Meglio Una Gallina Domani (ed Un Uovo Oggi)

culla

Nei giorni scorsi stavo navigando su qualche forum di finanza per cercare una risposta ad un quesito. Poi mi sono imbattuto in questa discussione.

Nobilissima iniziativa anche solo quella di ragionare su una forma di accumulo di capitale per i bambini fin dalla tenera età, ma  che purtroppo in Italia è ancora molto acerba e soprattutto basata su  motivazioni non sempre corrette.

Nella discussione del forum si arriva sempre a vedere il fondo pensione come un prodotto dal quale estrarre valore solamente per effetto degli indubbi benefici fiscali,  mai però come mezzo utile per accumulare in modo progressivo un capitale in forma automatica (in alcuni casi anche con il vantaggio del contributo aggiuntivo del datore di lavoro).

Vero che i versamenti ai fondi pensione anche per familiari a carico sono fiscalmente deducibili fino a poco più di 5 mila Euro ed è vero che, per chi ha aliquote fiscali Irpef elevate (sicuramente dal 38% in su), i benefici non sono irrilevanti visto che il riscatto, anche solo parziale,  presenta aliquote comunque inferiori e perciò vantaggiose per l’aderente.

Proprio il vantaggio fiscale nasconde però dentro di sé un  incredibile plus che è quello legato all’investimento dello stesso sui mercati finanziari. Questo vantaggio però funziona solamente se lasciato lavorare nel lungo periodo.

Se vi offro 1000 Euro e decurto il 38% voi investite 620 Euro sul mercato giusto? Se vi offro 1000 Euro e li versate in un fondo pensione 1000 Euro sono la cifra che investite realmente. Capite bene che l’effetto della capitalizzazione composta esercita i suoi effetti positivi in modo esponenzialmente più forte nel secondo caso.

Vero che la tassazione fiscale è differita, nel senso che, a seconda che si tratti di riscatto anticipato o meno, vi ritroverete a pagare tasse che vanno dal 23% al 9%, valori comunque più bassi del 38% iniziale. Vero è che il denaro da riscattare ha vincoli temporali molto lunghi, ma si chiama fondo pensione proprio per quello, vi servirà per quando vi ritirerete dal mondo del lavoro non per altro. Ricordatevi sempre di fissare degli obiettivi.

Proviamo a ragionare insieme. 1000 Euro all’anno investiti per 40 anni con un rendimento medio del 4% annuo produrranno interessi per 55.025 Euro a fronte di 40.000 Euro di versamento. Se gli interessi sono vostri (al netto ovviamente della ritenuta fiscale sul fondo pensione comunque vantaggiosa al 20%), quest’ultimo valore di capitale versato potrà essere riscattato parzialmente (o totalmente in alcuni casi particolari che qui non citiamo) al 23% o al 9% diventando, male che vada, 30.800 Euro oppure, bene che vada (tassazione al 9%) 36.400 sotto forma mista di rendita-capitale.

Ora ragioniamo sugli stessi 1000 Euro tassati al 38% Irpef, quindi non versati al fondo pensione. E’ vero potrete investire fin da subito (o spendere) 620 Euro, ma sapete quanti interessi produce questa cifra buttata sul mercato per 40 anni ad un rendimento annuo del 4%? La risposta è 34.115 Euro, oltre 20 mila Euro in meno del caso precedente.

Qualcuno parlerà di costi del fondo pensione, ma tenete conto che anche i fondi o gli Etf hanno dei costi a cui, in alcuni casi (Etf, azioni, bond), vanno aggiunte le commissioni di intermediazione.

Quindi il capitale nella peggiore delle ipotesi sarà superiore (differenziale di tassazione favorevole), ma soprattutto l’effetto capitalizzazione composta offrirà un vantaggio enorme in termini di interessi accumulati.

Pensate all’enorme beneficio che potrebbe avere vostro figlio se cominciasse ad attivare un processo di questo tipo fin da piccolo. Sono diverse le possibilità di riscatto parziale, ma proprio nell’ottica di una buona educazione finanziaria (non spendo tutto, ma solo una parte del mio denaro e la restante la tengo per una fase più avanzata della vita o per le gravi emergenze), ritengo che il fondo pensione rappresenti un buon mezzo di investimento con finalità previdenziali ed indubbi vantaggi fiscali.

Contano gli scopi di un investimento lo ricordo sempre,  quindi è innegabile che al fondo pensione vadano abbinate altre forme di investimento più flessibili e liquide.

Tutto questo rientra però nelle buone abitudini di un risparmiatore. Cercare di mettere da parte ogni anno se possibile una cifra percentuale almeno in doppia cifra rispetto al proprio reddito annuo, evitare spese superflue, aumentare ogni anno la percentuale di denaro risparmiato, automatizzare il processo di investimento, ottimizzare fiscalmente questo processo, scegliere una asset allocation ideale per ogni momento della propria esistenza, limitare al massimo i costi dell’investimento, diversificare, definire obiettivi precisi.

E poi tanto buon senso.

Leggi anche: Il lungo viaggio di 100 euro risparmiati

                       1 Euro risparmiato è 1 Euro guadagnato

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