Battere i tassi negativi si può, chiedere di Mr. Dividendo

dividendo di buon senso

L’indice Msci World è replicabile tranquillamente con un semplice ETF. Questo strumento che può essere acquistato in Borsa permette a qualsiasi investitore, dal più basico al più complesso, di investire sull’azionario mondiale in modo efficiente e diversificato.

Le numerose azioni presenti all’interno dell’indice (oltre 1600)  in buona parte staccano ogni anno dei dividendi che vanno a gonfiare giorno dopo giorno il valore dell’indice, ovviamente al netto delle oscillazioni di mercato.

Il dividendo è un elemento spesso snobbato dall’investitore in quanto si perde nei movimenti continui di un indice di borsa. In realtà come abbiamo visto in questo post, il dividendo è uno dei fattori portanti della definizione di rendimento atteso di lungo periodo all’interno di un investimento azionario.

Leggi anche: La teoria del negozio di ombrelli e l’equazione di Gordon Continua a leggere

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L’isola deserta in cui la ricchezza (dei pensionati) sono le noci di cocco

Deserted Island, Heavenly Landscape

Uno degli elementi più critici quando si programmo una vita da pensionati è capire quanti soldi serviranno durante la pensione per mantenere un adeguato tenore di vita.

Il raggiungimento di un certo livello di reddito durante la pensione dipende da due fattori.

Uno pubblico (la classica pensione) ed uno privato ( i risparmi accumulati nel tempo personalmente rinunciando a consumi attuali).

Il problema è che su nessuno di questi fattori abbiamo un controllo assoluto.

L’età pensionabile non è un fattore stabile per effetto di cicli economici e demografici.

Questo rende l’asticella dell’età della pensione pubblica poco affidabile oggi e tendenzialmente, anche per motivi demografici e di aspettativa di vita, continuamente rivista al rialzo.

I soldi che risparmiamo privatamente possono essere ritirati in qualsiasi momento questo è vero, ma anche qui la certezza di come questi risparmi cresceranno per effetto di investimenti ed inflazione (e tassazione) rappresenta una variabile incerta. Continua a leggere

Quanto tempo ci metterò a risparmiare i miei primi 100 mila Euro? Vivere di rendita #11

colonne ricchezza

Due dei pilastri più importanti di ogni buon investimento finalizzato al raggiungimento di un obiettivo di lungo periodo sono il tempo ed il rendimento.

Il tempo è un nostro amico nella parte iniziale di ogni piano di investimento, mentre viene visto con un certo timore nella parte centrale o addirittura finale dello stesso. Il motivo è ovvio, ogni negativa oscillazione di mercato mette in discussione tutto ciò che abbiamo accumulato fino a quel momento.

Ecco spiegato perché viene consigliato, ad esempio a coloro che accantonano soldi per il periodo del ritiro dalla vita lavorativa, di ridurre gradualmente il rischio dell’investimento.

Leggi anche: Ma quanto denaro mi servirà quando sarò in pensione?

Tutto vero, tutto giusto, ma in questo post capiremo come, grazie all’eccezionale macchina della capitalizzazione composta degli interessi, ogni anno che passa ha un valore decisamente diverso in termini di aumento della ricchezza. Continua a leggere

Trasferirsi in Portogallo e Vivere di rendita #10

Lisbon, Portugal, Places Of Interest

Seconda puntata finalizzata alla ricerca di luoghi europei nei quali la filosofia F.I.R.E. (Financial Independence Retire Early) può trovare la sua applicazione concreta.

Ricercare un luogo dove vivere con un costo della vita inferiore a quello attuale e rendere sufficiente il capitale che abbiamo accumulato per vivere di rendita è una delle soluzione percorribili.

Come detto nell’articolo precedente dedicato alle Canarie, non necessariamente si può adottare questa soluzione trasferendosi all’estero. Esistono diverse ed interessanti opportunità anche in Italia basta accettare l’allontanamento da alcune “comodità”.

Leggi anche: Trasferirsi alla Canarie e Vivere di rendita #9 Continua a leggere

Trasferirsi alle Canarie e Vivere di Rendita #9

vivere di rendita alle canarie

Uno dei pilastri della filosofia F.I.R.E. (Financial Independence Retire Early) è rappresentato dalla scelta di vivere di rendita in luoghi con un costo della vita inferiore a quello che si sopporta durante la vita lavorativa attiva.

Non sempre questo passaggio rappresenta una scelta obbligata per tutti e comunque può essere più soft di quello che si pensa. Si può guadagnare potere d’acquisto spostandosi anche solo all’interno propria regione di nascita (ad esempio trasferendosi dalla città a qualche paese di provincia o di montagna dove le case costano meno) oppure all’interno dei confini nazionali scegliendo luoghi dove la vita è più a buon mercato.

La terza alternativa è quella di trasferirsi all’estero in zone con clima e costo della vita più vantaggiosi rispetto a quelli attuali. Se poi a questo si aggiungono anche vantaggi fiscali il gioco diventa ancora più conveniente. Continua a leggere

Perchè con le sole obbligazioni NON si può vivere di rendita

Chair, Couch, Furniture, Road, Sofa

In rete non è infrequente trovare articoli che cercano di catturare qualche migliaio di click in più con titoli ad effetto capaci di attirare risparmiatori alla disperata ricerca di forme di investimento più remunerative di quelle offerte da un conto corrente bancario.

A fine febbraio Google News ha proposto questo articolo. Bello, affascinante, alla portata di tutti, ma veramente questa è la soluzione di investimento migliore?

E soprattutto davvero si può vivere di rendita investendo in obbligazioni? Continua a leggere

Perchè pranzare fuori casa ci fa perdere fino a 5 anni di indipendenza finanziaria – Vivere di Rendita #8

Ko

pranzo fuori casa risparmio

Dopo aver visto che fare una bella e ricca colazione tra le mura di casa propria permette di guadagnare fino ad un anno di indipendenza finanziaria,  analizziamo oggi il secondo pasto fuori casa di una tipica giornata lavorativa, quello del pranzo. I numeri dimostreranno quanto è facile risparmiare soldi che ci permetteranno più avanti nel tempo di vivere di rendita.

In questo caso specifico le cifre sono ancora più eclatanti, ma prima di arrivarci citiamo qualche dato estrapolato dal Rapporto Annuale 2018 del FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi).

Secondo questa indagine un italiano su quattro pranza fuori casa almeno 3-4 volte la settimana con 1 su 10 che lo fa tutti i giorni. Il 39% degli intervistati sceglie il bar, il 36% il ristorante. La spesa media per mangiare fuori casa è mediamente di 11 euro. I primi piatti fanno la parte del leone per il 54% degli intervistati, panino e secondo si piazzano al secondo posto.

Come già scritto nel precedente post la necessità per alcune persone di mangiare fuori non necessariamente deve sempre sposarsi con la soluzione più onerosa. Esistono possibilità più economiche che potranno regalarci una cosa che nessuna obbligazione o azione è in grado di offrire. Sto parlando del tempo. Continua a leggere