By |Categorie: Investimento, Risparmio|Pubblicato il: 24 Giugno, 2016|

Le fasi che  ogni persona attraversa durante il lungo processo di accumulazione del capitale finalizzato al raggiungimento di certi obiettivi finanziari sono almeno quattro. Guadagnare, risparmiare, investire e proteggere.

Fase 1. Creazione di una forma di reddito

Da lavoro o da rendita (ad esempio un affitto), quello che conta in questa prima fase è ottenere delle entrate monetarie con una relativa stabilità.

A questo punto si possono cominciare a fare valutazioni per accedere alla seconda fase, quella del risparmio. Per fare questo è inevitabile un confronto tra la quantità di entrate e la quantità di uscite. Se queste ultime sono superiori basta fare una valutazione oggettiva e comprimere tutto ciò che non è essenziale. Solo a quel punto si può passare alla seconda fase.

Obiettivamente per un giovane che comincia a lavorare è difficile pensare che gli importi di denaro eccedenti l’essenziale siano molto alti ed allora ecco che il consiglio “spendi meno risparmia di più” rischia di essere poco utile.

Forse il consiglio migliore in questa fase è risparmia quello che puoi, anche solo 50 euro al mese, ma cerca di investire su te stesso per guadagnare di più con lo scopo di risparmiare di più.

Fase 2. Risparmiare

Entrati nella fase 2, quella del risparmio, i guadagni dovrebbero stabilmente stare sopra (di molto o di poco) le spese di tutti i giorni.

Aumentano i debiti, aumentano magari i componenti della famiglia, aumenta anche l’ambizione di spendere di più per godersi la vita. Ecco che entra in gioco la classica mentalità del c’è tempo per risparmiare.

E’ qui che un buon piano di investimento dovrà essere formalizzato e soprattutto automatizzato per evitare tentazioni.

Tra le spese mensili inseriamo sempre la voce “spesa per me stesso”. Dobbiamo essere inflessibili come per il pagamento delle bollette.

Quando arriveranno spese impreviste che metteranno in difficoltà il nostro piano di risparmi prima di stoppare i versamenti valutiamo attentamente se potete comprimere alcune spese non essenziali; teniamo conto che ogni pagamento saltato nel nostro piano di risparmio lo pagheremo caro nell’età della pensione o nel momento in cui cercheremo di raggiungere un obiettivo più o meno lontano.

Fase 3. Investire

Eccoci così alla fase 3. La nave è stata preparata ed è uscita dal porto, cerchiamo adesso di capire se il piano di investimento è correttamente impostato e soprattutto se gli investimenti sono orientati ai reali obiettivi che ci siete prefissati.

Troppa prudenza impedirà il raggiungimento di performance adeguate, troppo rischio potrebbe far deragliare il processo per effetto di movimenti avversi dei mercati nella fase più avanzata del processo stesso.

Teniamo conto che nella fase iniziale del nostro percorso aumentare il denaro risparmiato ha un certo impatto, ma nella fase intermedia e terminale la crescita non sarà più generata dalla quota mensile risparmiata, bensì dalla performance degli investimenti.

Una variazione del 1% del rendimento dopo 5 anni di versamenti da 1200 euro/anno peserà per 60 Euro su 6mila totali, ma una variazione del 1% di rendimento dopo 30 anni di versamenti (36mila euro) peserà per sei volte di più se assumiamo un rendimento pari a zero.

Ecco allora che una corretta asset allocation, una corretta analisi dei costi, una corretta attività di gestione del rischio tramite ribilanciamento e diversificazione, saranno sempre più importanti man mano che si avanza con il tempo.

Fase 4. Proteggere il capitale

Eccoci così all’entrata nella fase 4, quella in cui la nave rientra al porto. Avete messo da parte ciò che serviva, ma dovete preservare il capitale.

Preservare non significa eliminare completamente il rischio, pena la perdita di potere d’acquisto nella fase in cui avrete bisogno di quel denaro per vivere.

Significa piuttosto cercare di limitare gli effetti negativi degli inevitabili movimenti avversi dei mercati.

Ovviamente sarà opportuno scalare la marcia ed adottare una adeguata diversificazione.

Nello stesso tempo non facciamoci prendere dalla paura perenne di veder evaporare i soldi. Un po’ di rischio sarà necessario per continuare ad accrescere seppur più lentamente quel capitale disponibile che piano piano andremo ad erodere per far fronte alle necessità quotidiane.

Quelle rinunce che abbiamo fatto si stanno trasformando in enormi benefici dando un senso a tutto quanto.

Condividi

Lascia un Commento