Tassi Bassi e Azionario

Viviamo un momento molto particolare della storia finanziaria, tassi di interesse ai minimi storici e azioni ai massimi storici più o meno nella maggior parte dei mercati mondiali a maggior capitalizzazione e con un’ampia liquidità.

yield
Il mercato americano rappresenta sempre il faro sul quale condurre interessanti analisi retrospettive ed oggi, prendendo spunto dal blog del bravissimo Ben Carlson http://awealthofcommonsense.com voglio farvi capire cosa è successo ai mercati azionari a stelle e strisce in un contesto di tassi così bassi.
Dal 1928 al 2014 le azioni hanno guadagnato mediamente il 9,6%, i bond decennali il 5% e gli investimenti monetari il 3,5%, numeri tutti al lordo dell’inflazione.
Il cosiddetto premio al rischio pagato dalle azioni sui bond è stato quindi del 4,6%, mentre il premio azioni su monetario è stato del 6,1%. E’ importante leggere questi dati. Tutto può succedere, anche degli eccessi, ma poi questi si pagano ed il classico processo di “ritorno verso la media” riporta in equilibrio il sistema. Questo per dire che se i tassi decennali americani sono al 2%, un premio al rischio del 4,6% significa attendersi mediamente dalle azioni un ritorno nei prossimi anni del 6-7% annuo, ma siamo sicuri che è sempre così?
Ben Carlson ha studiato i ritorni azionari medi a distanza di 3 , 5 e 10 anni prendendo come dato di riferimento il rendimento di chiusura dell’anno del TBond decennale.

tassi e azioni 1926-2014
Ecco la prima sorpresa e la prima distorsione del premio al rischio. A tassi alti tutto gira alla perfezione con le azioni che ripagano ampiamente il rischio con ritorni in doppia cifra. Nella fascia centrale, quella con tassi compresi fra 5-7% la teoria salta allineando i rendimenti delle azioni a quelli delle obbligazioni. Siamo evidentemente di fronte ad un livello di tassi critico che fa male al mercato.

Passando alla scaletta più bassa 3-5% di rendimenti obbligazionari, il ritorno azionario ancora soffre non ripagando adeguatamente secondo il premio al rischio storico. Poi la sorpresa. Iniziando l’anno con tassi a 10 anni inferiori al 3% come ora, il ritorno dell’azionario balza verso l’alto con un premio al rischio notevole. Trovo condivisibili le motivazioni dell’analista americano che indica in tassi bassi = uscita da una crisi profonda la principale motivazione di questa originalità probabilmente dilatata da corposi rimbalzi dell’equity dopo pesanti bear market. Questa è una motivazione ma non può essere l’unica e mi pare inutile perdere tempo a cercare cause che nemmeno gli economisti hanno saputo spiegare negli anni.

Il 2014 si è chiuso con il TBond al 2,17% quindi…Non arrivate a conclusioni affrettate tutto va contestualizzato e soprattutto inserito in un risultato statistico non così definito. La seconda tabella che esplode i range di rendimenti ci auta a capire di più.

tassi e azioni 1926-2014 bis

Cambia la prospettiva vero? Intanto una considerazione. Quando i tassi di interesse sono molto alti si è portati a pensare che l’obbligazione è la scelta più sicura e redditizia, ma soprattutto una zavorra devastante per l’azionario. Nulla di più sbagliato a giudicare dai ritorni sempre abbondantemente positivi per l’equity quando i tassi sono elevati.

Tornando al nostro scenario di tassi bassi come quelli attuali non si può escludere un ritorno annuo dell’azionario negativo a distanza anche di 3 e 5 anni, ma soprattutto tutti gli scenari sono aperti. Nel 1936 i tassi decennali chiusero l’anno sotto al 3% e lo fecero anche nei 5 anni successivi; lo S&P500 infilò però 4 anni di calo (-35%, -1%, -10%,-12%) inframezzati da un unico rialzo nel 1938 (+29%).

Ecco perché diversificare e non farsi dei preconcetti è fondamentale per investire il proprio denaro con buon senso. Impossibile sapere come i mercati si muoveranno nei prossimi anni, meglio partecipare  al banchetto  ma sempre con la giusta discrezione.

Leggi anche: Partecipare e divertirsi alla festa dei mercati senza ubriacarsi

                        Breve storia delle perdite di Wall Street

                        Investire sulla borsa americana

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2 thoughts on “Tassi Bassi e Azionario

  1. erreffe 5 aprile 2015 / 12:35

    Oggi meritato riposo.. 😀 Buona Pasqua e grazie per tutti gli articoli quotidiani. 😉

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