By |Categorie: Investimento, Pensione, Risparmio|Pubblicato il: 7 Giugno, 2016|

In un’analisi presentata da Vanguard nel 2011 dal titolo “Penny saved, penny earned” venne evidenziata l’importanza per ogni risparmiatore del cominciare a mettere da parte soldi il prima possibile. Scenario nel quale possono tranquillamente immedesimarsi dei neolaureati che oggi si affacciano sul mondo del lavoro soprattutto per avere maggiore consapevolezza e preparare un piano d’azione. Non sempre si è fortunati nel trovare un buon lavoro subito, ma l’importante nella fase finale è capire l’esercizio non svolgerlo all’intensità massima.

La simulazione si base su un reddito annuo 30 mila euro, tasso di risparmio del 6% annuo e tre ventagli di ipotesi. Cominciare a risparmiare a 25, 35 o 45 anni.

Il grafico esprime molto chiaramente cosa potrebbe succedere all’età di 65 anni. Potrebbe perché Vanguard indica uno scenario centrale che potrebbe però deviare nel caso di condizione di mercato peggiori o migliori (espresso nell’ultima tabella dai percentili dal 5% al 95%).

Se cominciamo ad accantonare a 25 anni, in termini reali (quindi depurando già il fattore inflazione), investendo con una classica allocazione 50% azioni 50% obbligazioni, un risparmio del 6% genera nello scenario mediano un montante di 359 mila Euro (ovviamente il grafico è in Dollari). Se cominciamo a mettere da parte soldi 10 anni dopo il montante teoricamente si ridurrebbe del 34%. Se poi cominciamo a 45 anni addirittura del 64%.

Quindi non c’è soluzione per chi comincia a lavorare/risparmiare tardi?  No di soluzione ce ne sono due. La prima sconsigliata ai deboli di cuore è quella di rischiare di più in termini di asset allocation, ma ovviamente l’alea di incertezza nel risultato finale diventa molto elevata. La seconda praticabile da tutti è quella di risparmiare di più.

Tanto per fare un esempio, con la stessa asset allocation un 35enne raggiunge un valore simile con un 9% di risparmio annuo rispetto al 6% del 25 enne. Per un 45 enne invece servirebbe molto di più visto che solo con un 15% di risparmio annuale ci si potrebbe avvicinare (ma non superare) il valore finale del 25 enne.

Come abbiamo detto, stiamo parlando di simulazione e di valori mediani. La tabella seguente vi mostra anche il ventaglio delle varie alternative (dal peggior al miglior scenario sulla base dei dati storici) sempre nell’ipotesi di investimento 50/50.

Ancora una volta ribadiamo il concetto. Godetevi la vita, non rinunciate all’essenziale, ma il superfluo potete anche rimandarlo. Alla fine l’età passa per tutti ed avere un gruzzoletto a disposizione quando sarete vecchi non guasterà.

Ecco perché essere consapevoli di questi scenari, che non necessariamente si realizzeranno in queste forme e con questi numeri, crediamo sia fondamentale per tutti.

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