Fissare gli Obiettivi

Per mettere ordine nella propria pianificazione finanziaria è fondamentale fin da subito chiarirsi le idee definendo quali possono essere gli obiettivi meritevoli di essere destinatari dei nostri risparmi. Solo in seguito potremo definire un piano di investimento adeguato per l’obiettivo che vogliamo raggiungere, tenendo sempre conto di rischio ed orizzonte temporale.
Ho cercato di stilare un elenco di quelli che, a mio modo di vedere, possono essere i principali obiettivi che una persona/famiglia può ambire a raggiungere durante il proprio ciclo vitale e mi farebbe piacere sapere se avete altre idee in proposito.
Non necessariamente in ordine di importanza eccoli qua:

Indipendenza finanziaria. Riuscire a costruire una base adeguata di denaro utile a vivere il quotidiano senza essere di peso per nessuno, figli e/o genitori a secondo del periodo di vita.

Copertura spese mediche.  La salute è tutto ed avere la possibilità di coprire per tutta la vita gli inevitabili costi sanitari che personalmente o assieme alla nostra famiglia andrebbe necessariamente a sostenere mi sembra un ottimo motivo per accantonare un pò di denaro per questo scopo.

Casa. Raggiungere la stabilità psicologica di acquistare un’abitazione principale sulla quale costruire un progetto di vita (questo si incrocia eventualmente con un altro obiettivo come matrimonio/convivenza). Quando questo obiettivo viene raggiunto si può puntare anche a quello più ambizioso di una seconda casa magari da abitare nella parte di vita che segue il termine dell’attività lavorativa.

Viaggi. Accantonare un po’ di soldi per permettersi regolarmente un periodo vacanziero oppure per progettare grandi viaggi impegnativi dal punto di vista finanziario. Di questa idea ne abbiamo già discusso qui e qui.

Mantenimento/Miglioramento del tenore di vita. Consumare e risparmiare in modo equilibrato per riuscire a vivere con un tenore costante e dignitoso o magari migliorarlo, ma sempre cercando di rimanere con i piedi per terra per non fare il passo più lungo della gamba.

Finanziare gli studi dei figli. Il costo dell’istruzione deve essere visto come investimento e come tale richiede il sacrificio di risorse finanziarie importanti le quali permetteranno ai vostri eredi di avere maggiore cultura e competenze tecniche nel selettivo mondo lavorativo.

Investire su noi stessi. Tecnologia, formazione, lettura sono solo alcune delle attività che meritano di essere finanziate per mantenerci costantemente aggiornati e competenti. Ovviamente gli stessi interessi personali (hobby, sport, ecc…) rientrano in questa bacino di attività.

Preparare il passaggio generazionale. Adoperarsi per rendere il più favorevole possibile il passaggio agli eredi ottimizzando fisco, burocrazia, ecc…So che non è un argomento piacevole, ma affrontarlo con la mente lucido porterà vantaggi a chi rimarrà dopo di voi.

Fondi di emergenza. La sfortuna può sempre essere in agguato.

– Fare beneficienza per aiutare chi è in difficoltà.

Come vedete gli obiettivi sono veramente tanti, alcuni già affrontati in questo blog altri che affronteremo. Quello che però deve essere chiaro è l’impossibilità da parte di ogni persona di creare un processo ordinato di accumulazione del risparmio finalizzato alla realizzazione degli stessi senza un’adeguata pianificazione. E’ impossibile pensare di poter risparmiare e/o investire per tutti questi obiettivi nella stessa maniera mischiando fondi/Etf/titoli in un dossier titoli fatto da una cozzaglia di strumenti finanziari senza logica.

Ad ogni obiettivo vanno associati dei mucchietti mentali e reali di cash/azioni/obbligazioni che saranno oggetto di manutenzione più o meno frequente. Potranno esserci pezzi di investimento più stabili ed altri soggetti a volatilità (quindi passibili di perdite nel durante). L’importante sarà comunque sempre progettare, risparmiare, investire e realizzare. O se vi piace di più fare quello che dice il nostro bersaglio.

plan-think-work-live

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7 thoughts on “Fissare gli Obiettivi

  1. erreffe 16 giugno 2015 / 10:42

    Ciao AW so di essere come un disco rotto, ma trovo quotidianamente molto interessante leggere quello che scrivi e tutti giorni, primo di collegarmi, mi chiedo cosa ti sarai inventato ogni volta x stupirci ancora 😀 Riguardo le spese mediche, ritieni utile, indispensabile, optional l’assicurazione che copre questo tipo di spese? Infine per quanto riguarda la programmazione e il porsi gli obiettivi, prima di conoscere il sito, investivo disordinatamente, senza una direzione logica ben precisa e ora mi ritrovo in perdita su alcuni prodotti davvero scadenti e anche ingiustamente molto costosi (Morgan. St. Diversified Alpha plus..un flessibile che da un po perde in ogni fase di mercato..) potrebbe valere anche per questo il discorso dell’orizzonte temporale e una speranza di ripresa, ma vedo che affonda costantemente..non so che fare sinceramente. .buona giornata ciao 😉

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    • archeowealth 16 giugno 2015 / 20:48

      Figurati al nostro lettore più accanito una risposta sempre. Per quello che riguarda l’assicurazione media credo che come sempre costi e potenziali benefici vanno messi insieme. Non so se parli solo per te o per la tua famiglia, ma prenderei la media delle spese degli ultimi 5 anni e considererei i costi della polizza. Poi è chiaro che sei in mano al destino ma se hai bambini o avanti con gli anni è prevedibile che le spese mediche aumentino. Tieni poi conto anche del fatto che quello che ti rimborsano non potrai portarlo in detrazione fiscale.
      Per quello che riguarda il prodotto gestito ti sei già risposto da solo. Costoso e qualunque direzione va il mercato lui non risponde adeguatamente. Sai cosa fare domattina…come direbbero i trader tagliare le perdite e non pensarci più.
      A presto.

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  2. erreffe 16 giugno 2015 / 22:40

    Ottimo! Sempre gentilissimo/i 🙂

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  3. Mario 17 giugno 2015 / 11:53

    Buongiorno, leggo con interesse i sui articoli e interventi sul blog, per cui le faccio i miei complimenti. Addirittura alcuni interventi dedicati ai giovani investitori fanno rimanere a bocca aperta e sono di assoluta ispirazione.
    Avendo visto il suo portafoglio in uno dei post precedenti, le vorrei fare alcune domande: benché costruire un portafoglio di soli ETF abbia dei pro assolutamente innegabili come una diversificazione altrimenti impossibile, mi chiedevo, come lei si possa fidare a costruire un portafoglio di soli ETF che hanno liquidità e spread a mio parere inaccettabili.
    Non le nascondo che sarei molto più propenso ad investire mediante PIC+PAC (si veda dopo spiegazione del mio piano di investiementi) su singole azioni selezionate che oltre avere liquidità e spread minimi, annualmente generano oltre ai (si spera) rendimenti in conto capitale anche rendimenti in forma cedolare, che in orizzonti temporali elevati (30+ anni) possono essere considerevoli.
    Inoltre, mi corregga se sbaglio, comprando un ETF si compra carta emessa da un market maker che vale qualcosa fintanto che il market maker decide di voler scambiare. Nel momento in cui il market maker fallisce, non guadagna più degli scambi del prodotto etcetc…cosa succede?
    Mi ritrovo ora a 29 anni con una somma considerevole da investire, tutta dovuta al risparmio (che ha da poco raggiunto la 6° cifra) che vorrei investire tutta entro la fine del 2015 e ho già progettato un piano di accumulo sui risparmi futuri (intorno ai 1000 euro mensili) per i prossimi 30 anni.
    Ma per quanto scritto sopra, non riesco ad individuare la strada giusta da imboccare, perché come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera. Avrebbe qualche consiglio?
    Mi scuso per eventuali incorrettezze e deficienze in quanto ho scritto sopra, ho dimenticato di premettere che sono un assoluto neofita in questo campo.
    Un cordiale saluto e un incoraggiamento a continuare con l’ottimo lavoro.

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    • archeowealth 17 giugno 2015 / 22:52

      Ciao Mario, grazie dei complimenti e per favore diamoci del tu!
      Siccome questo blog nasce proprio con l’intenzione di fare educazione finanziaria ai giovani i tuoi commenti mi fanno molto piacere. Risponso ai tuoi quesiti.
      Gli ETF sono esattamente identici ai fondi come struttura legale solamente che sono a replica passiva di indici. Sia ETF che fondi hanno la caratteristica di avere patrimoni separati non aggredibili in caso di fallimento della società. Quindi i tuoi soldi stanno al sicuro e non sono legati alle sorti delle società ma ovviamente solo a quelle del mercato.
      E’ vero quello che dici sugli spread denaro-lettera. Personalmente privilegio per gli investimenti pochi prodotti ma molto liquidi dove gli spread non superano lo 0,2%. In questo modo la competizione sui fondi rimane assolutamente vantaggiosa perchè nello stesso tempo scelgo ETF con commissioni di gestione tra 0,2/0,3%. E’ verò che esistono anche ETF (soprattutto sul mercato dei bond) con spread più ampi, ma se questi prodotti non mi dovessero soddisfare allora in estrema ratio vado su fondi che seguono il benchmark e costano poco.
      Se il gestore dell’ETF decide di chiudere succese esattamente quello che vediamo per i fondi, liquidazione delle quote niente di drammatico. In certi momenti di tensione finanziari si sono visti market maker fare i furbetti per qualche ora non uscendo con i prezzi, ma tu hai una bella arma in quel momento, non compri e non vendi il giorno dopo saranno cmq costretti ad uscire.
      Per quello che riguarda le singole azioni ad alto dividendo non sono d’accordo. Intanto perchè non sappiamo se queste stesse azioni fra 30 anni ci saranno ancora (se ti vai a vedere lo S&P500 o la stessa borsa italiana di 30 anni fa troveresti molte azioni che non esistono più) e poi perchè alcuni studi dimostrano che quella dell’alto dividendo è un pò una leggenda popolare che non crea effettivamente un grandissimo valore per l’investitore. Non dico che i dividendi non sono importanti (anzi!!), ma dico che le strategie che utilizzano il dividendo come mezzo di marketing per ingolosire il cliente non danno grande valore aggiunto (ma costano di più). Tra qualche giorno pubblicherò un post che si chiama “Azioni ad Alto Dividendo tra mito e realtà” che credo ti interesserà.
      Per quello che riguarda il tuo investimento è già una bella sommetta anche se credo che a 29 anni ti potrebbe servire per qualche scelta familiare importante. Fai bene due conti, togli dall’investito il classico margine di sicurezza, vedi se hai progetti a breve (matrimonio, casa,ecc…) e destino a ciò una parte della somma e poi il resto investilo tranquillo. Il tuo orizzonte temporale te lo permette ma ovviamente ricorda sempre di diversificare azioni e bond; ottimo lo strumento del PAC. Non commettere l’errore di investire tutto e subito, rifletti bene su ciò che ti potrebbe servire entro 5 anni e poi sul resto buttati il tempo è dalla tua parte.
      Per il resto buon investimento e se proprio ti posso chiedere una cosa, fai pubblicità al nostro blog con i tuoi amici 29enni.
      Ciao a presto.

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      • Mario 18 giugno 2015 / 8:39

        Ciao e grazie per la risposta…è sorta un altra domanda… se io compro, per fare un esempio, 500€ di un ETF che replica il FTSE MIB, l’emittente del fondo va a comperare a mercato effettivamente le varie azioni a mercato nella quantità corrispettiva al peso di ogni azione dell’indice? In tal caso posso capire come l’ETF riesca effettivamente a replicare l’indice.
        Ma se in caso contrario ciò non avviene, come può un ETF aumentare e diminuire il proprio valore replicano l’indice e non le regole di domanda offerta sull’ ETF stesso?

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      • archeowealth 18 giugno 2015 / 21:35

        Qui puoi trovare la risposta a buona parte dei quesiti http://www.etfplus.net/MondoETF/ReplicaETF.pdf
        Aggiungo che il prezzo di mercato al quale si compra non è il valore dell’ETF o meglio dei titoli in esso contenuti. Quel valore è rappresentato come per ogni fondo dal Net Asset Value (NAV). La domanda/offerta porta il prezzo di mercato ad oscillare attorno a questo NAV ma non potrà mai avere premi o sconti completamente scollegati da esso anche perchè sul book sono sempre presenti dei market maker che con differenziali denaro lettera più o meno accettabili (qui entra in gioco la liquidità dell’ETF) fanno sì che il prezzo dell’ETF non esca mai da una banda predefinita rispetto al NAV.

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