By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 24 Gennaio, 2025|

Ogni anno, in due momenti specifici a giugno e gennaio, siamo soliti fare “iniezioni” di Vitamina C nelle menti dei nostri clienti investitori.

Vitamina C pensata per consolidare e programmare le iniziative necessarie a far convergere il piano di investimento costruito insieme con lo scopo di raggiungere determinati obiettivi. A fatti e non a parole. Con numeri e date, non con brochure patinate e immagini evocative.

Ma dal 2022 abbiamo deciso di condividere anche con i lettori di ICBS questa lettera di metà e fine anno.

Se, intanto, volete rileggervi cosa ho scritto a inizio 2024 sul 2023, trovate qui quelle parole:

E, in maniera ancora più “plastica” rispetto a quello che vi scriverò qui sotto, ecco ciò che ho scritto solo 6 mesi fa sui primi 6 mesi del 2024.

(in questa newsletter, se avete tempo, leggete anche i due commenti di due lettori, molto interessanti a mio avviso).

Noterete che il “leitmotiv” è sempre lo stesso, anche se detto con parole diverse.

E il leitmotiv è quello di ricordarvi di “prendere la Vitamina C” del buon investitore.

La vitamina C

La Vitamina C degli investimenti è, appunto, la ripetizione di certi concetti che, come la Vitamina C se non assunta a dosi ed intervalli regolari, tende ad abbandonare il corpo. E soprattutto abbandona la mente. Ci si dimentica molto ma molto in fretta del:

  • perché
  • come
  • in che cosa si investe

Riaffermiamo quindi i principi che ci devono guidare quando decidiamo di investire denaro sui mercati finanziari.

Bisogna rimanere aderenti al proprio piano di investimento

Noi siamo degli investitori di lungo termine nella stragrande maggioranza dei casi.

Chi, invece, deve sistemare i soldi per poco tempo – perché entro uno-due anni ha una spesa certa prevista come acquisto di una casa o le rate dell’università dei figli – non investe, ma parcheggia i soldi e non ha bisogno di fare grandi piani o ricevere consulenza. Si compra un paio di BTP a breve termine o parcheggia i soldi sul conto.

Altrimenti, sappiamo che, per chi investe per obiettivi a più lungo termine, il successo dei propri investimenti è basato sul rimanere aderenti al proprio piano e al portafoglio costruito per raggiungere certi obiettivi.

L’insuccesso della pratica di investire denaro è invece basato sul reagire continuamente agli eventi del giorno.

Se avessimo dovuto avere altre conferme che non sia possibile prevedere gli eventi micro e macroeconomici e, men che meno, prevedere l’andamento delle borse, gli ultimi quattro anni dall’inizio della pandemia ci hanno confermato che è inutile fare previsioni sui mercati e sull’economia.

È necessario saper gestire le proprie emozioni

Sapendo di non poter prevedere nulla nel breve termine, il modo migliore di far crescere i propri investimenti è quello di ignorare la volatilità dei mercati e, quindi, delle discese dei mercati stessi. Discese che sono sempre temporanee all’interno del nostro arco temporale di investimento.

Saremo logorroici, ma repetita iuvant: se non lo ripetiamo fino allo sfinimento, saremo destinati a commettere i classici errori di comprare alto e vendere basso.

RIPETIAMO INSIEME AD ALTA VOCE: I mercati offrono rendimenti che sono “catturati” dai nostri portafogli – i portafogli salgono perché salgono i mercati (e viceversa: ma solo temporaneamente).

Se, invece, ci facciamo sopraffare dalle emozioni, tocchiamo il portafoglio, vendiamo in preda alle emozioni o ascoltiamo il cognato e il panettiere, ciò vanificherà tutto ciò che i mercati offriranno nel corso della vita del nostro investimento.

Il modo migliore di catturare i ritorni dei mercati finanziari è sempre quello di non reagire alle frequenti, ma sempre temporanee discese dei mercati

Aggiungo un altro principio che è meno “tecnico” ma molto più potente per diventare investitori di successo.

Scegliete di essere ottimisti!

Cosa voglio dire con questo?

La vita di un pessimista è facile ma triste.

La vita di un ottimista è difficile ma emozionante.

Essere pessimisti è facile, perché non costa niente.

Essere ottimisti è complicato perché bisogna crederci continuamente.

In un mondo pieno di cinismo e tragedie/disgrazie, bisogna trovare costantemente la forza di riaffermare il proprio ottimismo nonostante tutto e tutti.

Per essere ottimisti, basiamoci su questi 3 assunti:

  • Il futuro sarà sempre migliore del presente (e sicuramente del passato)
  • La gente è piena di buone intenzioni (non tutti, ma la maggioranza sì)
  • Le idee dell’ingegno umano sono continue e costanti ed è grazie all’ingegno umano che continuiamo a crescere e migliorarci ulteriormente (vediamo il prossimo capitolo della nostra esistenza legato all’intelligenza artificiale come andrà, ma sono certo che l’uomo saprà usarlo per migliorare ciò che già c’è)

Solo essere ottimisti può permetterci di creare un grande futuro davanti a noi. Solo gli ottimisti possono immaginare il futuro. Solo gli ottimisti lavoreranno e ci metteranno tutte le loro energie per realizzare un futuro migliore.

Altrimenti perché ci svegliamo tutte le mattine?

Perché Tim Cook di Apple, Satya Nadella di Microsoft o Sundar Pichai di Google vanno in ufficio tutte le mattine se non per immaginare un futuro migliore e per far crescere le loro aziende? (altrimenti gli azionisti li mandano a casa, aggiungo io)

E, se ci pensate bene, il buon Tim, il buon Satya, il buon Sundar, e mettiamoci pure il buon Jensen Huang di NVIDIA, vanno in ufficio tutte le mattine e…… lavorano per noi! Noi che siamo i loro azionisti e soci, senza che noi facciamo nulla, seduti in poltrona o a fare le cose che ci piacciono di più (ok, per noi andare in ufficio non è il massimo, ma per lo meno sappiamo che al di là dell’oceano c’è qualcuno di veramente importante che lavora per il nostro benessere finanziario).

Scegliete dunque l’ottimismo!

Che cosa ci ha insegnato il 2024

Dopo il rosario di buoni principi appena enunciati, ecco la “lettera” vera e propria:

“Cari Antonio e Maria,

eccoci arrivati a fine 2024, un altro anno di performance importanti per i nostri portafogli e, quindi, un bel passo avanti per il raggiungimento degli obiettivi finanziari che ci siamo dati nel vostro piano di navigazione finanziaria.

Il piano e il portafoglio sono sempre guidati dai vostri obiettivi, quelli che vi stanno più a cuore, invece che da previsioni di guru e strateghi che cercano di prevedere come andranno economia e mercati finanziari.

Continueremo a lavorare ignorando i rumori dei mercati e focalizzandoci sempre e solo ed esclusivamente su ciò che c’è scritto nel vostro piano. Se non cambiano i vostri obiettivi, non cambia il piano e, quindi, neanche la struttura del portafoglio. Se non con aggiustamenti al margine, per mantenere il portafoglio equilibrato e diversificato.

  1. L’anno appena passato, guidato da un manipolo di incredibili aziende tecnologiche USA, è stato un anno eccezionale per chi è stato e rimasto investito in un portafoglio azionario diversificato. Verso la fine dell’anno, la salita dei mercati si è estesa anche ad altri settori, il che è sempre un bene per la sostenibilità dei progressi sui mercati azionari anche negli anni a venire.
  2. Per fortuna, l’elezione presidenziale USA è stata netta e non contestata, come invece accadde nel 2021: l’economia USA, nonostante l’inflazione testarda che non scende sotto il 2% preferito dalla banca centrale USA, continua a crescere in maniera ordinata e generalizzata.
  3. Gli utili e i dividendi delle aziende, in cui noi investiamo tramite gli ETF del nostro portafoglio, sono saliti in maniera sostanziale e sono previsti in crescita anche nel 2025 dal “consenso” degli analisti. Sul consenso magari non facciamo troppo affidamento, ma sappiamo che, in assenza di una recessione che doveva arrivare nel 2022 ma non è (ancora) mai arrivata, la crescita degli utili e dividendi è un po’ come il sole che sorge a Est il mattino (anche in presenza di nuvole).
  4. Come sempre, molti hanno panicato – specialmente ad agosto – perché si pensa da più parti che il mercato sia salito “troppo” e che le “valutazioni siano care”: poiché sappiamo che le valutazioni del mercato (il P/E? il P/Cashflow? Il CAPE Shiller? Il Price to book? Di quale stiamo parlando poi?) non sono mai state un modo sostenibile di capire se entrare o uscire dal mercato (e nient’altro lo sarebbe in ogni caso), ci siamo detti di rimanere investiti anche in presenza di queste “preoccupazioni”.
  5. Per chi se lo fosse perso, meglio rileggersi l’articolo scritto ad agosto sulle stupidaggini addotte per giustificare quella correzione temporanea estiva
  6. Come in Europa, anche in USA l’inflazione non accenna a rallentare come tutti vorremmo: i prezzi dei beni e servizi a cui eravamo abituati nel 2019 prima della crisi del COVID non ritorneranno più. Una volta saliti, difficilmente scenderanno: l’importante è che il tasso a cui continueranno a salire (l’inflazione, infatti, si cumula su sé stessa anno su anno) rallenti e che i nostri salari e stipendi stiano al passo o, meglio, battano l’inflazione.
  7. Anche la banca centrale USA si è resa conto che l’inflazione non sta rallentando come vorrebbe e quindi i mercati si sono spaventati poco prima di Natale: e giustamente, visto che tutti si erano eccitati all’idea di una serie di tagli dei tassi nel 2025: visto a cosa serve fare previsioni???
  8. Un’altra delle crisi sempre presente nelle menti dei negativi è la situazione fiscale delle finanze pubbliche USA (e, direi, anche quella italiana già che ci siamo, ma noi contiamo con il due di picche): sappiamo che il debito è esploso ed esploderà pure di più con Trump, ma il consumatore americano non sembra preoccupato, visto che continua a spendere grazie all’aumento (loro sì) di salari e stipendi e grazie anche all’aumento della loro ricchezza (visto che sono investiti principalmente in azioni USA).
  9. In ogni caso, il rendimento di oltre il 24% del mercato azionario USA e la sua crescita composta media annua, da 15 anni a questa parte (ovvero da Lehman Brothers ad oggi), del 16% medio annuo è improbabile che continui con questi tassi di crescita anche negli anni a venire.
  10. E non è un problema perché non ne abbiamo bisogno per i nostri piani che, come sappiamo, incorporano tassi di crescita molto più bassi: eppure, anche con quei tassi di crescita più limitati, raggiungeremo i nostri obiettivi.

Chiudiamo come sempre: cosa abbiamo imparato e cosa dobbiamo fare?

Abbiamo quindi imparato che:

Anche se può sembrare difficile tenerlo a mente, soprattutto ogni volta che i mercati oscillano a causa di un dato macro o microeconomico positivo o negativo e i media si lanciano come avvoltoi con titoloni da prima pagina, voi e noi non stiamo investendo nella macroeconomia. 

  • I nostri portafogli di investimento investono nelle migliori e più solide società quotate sulle borse mondiali, business che giorno dopo giorno lavorano per gestire i dati micro e macro e far crescere il valore di queste stesse aziende. Lavorano loro per far crescere i nostri soldi. Cercando di affinare i propri processi, prodotti e servizi e soddisfare i bisogni di 8 miliardi e oltre di persone. A noi piace essere soci di queste società.
  • Se gli obiettivi dei vostri piani di investimento non sono cambiati, dobbiamo solo rimanere investiti e ribilanciare quando è necessario (ad esempio ridurre l’eventuale eccesso di tecnologia in portafoglio visto che nel 2023 il Nasdaq è salito di oltre il 50%, ma niente più) e….

Non smetteremo mai di ripeterlo, e lo ripetiamo appunto: grazie a chi ci dà fiducia ogni giorno come nostri clienti, è un privilegio genuino essere vostri coach e consulenti finanziari.

Buon investimento!

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