%. Se poi l’obbligazione americana fosse stata aperta al rischio di cambio il guadagno sarebbe stato del 10% battendo l’azionario mondiale che, sempre a cambio aperto, ha portato a casa negli ultimi 12 mesi il 6.5%.

Come vedete si fanno soldi anche con le obbligazioni ed anche con rendimenti a scadenza molto bassi si possono ottenere performance in doppia cifra battendo addirittura l’azionario.

Leggi anche: I migliori consulenti del vostro risparmio

Continua a leggere

Quali sono i migliori investimenti per vivere di rendita? #3

vivere di rendita

Nelle settimane scorse uno dei più celebri blog americani che tratta il tema di come raggiungere l’indipendenza finanziaria, ha pubblicato una sua personale classifica di quali sono gli investimenti utili per poter approdare al porto sicure del vivere di rendita.

Il blog è Financial Samurai.

La classifica è stata stilata sulla base di 5 indicatori. Rischio, Rendimento, Fattibilità, Liquidità e Grado di Attività. Questi indicatori sono stati misurati da 0 a 10. Più alto è il punteggio più alto è il vantaggio. Quindi 10 sulla voce rischio significa nessun rischio, 10 sulla fattibilità significa che tutti possono realizzare quell’investimento, 10 sull’attività significa che con poco sforzo si ottiene il risultato. Se invece troviamo uno zero sulla liquidità significa che quell’investimento è difficilmente smobilizzabile in pochi giorni.

Gli investimenti finanziari valutati  da Financial Samurai per raggiungere l’indipendenza finanziaria sono stati 8.

Certificati di deposito bancari, obbligazioni, immobili fisici, prestiti peer to peer, dividendi azionari, private equity, real estate crowdfunding, attività personali.

Ovviamente in America ognuno di questi settori ha un’offerta maggiore rispetto a quella che possiamo trovare in Italia, ma possiamo comunque cercare di calare questa proposta nell’universo investibile disponibile per un italiano e vedere se il ranking di Financial Samurai può trovarci d’accordo o meno.

Intanto ecco lo score finale del blogger americano. Continua a leggere

I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #1

Cominciamo una mini serie dei tre articoli 2018 del nostro blog più letti. Cominciamo con un post quasi profetico…

2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

Buon senso di fine anno

Post pre festivo molto breve ad uso e consumo dei nostri lettori di buon senso.

Queste due parole che costituiscono anche il nome del nostro blog, crediamo debbano essere ricordate in momenti di mercato particolarmente complicati come quelli di quest’anno dove veramente pochi investimenti sono riusciti a generare valore.

La società di ricerca Ned Davis ha verificato come in questo 2018 tra le 8 principali asset type di investimento (azionario ed obbligazionario) per la prima volta dal 1972 nessuna di queste ha guadagnato il 5% con un valore mediano che quest’anno si è assestato al -1.69%, il peggiore dagli anni’70.

L’articolo del Sole24Ore del 7 dicembre chiarisce ancora meglio il concetto ai più distratti.

Un anno record quindi che potrebbe al tempo stesso rappresentare per coloro che stanno mettendo cifre più o meno importanti sul mercato con un‘orizzonte temporale di lungo periodo.

Nel nostro piccolo inseriamo due grafici  che possono supportare in modo molto semplice le scelte di un investitore di buon senso (a tal proposito rimandiamo a questo articolo per capire il motivo).

Il primo grafico è quello dell’indice azionario Msci World, ovvero l’indice che replica le azioni mondiali e che può essere tranquillamente “clonato” tramite ETF.

Continua a leggere

La Lezione Turca (tanto per ricordare)

turchia

Era il 2016 e le cose sono peggiorate parecchio da allora ma come vedrete rileggendo il post certi errori degli investitori sono sempre uguali.

 

L’affare Lira turca si complica e non è questa la sede per ragionamenti di natura geopolitica. Dal punto di vista finanziario però una bella lezioncina anche stavolta l’investitore dovrebbe averla imparata.

L’andamento della Lira turca è stato decisamente deprimente negli ultimi anni. Come evidenziato dagli analisti Forex di Age Italia nel loro ultimo rapporto settimanale, la versione total return di un investimento in Lire Turche (quindi tenendo conto del cambio e delle cedole incassate) negli ultimi 6 anni è stata inesistente.

eurtry

Vi siete sbattuti a destra e a manca, avete sopportato la volatilità, avete visto il valore della vostra obbligazione scivolare paurosamente, tutto per avere zero. Anzi mi correggo, meno di zero perché in questi anni l’inflazione italiano ha remato contro di voi. Continua a leggere

Guardate avanti altrimenti inciampate!

Tra gli errori più comuni commessi dagli investitori certamente possiamo annoverare quello del cosiddetto guardare dallo specchietto retrovisore. Con questo si intende la tendenza ad utilizzare le performance del passato come guida per il futuro.

Se un fondo, un’azione o un qualsiasi strumento finanziario realizza performance mirabolanti allora è degno della mia attenzione (ed investimento), se invece ha il segno meno davanti alla performance passata il prodotto viene regolarmente snobbato. I back test sono proprio l’esatto esempio di come distorcere la realtà.

Per chi segue strategie di momentum e quindi fa investimenti con orizzonte temporale di brevissimo periodo, questa logica può anche essere corretta; per chi invece sviluppa investimento con un orizzonte temporale più ampio questa rischia di essere una strategia limitante oltre che non garante dei migliori risultati.

In questi mesi ad esempio l’investimento in fondi o ETF obbligazionari avente come sottostante i bond emergenti è stato al centro delle attenzioni e delle preoccupazioni degli investitori visto che le perdite sono arrivate a toccare oltre l’8% da inizio anno, come nel caso dell’ETF iShares JPM Em.Bond Eur hedged. Continua a leggere