Se ce ne fosse Bisogno, un Altro Motivo per Snobbare gli High Yield

Prendendo spunto da un articolo apparso sul blog Novelinvestor.com  viene riconfermato quanto poco sensato è per un investitore con una discreta dose di propensione al rischio  detenere investimenti in prodotti high yield.
Ne abbiamo già parlato qui e qui ma ribadisco il concetto. Se voglio rischiare molto meglio comprare azioni piuttosto che emissioni high yield che già per loro natura vengono emessi da società non propriamente in salute e che al primo violento scrollone di mercato certamente pagheranno dazio più di altri . A questo si deve aggiungere anche il concetto della probabile illiquidità (o con ampi differenziali tra denaro e lettera) dell’obbligazione nei momenti di volatilità.
Meglio ancora gestire sapientemente l’investimento mixando azioni ad emissioni corporate di rating investment grade per attenuare il rischio. Farlo tramite strumenti high yield è uno strumento inutile e pericoloso e spesso scelto da investitori che ritengono di avere in mano un titolo che comunque mi “ritorna” la cedola tutti gli anni e quindi con una parvenza di certezza. Ma scusate riscuotere il dividendo da un’azione non è la stessa cosa?
Torniamo però ai numeri.

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La tabella ci mostra la storia 1987-2014 del mercato High Yield e di quello azionario sintetizzando il loro andamento. In 8 casi su 10 entrambi gli investimenti sono saliti e solo in 2 casi su 28 si sono mossi in modo indipendente. Già in base a questi numeri (e considerando che dal 1987 di bear market azionari ne abbiamo visti parecchi) non si capisce per quale motivo dovremmo effettuare investimenti in strumenti di dubbia qualità che nel 80% del tempo ritorneranno un rendimento sicuramente inferiore.

Molto meglio ridurre il rischio di portafoglio azionario destinando una fetta di denaro all’investimento corporate investement grade. Con il grafico successivo mostriamo il parallelo degli ultimi 30 anni tra HY e Investment Grade. Il risultato parla chiaro.

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Fonte: Portfolio Visualizer

In tanti si sorprenderanno nel sapere che il rendimento annuo (CAGR) dell’investimento corporate è stato superiore di oltre 50 punti base rispetto all’HY. Come sempre esprimere il concetto in termini monetari porta chiarezza; per chi avesse investito 10 mila euro nel settore corporate IG nel 1985 si troverebbe un montante finale superiore di oltre 15 mila euro rispetto all’investimento in bond HY, ma non solo.

A questo si aggiunge una volatilità più bassa e massimi drawdown decisamente favorevoli all’Investment Grade (-4,9% contro -21,2%). Tutto questo si traduce in uno Sharpe Ratio (ovvero quanto rendimento annuo mi viene restituito per unità di rischio) decisamente più alto per l’investimento Corporate Investment Grade.

Quando vi propongono perciò prodotti obbligazionari particolarmente complessi, magari indorandovi la pillola del flusso cedolare in un contesto di tassi di interesse molto bassi, sappiate che non esistono pasti gratis in finanza (tranne uno).

Accertatevi di quanti dei vostri soldi finiranno in emissioni “spazzatura” e se proprie volete rischiare meglio comprare azioni di società ad elevata capitalizzazione.

Leggi anche: Meglio le azioni che i bond gli High Yield…sempre!

                       Quello che nessuno vi racconta sull’investimento  in High Yield

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