By |Categorie: Educazione finanziaria, Investimento|Pubblicato il: 16 Febbraio, 2017|

Se in Italia esistesse veramente la volontà di fare educazione finanziaria bisognerebbe cominciare dalle cose più semplici per poi spiegare quelle un pò più complesse (che comunque non sarebbero  tantissime). Certamente l’inflazione e la sua funzione di erodere il potere d’acquisto nel tempo sarebbe uno dei primissimi argomenti da affrontare.

Meglio non investire e tenere i soldi sotto al materasso

Tante volte mi sono sentito dire da amici o investitori che il momento non era il migliore per investire.

Meglio tenere i soldi in cassaforte e poi si vedrà.

In alcuni casi si tende poi a estremizzare arrivando alla sfiducia totale nel sistema bancario e finanziario preferendo tenere i contanti sotto al materasso inconsapevoli degli enormi rischi.

Ognuno noi fa scelte più o meno ponderate, ma mi permetto di dire che questa è una sciocchezza totale, credo dettata dall’ignoranza di non sapere qual’è il potere negativo che esercita l’inflazione sui nostri risparmi.

Nella vita quotidiana tutti quanti programmiamo ad esempio di comprare un oggetto fra un pò di tempo. Uno smartphone tra 2 anni, un’auto fra 5 anni, l’università dei figli fra 10 anni, la casa fra 20 anni, ecc…

Tutto corretto, peccato che ragioniamo sempre a parità di potere d’acquisto costante.

Partiamo con un importo in testa, ad esempio 1000 euro, magari siamo bravi e risparmiamo quella cifra, poi quando arriviamo al dunque ci accorgiamo che i soldi sono pochi. e non bastano più per raggiungere l’obiettivo.

La mangiatrice di soldi è quasi sempre tra noi…e fa male

La mangiatrice di soldi infatti, quasi giorno dopo giorno, rema contro di noi e i nostri risparmi.

Se per esempio programmiamo di acquistare qualcosa che oggi costa 100 euro, fra 10 anni e con un tasso di inflazione costante del 2% costerà quasi 122 euro.

I nostri 100 euro avranno perso quindi potere d’acquisto.

Fra 20 anni quell’oggetto ne costerà 148 di euro, praticamente il 50% in più rispetto ad oggi. E daremo la colpa al Governo, alla guerra, agli evasori e tante altre amenità di questo genere. Il problema è che ogni giorno, da quando l’uomo commercia beni e servizi, la domanda e l’offerta determinano i prezzi di mercato.

Gli investimenti servono per limitare gli impatti negativi dell’inflazione

Tutto questo influenza naturalmente anche il modo di investire.

Scegliere sempre strumenti prudenti non risolve il problema.

La storia dice che chi rimane sempre molto conservativo, nominalmente non perderà, ma in termini reali sì.

Nello stesso esempio di prima 50 mila euro investiti al 1%, ma erosi da un tasso di inflazione del 2%, diventerebbero in 30 anni 41 mila in termini di reale potere d’acquisto.

La tabella che riporto qui sotto può essere utile per chiarire ancora meglio il concetto.

Ho preso 10 mila euro e per vari tassi di inflazione ho cercato di capire cosa diventerebbero in termini reali fra 5, 10, 20, 30 e 40 anni.

Prendendo ad esempio il tasso di inflazione medio del 2%, fra 30 anni i nostri 10 mila euro si saranno più che dimezzati in termini reali.

Gli effetti di politiche monetarie estremamente espansive combinate a eventi straordinari come una pandemia e conflitti geopolitici ha spostato il baricentro dell’inflazione verso l’alto. Se anche solo il tasso medi di inflazione dovesse rimanere al 5% per i prossimi 20 anni, il nostro capitale si ridurrebbe in termini reali di un terzo. Una bella fregatura dire.

Cerchiamo quindi di essere preparati, consapevoli, educati e corazzati per contrastare un’inflazione che non possiamo eliminare perchè fuori dal nostro controllo.

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