Lezioni di storia per evitare fughe precipitose dai bond

Non sarà un post di tante parole questo, ma per favore tenetelo sempre a portata di mano quando la vostra mente di investitore vi spingerà sull’onda emotiva ad abbandonare il mercato obbligazionario. Giornali che scriveranno a caratteri cubitali che sul mercato obbligazionario le perdite sono sicure per i prossimi anni, commentatori che urleranno che il ciclo di ribasso dei tassi è finito, guru (come questo)  che prevederanno rendimenti che fino a qualche mese fa spettavano al mercato high yield.

Per favore, tappatevi orecchie ed occhi e guardate questa tabella che esprime 90 anni di storia americana dei tassi di interesse con scadenza 10 anni. Ogni anno di partenza è quello in cui si concretizza un total return negativo per l’obbligazionario.

storia-perdite-bondfonte: Shiller, Damodaran

Con buona pace di di Mr. Gundlach che prevede rendimenti più che doppi rispetto al livello attuale fra 5 anni, nella storia americana un comportamento di questo genere si è verificato solo una volta e con tassi di partenza decisamente più alti di quelli attuali.

La tabella che riportiamo sotto riporta i casi in cui i rendimenti decennali sono raddoppiati a distanza di 5 anni oppure siamo andati vicini al raddoppio. Nella terza colonna trovate il rendimento percentuale total return per ogni annata.

raddoppio-tassi-10-annifonte: Shiller, Damodaran

Tornando alla prima tabella non ci sembra proprio che i tassi di interesse a 10 anni hanno assunto in passato parabole così inclinate anche in momenti storici di tassi molto bassi come quelli attuali. Questo significa intanto che le inevitabili perdite subite da coloro che hanno comprato obbligazioni a rendimenti infimi sono state riassorbite nel corso degli anni dai flussi cedolari (poi sappiamo che al netto dell’inflazione il risultato è diverso).

Considerato che i tassi attuali  sono di poco superiori a quelli di fine 2015 (ed anche fine 2014)  e che non sappiamo se l’investimento obbligazionario sarà perdente (anche a tasso leggermente superiore a quello attuale il flusso cedolare potrebbe mantenere l’asticella sopra lo zero), la storia insegna che l’errore più grosso si fa proprio uscendo dopo un anno in perdita.

Non fatevi prendere dal panico, usate il buon senso, diversificate, magari utilizzate anche per le obbligazioni un piano di accumulo, e soprattutto rimodulate i vostri investimenti se proprio non ve la sentite di andare avanti così; non regalate però a chi vi consiglia di abbandonare la nave una buona opportunità di profitto (per lui).

Leggi anche: Ci risiamo, panic bond

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