Piccoli Sacrifici, Grandi Risultati

pension

Nei giorni scorsi stavo ragionando sulla mia percentuale di contribuzione ad un fondo pensione privato. Obiettivamente trovo corretto da parte di lavoratori autonomi e dipendenti impostare un ragionamento di lungo periodo su questi strumenti i quali, pur con tutti i loro limiti (portabilità ancora complessa, scarsa flessibilità in uscita solo per citare due esempi) offrono vantaggi fiscali importanti che hanno riflessi di non poco conto sulle performances di lungo periodo del vostro zainetto previdenziale.
Apro e chiudo una parentesi. Il fondo pensione può servire anche come zainetto immobiliare visto che vi permette di attivare un piano di accumulo che per il 75% potrà poi essere utilizzato per eventuali spese di acquisto o ristrutturazione di prima casa propria o dei figli con una tassazione molto favorevole del 23%. Non lo prendo in considerazione ma lo stesso zainetto può essere considerato anche come sanitario poiché vi permetterebbe di far fronte a spese, ovviamente impreviste, legate a problemi di salute gravi che nel corso della vita per sfortuna potreste incontrare. Qui la tassazione è ancora più favorevole e pari al 15%.
Detto ciò non bisogna mai dimenticare che spesso e volentieri i fondi pensione annualmente trattengono delle commissioni di gestione al sottoscrittore, costi che vanno a ridurre il montante finale. Occhio ai costi ma attenzione anche che la tassazione, pur essendo agevolata, alla fine ci sarà.

Il mio ragionamento se aumentare o meno la quota versata è proprio legato alla tassazione che, comunque vada (15% o 23%), sarà differita. Questo vi offre un indubbio vantaggio finanziario legato al fatto che il vostro denaro lavora in capitalizzazione composta a valore pieno di 100. Al contrario, investendo solo il netto percepito in busta paga decurtato del 23%, 27%, 38% o quant’altro, la capitalizzazione composta lavorerà a regime più basso.

Se anche avete una tassazione del 23% il gioco è comunque a vostro vantaggio. Investire 100 euro immediatamente e per 15 anni a rendimento 2%, fra 15 anni vi porterà ad un montante di 21.167 Euro. Se invece investite 100 – 23% di tasse che vi chiede il Fisco (quindi 77 al mese), il vostro montante finale dopo 15 anni sarà di 16.298 Eur, ben 4.869 euro in meno. A questo punto potrete anche estrarre il 75% del valore per esigenze immobiliari ed ecco che il fisco vi chiederà indietro le tasse il cui pagamento è stato semplicemente differito. Attenzione però perché su un imponibile più elevato nel frattempo ha lavorato il 2% di rendimento con un ovvio vantaggio che si rifletterà nel montante finale.

Non voglio convincere nessuno, ma se cominciamo a salire negli scaglioni di aliquota Irpef il vantaggio diventa esponenziale e questo perché la legge non fa differenza di reddito all’atto del riscatto da anticipazione (o semplicemente per raggiunti limiti di età pensionistica). Se avete un reddito lordo superiore ai 28 mila euro ogni euro in più che guadagnate è tassato al 38%, ben 15 punti percentuali in più dell’ipotesi peggiore legata ad un riscatto al 23% dal fondo pensione. Ogni 100 euro messi in un fondo pensione a quel punto capitalizzeranno rendimento partendo da base 100. Se invece deciderete di far accreditare in busta paga i 100 euro nettati dalla tassazione del 38% metterete sul piatto dell’investimento solamente 62 euro. Ovvio che un 2% su 100 è diverso da un 2% su 62 e quando arriverete al momento del riscatto, seppur parziale, oltre al vantaggio di rendimento otterrete anche un indubbio vantaggio fiscale. A fronte del 38% che avreste dovuto pagare il Fisco vi chiederà solo il 23%.

Provate a immaginare cosa potrebbe succedere a questi numeri ragionando su cifre più consistenti o ancora meglio su rendimenti più elevati. Quando vi ho detto che bastano 50 euro  al mese non scherzavo affatto e se poi a quei 50 euro ne aggiungete altri 50 da mettere su un fondo pensione possiamo tranquillamente dire che il vantaggio diventa a leva.

Leggi anche: Ma quanto mi servirà quanto sarò in pensione?

                        Bastano 50 euro al mese

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7 risposte a "Piccoli Sacrifici, Grandi Risultati"

  1. Pasquale g. 13 settembre 2015 / 9:42

    Ciao.
    Parlavi di aver aderito ad un fondo pensionistico privato, è possibile sapere quale? A tuo modo di vedere è il più economico sulla piazza in fatto di commissioni? Te lo chiedo perché da tempo stavo pensando anche io di fare questa scelta ma sono rimasto sempre dubbioso sui costi e sui rendimenti finali

    Grazie

    P.

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    • archeowealth 13 settembre 2015 / 21:32

      E’ un fondo chiuso aziendale e quindi non accessibile a terzi. Comunque mi sono interessato per altre persone ad altri fondi pensione presenti sulla piazza e se devo dire la verità quello che mi è piaciuto di più è questo di Genertel http://www.genertel.it/assicurazioni/pensione/pensionline.html.
      E’ sottoscrivibile online senza costi, senza intermediari, con la possibilità di scegliere come plasmarlo tra una quota di Gestione Separata ed una di un fondo azionario che nveste in America ed Europa. Gli importi che puoi versare sono minimi (ideale anche per minori a carico) ed il costo totale del fondo è rappresentato da una commissione del 1%. Molto snello e semplice, tutto sommato a buon mercato visto che puoi metterci dentro anche una bella quota di azioni. Non è un fondo pensione ma un PIP, un prodotto assicurativo a fini pensionistici che ti permette di investire soldi in una solida gestione separata che ogni anno capitalizza il montante. Anche i PIP possono però sfruttare i vantaggi fiscali della deducibilità fino ai 5 mila e rotti euro (non male per chi ha aliquote fiscali alte). Valgono le stesse regole del fondo pensione anche per gli anticipi e per la conversione in rendita. Se proprio devo trovare un difetto è proprio il metodo di calcolo di quest’ultima che si basa sulle tabelle di aspettativa di vita di quando comincerati a riscattare e non di quando versi. A parte questo l’ho trovato una valida alternativa.

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  2. Pasquale G. 14 settembre 2015 / 8:54

    Grazie mille per la tua disponibilità, davvero un ottimo spunto.

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  3. Johnnyfer 27 febbraio 2018 / 0:27

    Ciao e grazie per i contenuti che condividi su questo blog, che sto letteralmente divorando.
    Oggi riflettevo proprio su questo argomento, cercando di capire se convenga davvero aderire a un fondo pensione. I vantaggi fiscali ci sono indubbiamente, ma se è vero che questi siano evidenti a parità di rendimento, da rapidi calcoli si nota come 100/mese investiti per 30 anni al 2% portino pressappoco allo stesso montante di (100-23%)/mese investiti per gli stessi 30 anni al 4%, ad esempio in un portafoglio bilanciato. Dal momento che, come giustamente insegni, l’importo versato e l’orizzonte sono gli unici parametri certi, considerati i numerosi vincoli imposti da questi fondi, non sono così sicuro della loro convenienza. Sbaglio qualcosa nel mio ragionamento?

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    • archeowealth 27 febbraio 2018 / 12:20

      Intanto non capisco perchè il fondo pensione bilanciato dovrebbe rendere il 2% mentre un ptf bilanciato fuori dal fdo pensione dovrebbe rendere il 4%. Forse per i costi? I fondi di categoria o chiusi hanno costi molto contenuti che magari non competono con gli Etf ma che possiamo stimare in 50-60 punti base in più (e non considero i costi di negoziazione diretti sugli Etf). Se proprio vuoi fare la simulazione falla 4% contro 3/3.25%.
      Detto questo tieni anche conto della tassazione dei proventi. Il 20% su fdo pensione, il 26% su Etf (almeno per quello che riguarda azioni e corporate bond). Per quello che riguarda l’aliquota fiscale tu hai preso la più bassa (23%), ma sei sicuro che nel corso della tua vita non salirai mai negli scaglioni più alti? In quel caso la convenienza sarebbe decisamente più importante e credo anche la tua capacità di investimento (100 Euro è una partenza…almeno spero per te). Ultimo aspetto il risparmio fiscale. Hai considerato il reinvestimento dello stesso appunto in un Etf bilanciato (o nello stesso fondo pensione)? Questo è un rendimento aggiuntivo che altrimenti non avresti.

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      • Johnnyfer 27 febbraio 2018 / 19:25

        Innanzitutto ti ringrazio per i commenti. Mi approccio da poco a queste tematiche, per cui ho solo da imparare da questi confronti.
        Il delta che ho adottato era dovuto essenzialmente ai costi e all’idea, probabilmente errata, che un fondo pensione, vista la finalità, operi di per sé in modo relativamente prudente.
        Quanto al resto, la simulazione voleva farmi capire quanto vantaggio fiscale mi verrebbe eroso qualora la gestione del fondo comportasse uno scenario come quello che ho evidenziato, magari accorgendomene solo in un secondo momento, e considerato che non avrei modo di agire su quelle stesse voci (costi), né di disinvestire come con un PF di ETF. In questo senso la vicinanza dei risultati mi ha lasciato alquanto perplesso.
        Non ho capito appieno l’ultimo appunto. Dal momento che sono i versamenti stessi a generare il vantaggio fiscale, mi pare di non essere libero di investire quest’ultimo in altri strumenti, in quanto già investiti nel FP. O sbaglio?
        Comunque i dati numerici erano esemplificativi: di fatto sono un “millenial” la cui aliquota marginale IRPEF è 27% e, fortunatamente, la mia capacità di risparmio assai maggiore. Da quì la necessità di comprendere i meccanismi dell’investimento. Sicuramente continuerò ad approfondire l’argomento, credo che la piena consapevolezza debba essere alla base di qualunque decisione.
        Ne approfitto per un’ulteriore domanda (la cui risposta è probabilmente ovvia): dal momento che l’abbattimento dell’IRPEF avviene sia mediante deduzione che detrazione, sarebbe “furbo” ponderare l’eventuale contribuzione al FP nel tentativo di avvicinare a zero l’importo dovuto? Mi spiego meglio. Ipotizziamo un imponibile di €20k (IRPEF dovuta mi pare €4800) e detrazioni in essere (lavoro dipendente, ristrutturazioni ecc.) per €3800 annui. L’IRPEF netta sarebbe pari a €1000. Effettuare versamenti per €5000 comporterebbe un risparmio pari a ulteriori €1350, portando il saldo in negativo e vanificando parte delle detrazioni. La soluzione sarebbe limitare la contribuzione affinché il risparmio non sfori i €1000 (ossia 1000/27% = €3700 circa)?

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      • archeowealth 3 marzo 2018 / 22:30

        Forse mi ero spiegato male ma intendevo il fatto che nel calcolo devi tenere conto che se investi 1000 nel FP poi investi 770 nel fondo o ETF fuori dal FP.
        Non capisco invece l’ultima osservazione. Le due cose sono distinte. Le detrazioni per mutui, polizze vita, risparmio energetico, ecc… sono crediti d’imposta che indipendentemente dal tuo reddito vengono accreditati solitamente nella tua busta paga del mese di luglio.
        Le deduzioni sono invece altra cosa. Il tuo reddito imponibile di 20 mila Euro non vede scalare l’imponibile per effetto delle detrazioni. Le detrazioni vanno a scalare le tasse da pagare su imponibile – deduzioni fiscali. Quindi il tuo versamento al fondo pensione andrebbe in toto a contribuire alle deduzioni da scalare ai 20 mila.

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