By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 17 Giugno, 2024|

Quella che racconterò oggi è la triste storia di un BTP nato con una cedola zero è che è ufficialmente scaduto qualche mese fa.

Ma altre obbligazioni (e non solo italiane) sono quotate sui mercati e questa triste storia  potrà essere raccontata anche ai nostri figli e nipoti grazie a titoli che rimarranno sul mercato ancora a lungo.

La storia del BTP nato povero 3 anni fa

Emesso nel 2021 in piena era di tassi negativi in Europa (il titolo venne oltretutto emesso sopra la pari con l’investitore che pagava per possederlo), il BTP 15 aprile 2024 è andato da poco in archivio. Senza lasciare grandi rimpianti.

Per l’investitore coraggioso che nel 2021 decise di acquistarlo in asta al motto di “non voglio rischiare e la sicurezza del capitale prima di tutto“, il rendimento nominale dell’investimento è stato inferiore a zero.

Era quello il momento straordinario (nel senso di mai visto) dei tassi negativi, con la BCE che spingeva sempre più giù l’Euribor nel tentativi di rivitalizzare i mercati del credito, immobiliari e soprattutto consumi che languivano a causa del Covid.

L’era dei tassi negativi

Tanti investitori lo hanno già dimenticato, ma in quell’anno possedere un BTP per meno di 5 anni rendeva meno di zero.

Gli Stati non dovevano che far altro che emettere nuovi titoli per un mercato di investitori assetati di sicurezza e incuranti delle sicure perdite alle quali sarebbero andati incontro, in termini reali ma anche nominali. Del resto di alternative a capitale garantito ne esistevano poche e investire in azionario dopo il -30% in 30 giorni del 2020 sembrava troppo rischioso.

E comunque quel briciolo di rendimento negativo, con le banche che stavano cominciando a valutare di applicare il tasso sottozero anche sui conti correnti, appariva il male minore.

Ma come spesso accade non si erano fatti i conti con la mangiatrice di soldi che poco o tanto avrebbe comunque dato una grossa mano al debito pubblico, rendendo decisamente amaro il bilancio finale dell’investimento per il piccolo (ma anche grande) investitore.

Ciò che si comprava a 100 mila euro tre anni fa, nel 2021, oggi costa il 15% in più.

E questa considerazione ci porta immediatamente a comprendere che fino hanno fatto i risparmi di allora.

Fonte: Istat.it

Il BTP aprile 2024 va in archivio con rendimento (nominale) inferiore a zero, ma in termini reali la perdita si è abbondantemente trasformata in una doppia cifra.

Quando percezione e realtà non si intendono

La percezione fa a pugni con una realtà particolarmente dura da accettare.

Ma immagino che pochissimi italiani hanno acquistato direttamente in asta o nell’intorno dell’emissione questo strumento oppure tanti altri del genere a cedola zero.

Oggi titoli utilissimi per recuperare le minusvalenze accumulate negli zainetti fiscali (ma ricordo che i titoli di stato ne recuperano solo la metà di quelle realizzate, ad esempio, con le azioni), oppure eccellenti per investire in azioni a rischio praticamente zero come ho spiegato in questo articolo, ma ieri strumenti che gli investitori istituzionali non potevano evitare se non volevano mettere il cartello “chiuso per ferie” davanti ai loro fondi.

Quindi, se non direttamente, indirettamente gli stessi risparmiatori quell’acquisto l’hanno comunque effettuato in quanto possessori di fondi, ETF, fondi pensione, polizze finanziarie che quel titolo se lo sono portati a casa per replicare un indice, battere un benchmark, oppure semplicemente perché non c’era altro in giro. E lo stesso è accaduto con titoli francesi, tedeschi, austriaci…

Scaricando ad esempio i sempre molto trasparenti portafogli degli ETF, possiamo scoprire che attualmente molti strumenti che investono in obbligazioni europee hanno tra i loro compagni di viaggio tanti bei titoli a cedola zero, probabilmente acquistati all’emissione (quando sentite grande richiesta di BTP dagli investitori istituzionali…ecco sono loro).

Fonte: SPDR ETF – Eur Government Bond

Ognuna di queste obbligazioni acquistate in emissione offre agli investitori di oggi interessanti rendimenti positivi, ma a quelli di allora per sempre un rendimento inferiore a zero che, per ogni giorno di inflazione futura andrà sempre più indietro nel suo bilancio finale.

Siamo di fronte ad un investimento in cui è certo l’utile massimo (zero o poco meno), ma incerta la perdita massima.

Un qualcosa che solitamente veniva abbinato ai mercati azionari e che invece l’era dei tassi sotto zero ha appiccicato per sempre a molti titoli obbligazionari di un’epoca neanche tanto lontana.

Ma siccome al peggio non c’è mai fine, giusto ricordare che per prodotti gestiti o ramo primo al tempo super gettonate per i loro rendimenti positivi (e in cosa pensavate che investissero?), all’impatto negativo dell’inflazione va sempre abbinato quello dei costi. Pochi (ETF) o tanti (fondi e polizze) che rendono l’investimento peggiore della storia degli ultimi anni… ancora peggiore.

La bolla sui bond non è come quella sulle azioni

La bolla speculativa accompagnata da un tasso di “consapevolezza” degli investitori probabilmente tra i più bassi della storia, è ufficialmente scoppiata ma temo con un aggravante.

Se quando scoppiano le bolle azionarie i danni segnano un’intera generazione di investitori che non ne vogliono più sapere di correre rischi con le azioni, per le obbligazioni è successo esattamente il contrario.

Non appena i tassi di interesse si sono risollevati, la crisi di astinenza degli amanti dei bond combinata ad un senso di frustrazione per i pessimi affari degli ultimi anni, ha scatenato la corsa selvaggia al riacquisto incuranti (di nuovo) dei rendimenti reali negativi ai quali si andava incontro.

Che tempi interessanti che abbiamo vissuto!

Buon investimento.

2 Commenti

  1. Danilo 18 Giugno 2024 at 00:19 - Reply

    All’univeristà si diceva che il miglior docente non era quello che sapeva di più ma quello che sapeva trasferire al meglio le proprie conoscenze.
    Se si parla a chi comprende un minimo di investimenti, l’autore è un bravo docente; se invece si parla a dei principianti l’autore è…….

  2. Daniele 17 Giugno 2024 at 10:17 - Reply

    La consapevolezza finanziaria, questa sconosciuta!

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