By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 8 Luglio, 2024|

Ogni inizio anno siamo soliti inviare un messaggio ai nostri clienti investitori per consolidare e programmare le iniziative necessarie a far convergere il piano di investimento costruito insieme per raggiungere gli obiettivi. A fatti e non a parole. Con numeri e date, non con brochure patinate e immagini evocative.

Già dal 2023 abbiamo deciso di far conoscere questo messaggio anche ai lettori del nostro e-magazine, compresi quelli che clienti non lo sono.

Quello che abbiamo scritto nel 2023 lo trovate qui.

Questa iniziativa ci serve per spiegare, se ancora ce ne fosse bisogno, la nostra filosofia di investimento ben sintetizzata nel Manifesto.

Le nostre profezie per i prossimi 6 mesi – Lettera di metà 2024 ai nostri clienti

Fonte: Unsplash

Prima di iniziare, recitiamo insieme il “rosario” dei principi che ci guidano da sempre:

  • Bisogna rimanere aderenti al proprio piano di investimento.  Noi investiamo per il lungo termine nella stragrande maggioranza dei casi, ovvero per archi temporali superiori ai 7/10 anni.
  • Chi invece ha esigenze di breve periodo, perché entro 1-2 anni ha una spesa certa prevista come acquisto di una casa o le rette dell’università dei figli, non investe, ma parcheggia i soldi e non ha bisogno di fare grandi piani o ricevere consulenza. Si compra qualche titolo di Stato a scadenza ravvicinata oppure si depositano i soldi sul conto.
  • Chi investe per obiettivi a più lungo termine sa molto bene che il successo nella pratica dell’investimento è basato sul rimanere aderenti al proprio piano finanziario e al portafoglio costruito per raggiungere certi obiettivi. E rimanere investiti se non c’è assoluto bisogno di liquidità a breve, ribilanciando quando opportuno.
  • L’insuccesso degli investimenti è invece determinato dal reagire continuamente agli eventi del giorno.
  • Sappiamo che è inutile fare previsioni sui mercati e sull’economia e, soprattutto, che è inutile cercare il momento giusto per entrare e uscire dai mercati.
  • È necessario saper gestire le proprie emozioni. Consci di non poter prevedere nulla nel breve termine, il modo migliore di far crescere i propri investimenti è quello di ignorare la volatilità dei mercati e, quindi, delle discese dei mercati stessi. Correzioni che sono sempre temporanee all’interno del nostro arco temporale di investimento previsto.
  • Saremo logorroici, ma repetita iuvant: se non lo ripetiamo fino allo sfinimento, ovvero la vitamina C dei buoni principi del perché e come si investe, saremo destinati a commettere i classici errori di comprare alto e vendere basso.
  • I mercati offrono rendimenti che sono “catturati” dai nostri portafogli. Le emozioni possono vanificare tutto ciò che i mercati offrono nel corso della vita dell’investimento. Il nostro compito è di farvi rimanere aderenti al piano per il raggiungimento dei VOSTRI obiettivi che abbiamo definito insieme.

Dopo il rosario, le “previsioni” per il resto del 2024

A differenza delle previsioni, outlook e profezie con le quali veniamo inondati dalle banche e dagli asset manager, qui non facciamo nessuna profezia.

Anche perché, se sapessimo prevedere il futuro, non lo diremmo a voi.

Eppure, ci sono ancora fior fiore di banche che, non avendo azzeccato quasi nulla dei primi sei mesi di quest’anno, si lanciano in previsioni per il prossimo semestre.

Ricevo messaggi come questo qui sotto su LinkedIn e mi chiedo: ma chi è che si mette a leggere tutti questi outlook (di solito oltre 20 pagine – e la lista qui sotto continua con altre 10 banche), chi è che controlla cosa abbiano detto nei 6 mesi precedenti ma, soprattutto, perché JPMorgan deve avere due outlook diversi tra la sua divisione di Asset Management (quella che produce e gestisce i fondi JPM) e la private bank (quella che gestisce i soldi dei clienti e, di tanto in tanto, compra i fondi “della casa” – ma sto divagando)?

Non servono le previsioni: chiediamoci invece come sta andando il nostro piano

In questa seconda parte, post rosario e critica neanche troppo velata agli outlook, cerco di far ragionare sulle modalità con le quali si investe, oggetto questo argomento di frequenti interazioni con i nostri clienti:

  1. Il piano che abbiamo costruito è in linea con i numeri che ci siamo dati?
  2. Non bisogna agitarsi per il rumore mediatico continuo e incessante e le previsioni dei “guru” e degli “analisti”.
  3. Ricordarsi che cosa e perché abbiamo in portafoglio certi strumenti.
  4. Consideriamo che i piani a lungo termine hanno sempre un’altissima probabilità di raggiungere gli obiettivi.
  5. Ricordarsi che, nonostante le correzioni e i declini temporanei dei mercati, il nostro piano tiene comunque in considerazione questi eventi; bisogna rimanere investiti perché il piano continua ad andare avanti per la sua strada (grazie anche all’ottava meraviglia del mondo che lavora per noi incessantemente, il tasso di interesse composto – lo ha detto Einstein, non io)
  6. Ricordarsi che le discese temporanee possono diventare perdite permanenti, solo se si panica e si decide di vendere.

Cosa è successo in questi primi 6 mesi del 2024

I primi 6 mesi del 2024 possono semplicemente, ma accuratamente, essere riassunti in due concetti:

  1. L’ economia USA ha continuato a crescere, anche se moderatamente, nonostante le previsioni di recessione a causa dei tassi di interessi alti e
  2. il mercato azionario, lo S&P 500, è salito in $ del +15%, in Euro leggermente di più: e ricordiamoci sempre che il mercato azionario risponde e si muove sui tassi di crescita degli utili e dei dividendi delle aziende quotate – rileggete questo articolo “perché le azioni salgono” ?

In definitiva, l’economia USA si è dimostrata veramente molto resiliente, evitando una recessione “chiamata” da tanti economisti nel 2023 per il 2023 stesso e per il 2024, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro. L’inflazione sta scendendo ma molto lentamente e, quindi, la banca centrale USA ha annunciato di non avere fretta nel tagliare i tassi di interesse. E fa bene, perché l’inflazione è un male da estirpare il più in fretta possibile.

Ma gli interessi al 5.25%-5.5% avrebbero dovuto far crollare il mercato azionario: invece, a parte il settore immobiliare, delle costruzioni e delle piccole e medie imprese molto sensibili ai prestiti bancari e quindi ai tassi di interesse, la realtà è che l’economia ha continuato a macinare crescita, le aziende a riportare utili superiori alle attese e l’indice azionario è ovviamente salito.

Alla fine, anche le chiamate delle “cassandre”, ovvero che il mercato fosse troppo concentrato nelle magnficent seven, poi diventate 5 (meno Tesla ed Apple che sono scese nella prima parte dell’anno, con quest’ultima che poi è andata nel frattempo a fare nuovi massimi) poi “Fab Four” (come i Beatles, vabbè), non hanno trovato spazio nella realtà.

Il punto è che la narrativa degli “strateghi” delle banche che abbiamo elencato qui sopra, deve sempre trovare un problema, un’angolazione negativa, una previsione nefasta quando il mercato sale: è troppo concentrato, è sopravvalutato, è insostenibile ecc…

La vera verità è che il mercato azionario, come detto sopra, reagisce e sale per le ragioni che ho scritto nell’articolo menzionato sopra (“perché le azioni salgono”): anche in questo caso, grazie agli utili riportati dal mercato nel suo complesso (sicuramente sostenuti principalmente dagli utili delle principali aziende tech) che sono saliti e andati meglio delle stime nel primo semestre del 2024.

Fonte: JpMorgan

Stop.

Guardate sempre la crescita degli utili e dividendi che riportano le aziende e non le previsioni dei “guru”.

Per non parlare, appunto, dei dividendi, che vengono sempre ritoccati all’insù da molte aziende (ultima in ordine la settimana scorsa, Factset Research System, una delle aziende che utilizziamo per il recupero delle minusvalenze e che ha alzato per il 25imo anno consecutivo il dividendo, diventando una delle “dividend aristocrats” – quale è quella azienda che alza il dividendo se pensa che ci sarà un rallentamento economico e del proprio business?).

E le stime di mercato, ovvero il consenso (fonte Bloomberg), ci dicono che gli utili delle società USA saliranno dell’8.8% quest’anno e, sempre da stime, del 13.6% nel 2025.

E anche se i dividendi sono molto alti in termini assoluti (nel 2024 sono previsti dividendi per oltre $850 miliardi di dollari consegnati agli azionisti – anche se il rendimento da dividendo dello S&P 500 è però solo dell’1.3% lordo), le aziende USA pagano solo il 37% degli utili in dividendi, rispetto alla media storica del 46%, mi sentirei di dire che con gli utili in crescita anche l’anno prossimo c’è spazio per far crescere ancora il pagamento dei dividendi nel 2025.

Utili, utili, utili, Dividendi, dividendi, dividendi

Ultimo rosario: in sintesi, sono gli utili e i dividendi le vere variabili che determinano la crescita a lungo termine della base dei nostri investimenti, ovvero le azioni delle grandi aziende americane e internazionali, in un portafoglio diversificato, ben bilanciato e ben ribilanciato.

Non è il debito pubblico, il tal o tal altro governo, nemmeno le elezioni USA di novembre (spoiler: le elezioni USA non hanno MAI determinato l’andamento del mercato azionario in un senso o nell’altro, sia che fosse eletto un repubblicano o un democratico), non i tagli della Fed, non le guerre, non la prossima “crisi” che sarà strombazzata dai media.

Più ci focalizziamo invece sulla forza di base e fondamentale dei nostri investimenti, le azioni, più riusciamo a spegnere il rumore di fondo e meglio riusciremo a gestire la volatilità dei mercati.

Noi crediamo fermamente nei piani che creiamo, con mille assunzioni super conservative: e ci piacciono fortemente gli strumenti che compriamo. Anzi, amiamo proprio gli ETF che usiamo per costruire i portafogli.

E, come sempre, grazie ai lettori che ci danno il privilegio di essere i loro coach e consulenti finanziari. È un onore potervi aiutare a raggiungere gli obiettivi.

Investite bene per stare bene!

4 Commenti

  1. Bruno 8 Luglio 2024 at 22:12 - Reply

    in che senso usate “Factset Research System” per il recupero delle minusvalenze?

    • Valerio de Stasio 9 Luglio 2024 at 07:38

      Buongiorno Bruno, come penso sappia, per recuperare le minusvalenze che i clienti si portano dietro da precedenti “gestioni” (o i promotori gli hanno venduto nel corso degli anni fondi e altri strumenti in perdita e li hanno dimenticati oppure per i clienti fai-da-te con zainetti fiscali pieni di minusvalenze accumulate), creiamo dei portafogli di singole azioni (principalmente Usa) oppure singole obbligazioni (principalmente governativi con prezzi ampiamente sotto la pari e scadenze dedicate alle minusvalenze in scadenza) per recuperare fiscalmente le minus e non pagare il 26% di Capital gain tax sulle plusvalenze di questi titoli… è un servizio che offrono veramente i pochi perché pochissimi sanno usare e costruire portafogli dedicati alle Minus per recuperare…. abbiamo una serie di titoli Usa che usiamo appunto per questa operazione e di cui Factset è uno dei tanti…se vuole saperne di più, ci scriva su Meridian Scf… saluti

  2. Ale 8 Luglio 2024 at 15:50 - Reply

    Io ho , non da adesso, un dubbio sull’orizzonte temporale
    Se ho 55 anni e sono in fase di accumulo , con data prima età pensionabile 64 ani, ho davznti 9 anni per poi passare a ptf per rendita, magari riducendo volatilità un paio di anni prima
    Se invece mi fanno lo scherzetto e mi mandano via a 60, non mi telefonano per avvisarmi, lo fanno e basta ma il mio orizzonte diventa 5 anni
    Come si gestisce questo rischio ?
    Grazie

    • Valerio de Stasio 8 Luglio 2024 at 16:57

      Caro Alessandro, messa così, direi che devi fare un piano dedicato anche nel caso in cui ti mandino via a 58, 60 o 62 (te lo dico per esempi di vita vissuta di clienti che si aspettavano degli “scivoli” verso i 64 appunto e invece….). Nel mio primo lavoro a Londra mi dissero “do not love your company because your company does not love you back” (anche qui ho vissuto questo esempio sulla mia pelle). Ciò detto, quello che farei io sono appunto due piani: uno da “worst case”, con la fine del lavoro a 60 e calcolando che tipo di ritiro del capitale sia possibile tra 5 anni per i successivi 30 (aggiustando tutto per l’inflazione dei successivi 30 anni) e poi inserendo la quota della pensione dai 64/65 (ovviamente ridotta parzialmente perchè non contribuirai fino ai 64/67) e un altro come normal case scenario in cui arrivi ai 64…tutti e due potrebbero essere gestibili e sostenibili, ma meglio averne due che solo uno, senza ombra di dubbio!

Lascia un Commento