Serve Altro?

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La società di ricerca GMO ha pubblicato di recente una ricerca molto interessante centrata sull’opportunità per l’investitore di scegliere azioni legate al mondo delle materie prime piuttosto che commodity rappresentate da contratti futures. Ne abbiamo già parlato qui, ma ci torneremo soprattutto perché potrebbe interessare coloro che vogliono cominciare a costruire portafogli basati su asset in grado di assecondare e tutelare il capitale da eventuali fenomeni di inflazione.

Quello che però ci ha colpito nella ricerca è anche un altro punto.

Il grafico che proponiamo di seguito mostra la media delle previsioni a 1 anno degli analisti circa il prezzo del petrolio e l’effettivo movimento del prezzo dodici mesi dopo.

Mediamente gli analisti azzeccano la direzione giusta circa una volta su due. Continua a leggere

Quei Furbetti degli Strategist

Quando vi diciamo di lasciare perdere certe previsioni di mercato che arrivano da guru o presunti tali lo facciamo per ottimizzare il vostro prezioso tempo. Quando poi queste previsioni si concentrano nella parte finale/inziale di un anno il nostro appello si fa più forte  anche leggendo queste cose.
A dicembre l’animo dell’investitore è più sensibile con il cuore gonfio di speranza e di sogni di ricchezza e benessere; le persono sono predisposte a percorrere nuovi orizzonti, a cambiare vita, a smettere di fumare se un colpo finanziario fortunato sarà in grado di far girare la ruota dal verso giusto.

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Che Mestiere Difficile!

pioggiaCrollo di borsa, bear market, recessione in arrivo, bruciati miliardi, gennaio nero, Cina, petrolio, banche, rischio crisi finanziaria, sono solo alcune delle parole che meno di due mesi fa andavano per la maggiore su media economici e non.

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Quando la Partenza fa la Differenza

La società di consulenza finanziaria americana GMO ha fatto nelle settimane scorse un gioco molto carino.
Ha simulato per due persone un approccio di investimento esattamente uguale. Joe e Jane partono entrambi con i versamenti a 25 anni e vanno avanti per 40 anni di lavoro. Joe e Jane hanno lo stesso salario e la stessa crescita del salario. Le somme versate al fondo pensione sono esattamente identiche. Entrambi investono negli stessi identici asset finanziari partendo con un 90% di azionario fino a chiudere al 50%. I ritorni dell’investimento sono identici (8% nominale e 5% dopo aver sottratto l’inflazione e le commissioni di gestione dei fondi).
Alla fine del percorso però quando Joe va in pensione riscuote 590.000 $ mentre Jane si gode 880.000, ben 290 mila dollari in più. Ma com’è possibile questa cosa avendo ottenuto entrambi gli stessi rendimenti ed avendo adottato gli stessi piani di investimento? Continua a leggere

Tanto Fumo per Tutti

Non è per sparare sulla croce rossa, ma sinceramente quando si leggono certe analisi fatte da società finanziarie che perdono palate di soldi mi viene sempre da pensare che siamo di fronte ad una fuga dalla realtà. Deutsche Bank vanta un’ottima struttura di ricerca finanziaria, ma allora perché la banca non ha evitato la crisi del 2008 e perché non ha moltiplicato gli utili finanziari negli ultimi anni di generoso bull market per compensare le perdite di altri settori aziendali non così proficui?
L’analisi a cui faccio riferimento è questa in cui vengono mostrati due grafici dai quali, secondo gli analisti della banca tedesca, si desume che mettendo assieme le valutazioni di bond, azioni e case degli ultimi 200 anni siamo prossimi a dei massimi storici. Continua a leggere

L’illusione di Prevedere il Futuro

Lo so è facile vincere così, ma è più forte di me proprio non ce la faccio a pensare che clienti facoltosi (perchè solo loro hanno accesso a certe strategie) ancora provino un sadico piacere nell’affidare soldi ai fondi hedge.

Qui ci siamo chiesti a chi servono questi prodotti e qui abbiamo invece attribuito al desiderio di sentirsi “esclusivi”, ma quando arriva un grafico come quello che vi faccio vedere qui sotto, beh…ragazzi ma di che stiamo parlando? Continua a leggere

I Falsi Miti

In questo post abbiamo visto come i principali strategist finanziari americani per il momento hanno ciccato  le previsioni del 2015.
Siccome i numeri sono sempre molto meglio delle parole voglio infierire e vi rimando qui http://www.cxoadvisory.com/gurus/.
Dal 2005 al 2012 vennero raccolte da CXO Advisory oltre 6 mila raccomandazioni da parte dei più celebrati analisti indipendenti americani. Il risultato lo trovate nella tabella qui sotto e scartando tutto ciò che è sotto il 51% il quadro non può dirsi esaltante. Continua a leggere