Piano di Accumulo (PAC), una soluzione di Investimento buona per tutte le stagioni

piano di accumulo pac capitale

Aggiornamento articolo agosto 2021 

Il Piano di accumulo del capitale, altresì noto come PAC  rappresenta una delle forme di investimento più semplici ed al tempo stesso efficaci che ogni investitore può portare avanti in autonomia se lo scopo è quello  di accumulare gradualmente e nel lungo periodo una certa quantità di denaro.

Previdenza, investimento, spese future, emergenza, sono innumerevoli le finalità che possono rendere giustificato e di buon senso l’avvio di un piano di accumulo dei risparmi.

Voglio chiarire fin da subito una cosa. Questa è la soluzione che trova il giusto compromesso tra rischio e rendimento, non quella che permette di ottenere i ritorni migliori- Ora ve lo spiegherò con esempi concreti.

I consulenti finanziari tendono ad utilizzare lo strumento del PAC con simulazioni sempre favorevoli a questa pratica, ovvero con orizzonti temporali molto lunghi, ma soprattutto in contesti di mercato discendenti o laterali.

Provate a chiedere al vostro consulente di fiducia una simulazione con PAC in un mercato che nel lungo periodo cresce per lunghi periodi di tempo (vedi la borsa americana degli ultimi anni) e l’imbarazzo del consulente sarà evidente. Siccome il mercato passa più tempo a salire che a scendere non si capisce perchè dovrebbe essere preferito lo strumento che va meglio nel contesto meno frequente.

Ma andiamo con ordine.

Il PAC nasce con l’intento di permettere a chi ha poche disponibilità di denaro di investire comunque sui mercati finanziari con piccoli versamenti periodici (mensili, bimensili, trimestrali, ecc…).

Questa pratica ha il grande vantaggio di mettere da parte la soggettività del momento di entrata sul mercato (market timing) e nello stesso tempo di evitare il cosiddetto buy and hold tramite una costante opera di mediazione del prezzo, al rialzo o al ribasso.

Come dicevo prima la maggior parte dei consulenti finanziari tende a spiegare il PAC come la pratica di investimento che garantisce sempre il miglior rendimento nel lungo periodo. Falso, questa affermazione basata sul sempre è sbagliata e ve la dimostro con i numeri.

Ecco quello che è uscito negli ultimi 10 anni attivando un PAC da 100 $ al mese sull’ETF americano SPY (ovvero la replica dell’indice S&P500). Sotto trovate il grafico di un investimento secco da 12 mila $ effettuato il primo giorno dell’analisi. Se non vi fidate visitare il calcolatore gratuito di buyupside.com e fate una simulazione con il codice dell’ETF SPY.

spy pac
spy buy and hold

Con un piano di accumulo dopo 10 anni il montante finale sarebbe risultato pari a circa 25.500$. Con un investimento secco il montante sarebbe diventato oltre 44.000$.

Odo già le critiche. Hai preso dentro praticamente un bull market ininterrotto dirà qualcuno. A parte che il bear market a marzo 2020 c’è stato (ed anche un quasi bear market nel 2018), ma farò tutti contenti e la stessa analisi la farò partire dal 2000. Quindi comprendiamo anche due devastanti ribassi come quello della bolla dot.com 2001-2003 e quello della grande crisi finanziaria del 2008-2009.

Risultato: Investimento secco nel 2000 di 25.300 $ = montante finale a fine 2020 di 95.352 $

PAC da 100 $ mese = montante finale a fine 2020 di 84.075 $

Abbastanza ovvio che il meccanismo della capitalizzazione composta degli interessi lavora a favore di una somma messa tutta sul piatto mentre lavoro a regime ridotto in caso di PAC.

Non sempre va così. Nella prima versione di questo articolo alla fine del 2014 feci un test prendendo gli indici total return (quindi rappresentativi dei movimenti di prezzo a cui si somma il reinvestimento dei dividendi) di tre mercati azionari, lo S&P500, il MSCI Euro e il MSCI Emerging Market.

Simulai l’acquisto una tantum di una certa somma di capitale sui livelli di gennaio 2000 (al top della bolla speculativa di internet) e lo contrapposi ad una simulazione di Piano di Accumulo ripartito tra tante mensilità quante sono quelle che separavano il 2000 dalla data finale della simulazione (novembre 2014, ma anche 2005 e 2010).

Ecco i risultati.

PAC

In quel momento presi il picco dei mercati del 2000 proprio per fare l’esempio di un risparmiatore rimasto “impiccato” ad acquisti avvenuti a quelle che, a distanza di qualche anno, molti analisti giudicarono quotazioni folli (perché non lo erano a fine 1999 resta un mistero!).

A distanza di 14 anni chi aveva investito nella borsa americana si trovava con un capitale praticamente raddoppiato e qui stava la prima sorpresa.

PAC o investimento secco (lump sum come dicono gli americani) avevano avuto lo stesso rendimento (con una precisazione di cui parlerò fra un po’). Cambiando i parametri temporali cambiano anche i risultati.

Il PAC si rivelava vincente in quel test per l’investitore europeo che con questo strumento guadagnava quasi il 50%, il doppio dell’investimento secco. Il PAC si rivelava perdente invece per l’investitore nei mercati emergenti dove addirittura il guadagno risultava nettamente più basso rispetto all’investimento una tantum fatto a gennaio 2000.

Lo so siete confusi.

Quindi il Piano di Accumulo è da gettare? Assolutamente no e vediamo perché.

Intanto potrei non avere le somme disponibili e quindi è l’unico mezzo per arrivare al fine che mi sono prefissato. Possiamo fare tutti i ragionamenti del mondo ma senza denaro a disposizione perderemmo solo tempo facendo filosofia.

Ma anche all’investitore con disponibilità finanziarie elevate potrebbero fischiare le orecchie se gli dicessi che la liquidità americana aveva reso nello stesso periodo analizzato 2000-2014 oltre il 41%  (2,35% annuo) e quella obbligazionaria il 138% (6% annuo prendendo un classico Global Aggregate Bond).

Se invece di buttarsi a capofitto nell’avventura azionaria l’investitore avesse gradualmente spostato risorse da fondi monetari/obbligazionari ad azionari tramite piano di accumulo, il guadagno sarebbe stato ampiamente superiore al 99% del classico PAC poiché nel frattempo la parte di investimento a reddito fisso avrebbe prodotto un rendimento addizionale.

pac2

Ecco così una prima soluzione utile per coloro che sono indecisi su quando investire sui mercati più volatili come l’azionario e temono di rimanere “impiccati” per anni ai mercati azionari.

Ma torniamo ai nostri numeri. Sempre ai tempi della prima versione dell’articolo feci altre due simulazioni a distanza di 5 anni dallo scoppio della bolla internet e a distanza di 10 anni. Questi archi temporali hanno in mezzo due feroci bear market sulla borsa americana con discesa degli indici di oltre il 50%. Un buon test direi.

Cosa notate del PAC? Che non va mai in negativo. Ovviamente non è un risultato assoluto sempre valido, ma in quel test era il risultato.

Tutta questa lunga spiegazione per chiarire una volta per tutte che il PAC non è il Sacro Graal dell’investitore, ma è la soluzione che consente di ridurre il rischio di perdite nel lungo periodo. Non consente però di massimizzare i guadagni.

Più rischio, più possibilità di rendimenti elevati ed è per questo che il PAC risulterà sempre perdente in fasi di mercato dove si assiste a crescite molto forti delle quotazioni.

mercati finanziari salita e discesa

Nel momento in cui il mostra invece una tendenza laterale allora viviamo,  assieme a quello di una costante discesa nei prezzi, lo scenario ideale per il PAC.

Nessuno conosce il futuro e non sappiamo dove si dirigeranno i mercati azionari nella prossima decade.

Quindi senza spaccarsi la testa valutiamo le nostre disponibilità. Ci fa comodo versare ogni mese una piccola somma. Bene andiamo con il PAC. Abbiamo a disposizione subito un bel gruzzoletto. Investiamo immediatamente senza fare speculazione. Stiamo male di notte se investiamo tutto e subito perchè crediamo che le borse sono troppo care. Allora metà subito e vai di PAC. Insomma cerchiamo sempre la soluzione che ci faccia stare meglio con noi stessi senza però avere la pretesa di prevedere il futuro. Buon investimento

Leggi anche: Semplicità e buon senso, i segreti del buon investitore stanno tutti qui

35 risposte a "Piano di Accumulo (PAC), una soluzione di Investimento buona per tutte le stagioni"

  1. alesh84 6 gennaio 2015 / 19:06

    Ciao, con quale banca online consigli di fare dei PAC? (so che su fineco ci sono 2.95€ a rata)
    Consigli PAC con gli ETF?

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    • archeowealth 6 gennaio 2015 / 20:29

      Ciao il servizio Replay di Fineco lo conosco (di seguito il link con i costi).
      https://help.fineco.it/interna.asp?sez=594&info=2207
      Sinceramente è molto interessante a partire dai 200-250 euro di versamente mensile, al di sotto i costi fissi delle rate cominciano a diventare un pò pesanti soprattutto per la componente obbligazionaria che ha dei rendimenti così bassa. Il servizio è valido perchè tutto automatizzato compreso il ribilanciamento automatico.
      Se le tue cifre sono inferiori ti consiglio certamente di entrare con un Pac anche se con un costo fisso di 2,95. Con 50-100 euro si può portare avanti un piano di investimento però alterna mese per mese il tipo di Etf che hai scelto in modo da entrare sui mercati in modo progressivo. Eviterei troppi strumenti (per iniziare max 3-4) e vai avanti a cicli comprando per i primi 4 mesi i 4 Etf (uno ogni mese) e poi ricominci con il ciclo. Questo può essere un modo per stare diversificato ed entrare senza paura anche sui mercati attuali. Non mi dilungo su altro perchè immagino che avrai già letto i miei articoli.
      Sinceramente non conosco le offerte delle altre banche.
      Grazie e buon investimento!

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      • alesh84 6 gennaio 2015 / 20:35

        Effettivamente il mio Pac avrebbe rate più basse, intorno ai 100€. Ho visto su chebanca che le commissioni sono nettamente più basse o sbaglio? http://chebanca.fidainformatica.it/Pac

        Con queste tu dici che mi conviene comunque il Pac rispetto ad altre opzioni, magari anche gestite da me?

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      • archeowealth 6 gennaio 2015 / 21:21

        Quello di Chebanca è sì un Pac, ma solo su fondi/sicav non su Etf. La differenza non è di poco conto perchè sui fondi paghi commissioni di gestione molto più elevate rispetto agli Etf. Ad esempio su prodotti gestiti bilanciati azionari (tipo 60 azioni 40 bond) a seconda delle classi di investimento potresti pagare annualmente commissioni di gestione comprese tra l’1,75% ed anche 2,50%. Su due semplici Etf (uno azionario internazionale e uno global aggregate bond) non vai oltre lo 0,25/0,30%. Non ho a portata il file di Excel ma ho fatto una simulazione qualche giorno fa.
        Acquistando Etf a 100 euro al mese con commissione di intermediazione di 2,95 ogni volta e comm.gestione del fondo di 0,25% avevo un costo totale alla fine della decade di circa 535 euro. Lo stesso fatto con un fondo bilanciato a commissione di gestione di 2,25% annuo e costo di Pac mensile da 1 euro dopo 10 anni mi dava un costo totale di 1635 euro, sono oltre 1100 euro in pù che dai al gestore del fondo. Ecco perchè i Robo-Advisor hanno così successo in America, fanno tutto in automatico compresa l’asset allocation e ti chiedono lo 0,25%-0,30%.
        Ovviamente il vantaggio di un Pac automatico è quello di essere vincolato e non essere tentato da non fare un’operazione in certi momenti dell’anno, ma se possibile e hai tempo fallo in autonomia con Etf. Quando si parte con un piano di investimento sei sicuro del costo, ma il rendimento è sempre un’incognita anche con gestione attiva.

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  2. alesh84 6 gennaio 2015 / 19:07

    Ciao, quale banca online conviene per i PAC? (so che su fineco ci sono 2.95€ di commessioni a rata)
    Consigli PAC con gli ETF?

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  3. Lore 19 agosto 2015 / 17:38

    Ciao, ti spiego il mio caso sperando che possa aiutare anche altri.

    Ho iniziato un PAC con ETF (per la prima volta) meno di 1 anno fa. La mia intenzione è di farlo durare almeno 5 anni e poi valutare se e come prolungarlo.

    Alterno l’acquisto di 2 ETF: mercato globale azionario (IE00B0M62Q58) e mercati emergenti (FR0010429068)

    Non acquisto gli ETF mensilmente, ma investo una tantum ogni 4/5 mesi per ridurre l’incidenza delle commisioni bancarie.

    Sto usando un corretto approccio su questo tipo di investimento? o vedi dei difetti?
    2 o 3 ribilanciamenti all’anno possono ritenersi sufficienti?
    Te lo chiedo perchè spesso vedo il PAC associato a versamenti mensili, mi è chiara la questione commisioni a favore della banca ma porta un reale beneficio acquistare cosi spesso?

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    • archeowealth 19 agosto 2015 / 18:37

      Ciao porta pazienza qualche giorno e quando rientro a pieno servizio dagli states cercherò di darti una risposta più articolata.già ora posso dirti che azioni più bond emg è un investimento verso la correlazione uno e questo non va bene. Mai disdegnare i cari vecchi bond a lunga scadenza e questi giorni di calo fanno scuola

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      • Lore 23 agosto 2015 / 12:42

        Non c’è fretta. Goditi le ferie 🙂

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      • Lore 23 agosto 2015 / 12:45

        Dimenticavo… L’Etf sui mercati emergenti è sempre sull’azionario

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      • archeowealth 26 agosto 2015 / 14:05

        Allora un motivo in più x aumentare la diversificazione. Queste giornate sono state una bella lezione!

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    • archeowealth 29 agosto 2015 / 22:39

      Ciao Lorenzo ora che sto tornando “in servizio” ti devo una risposta completa al tuo quesito. Per quello che riguarda i due ETF mi sono già espresso e comunque credo che, per la sola componente azionaria del tuo ptf, sarebbe meglio affiancare ad un ETF World un ETF zona Euro per la scarsa presenza della stessa nel World. Sugli emergenti potrebbero anche andare ma dedicherei una fettina molto piccola almeno per i prox anni.
      Il Pac viene sempre pubblicizzato mensile poichè 1 mese si ritiene il tempo giusto per catturare la volatilità dei mercati a proprio favore con investimenti periodici. Puoi anche procedere con Pac bimensili ma sinceramente 4-5 mesi mi sembrano troppi. Tieni comunque conto che spese di 2,95 euro (ad esempio per Fineco) rappresentano sì un 2,95% di costo iniziale sui classici 100 euro, ma spalmati su 5 o ancora meglio 10 anni sono veramente una goccia nel mare dei costi soprattutto con mercati volatili come quelli azionari.
      Sui ribilanciamenti sono dell’idea che 1 all’anno sia sufficiente soprattutto per importi modesti (in questo caso certo che i costi annullerebbero il beneficio del ribil).
      Direi a questo punto di aver risposto a tutto giusto??? A presto e continua a seguirci.

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      • Lore 19 settembre 2015 / 18:15

        Grazie per i suggerimenti, mi sono convinto di rivedere il pac, sia per la durata (10 anni) , sia per le rate bimensili, sia per l’importo, ma avrei ancora delle domande.
        Per evitare di far confusione, il ribilanciamento annuale con l’acquisto di un etf obbligazionario è da intendere su tutto il portafoglio, corretto?
        O è da intendere sul peso degli etf del pac? Per esempio con i tre etf acquistati bimensilmente dovrei fare:
        – 1 acquisto sui emergenti
        – 3 acquisti su world
        – 2 acquisti su zona euro
        O dovrei, seguendo il tuo consiglio di abbassare la % sui mercati emergenti, nei prossimi 12/24 mesi evitare di acquistarli per poi riprenderli e farli girare a rotazione con gli altri due etf?

        Avrei anche un’ altra domanda sull’importo da investire ma cerco di scrivertela su un altro articolo che hai scritto in passato.

        Buona serata

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      • archeowealth 20 settembre 2015 / 9:22

        Esatto il ribilanciamento su tutto il ptf. Guadagni 10 sui 100 investiti sull’obbligazionario mentre perdi 10 sull’azionario investito per 100, prendi i 10 di guadagno sui bond ed al primo versamento utile del tuo PAC aumenti il denaro investito in azioni per 10. Questa è un’ipotesi molto semplicistica quella che devi fare è mantenere costanti le proporzioni (ad es. 60/40).
        Visto che il tuo azionario è come di solito accade ripartito su più geografie il consiglio che mi sento di darti per non rendere troppo complessa la cosa e fino a quando gli importi sono piccoli, di incrementarne solo uno (in questo caso il world). Quando le cifre diventeranno più consistenti potrai permetterti di ruotare anche sugli altri. Ricorda sempre che devi spendere meno tempo possibile sui tuoi investimenti e quindi cerca la massima semplicità.
        Non devi abbassare o aumentare nulla alla ricerca del momento migliore di ingresso. Sai quella che è la tua sopportazione del rischio, il tuo orizzonte temporale, fissa delle % ragionevoli di investimento (sugli emergenti a mio modo di vedere la doppia cifra è già troppo elevata) e procedi. Se l’importo periodico che ti viene fuori è troppo basso tieniti un acquisto annuo di emergenti in un unica soluzione.
        A presto

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  4. Francesco 13 ottobre 2015 / 16:10

    Ciao, ho intenzione di sottoscrivere un Pac a mi figlio nato qualche settimana fa per il lungo periodo. 10-15 anni. Sono correntista ING ed ho visto che tra le varie opzioni di investimento c’è la possibilità di investire in fondi bilanciati, sarei orientato su quello dinamico azionario. Ho visto che c’è la possibilità di entrare in questo fondo mansilmente, questo mi fa pensare che si tratti sostanzialmente di un Pac, anche se non se ne parla chiaramente, ho altreì visto che non ha costi di entrata e di uscita. Il dubbio riguarda il fatto che sembra si parli di Sicav, tutti i Pac di solito si servono di sottoscrivono tramite Sicav? o vi sono altre forme? Nel complesso il prodotto ing, nello specifico il fondo bilanciato profilo dinamico arancio può essere adatto al mio fine?
    Grazie

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    • archeowealth 13 ottobre 2015 / 22:52

      Ciao Francesco. Senza un codice Isin faccio fatica ad individuare il tipo di fondo però dal nome posso immaginare che si tratta di un bilanciato 60% azioni 40% bond o 70/30. La risposta ovviamente è sì, in quell’orizzonte temporale che dici tu e con lo strumento del Pac mi sembra la scelta migliore. Ovviamente i fondi (o meglio le Sicav) risulteranno intestate a te visto che un minori non può sottoscrivere Pac. Penso che ING non offra servizi su ETF tipo FIneco (vedi qui https://investireconbuonsenso.com/2015/09/22/etf-replay-fineco-un-servizio-solo-per-investitori-di-lungo-periodo/) però l’importante è cominciare e la tua mi sembra un’ottima scelta. Se riesci a recuperare il codice o se riesci a farlo da solo mi raccomando di verificare i costi (commissioni di gestione + costi fissi Pac).
      Per il resto ottima idea e buon investimento.

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      • francesco 14 ottobre 2015 / 9:28

        Ciao e grazie, si ti confermo che ing non tratta ETF, reativamente ai costi ho visto che le spese di entrata, uscita, investimento/disinvestimento e del piano di investimento mensile sono tutte a zero, mentre la commissione di gestione annua massima è dell’1,45% e quella di servizio fissa è dello 0,10%. Ho recuperato anche l’Isin LU0456302933. Con Ing mi trovo bene perchè di solito non da brutte sorprese propri nella parte costi o calusole varie nasconte in pagine e pagine di prospetti informativi. Avevo anche pensato di sottoscrivere il prodotto delle poste “futuro da grande” che ha il vantaggio di affincare anche un’assicurazione sulla vita di colui che versa i premi, ma l’ho scartato perchè ha costi molto alti. Ho cercato di riportare tutte le info cosi da condividerle, magari possono essere utili ad altri utenti che devono fare investimenti simili, mi sembra questo l’obiettivo del sito. Grazie ancra della tua disponibilità e per la completezza degli argomenti trattati, davvero molto utili.

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      • francesco 14 ottobre 2015 / 12:28

        Ciao e grazie, in primis ti confermo che Ing non tratta ETF. Il codice Isin è LU0456302933, gestito da Morningstar. Relativamene ai costi ho visto che quelli di entrata ed uscita, investimento e disinvestimento e quelli del piano di investimento mensile sono pari a zero, la commissione di gestione annua massima è dell’1,45%, la commissione di servizio fissa è invece delllo 0,10%. Devo capire bene la questione delle spese correnti non riportate nel prospetto ing ma che ho trovato sul sito della morningstar e sono pari all’1,70%. Mi trovo abbastanza bene con ing anche perchè solitamente è chiara nell’esposizione dei costi e non si trovano sorprese nelle pagine e pagine dei prospetti informativi. Avevo visto in alternativa il prodotto “poste futuro da grande” che ha il vantaggio di affiancare anche una polizza vita su colui che versa le rate, ma ha costi piuttosto alti. Ho cercato di dare tutte le info, magari possono essere utili ad altri utenti che hanno la mia stessa esigenza, mi sembra sia anche questo l’obiettivo del sito. Grazie ancora per la risposta e la completezza delle informazioni che dai, davvero molto utili.
        Francesco

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      • archeowealth 14 ottobre 2015 / 22:24

        Grazie Francesco l’informazione sarà utile sicuramente. Ho verificato con il codice Isin e come immaginava si tratta di un fondo 70% azioni 30% bond. Mi sembra un buon compromesso per iniziare ed automatizzare il tutto…aspettando i Robot Advisor -) quel 1,7% di costo totale non è poco per un bilanciato (ma ne ho visti di peggio) ma se ti permette di cominciare il piano senza tante preoccupazioni vai tranquillo.
        A presto

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      • troppaa@libero.it 5 novembre 2015 / 15:37

        Ciao, avevo scritto qualche settimana fa in merito a dei Pac, leggendo però le tue risposte e dei tuoi articoli mi sono posto delle domande che mi hanno portato ad abbandonare l’idea di fare dei Pac “tradizionale”, di virare sugli ETF e di farlo autonomamente. La mia idea rimane quella di investire per ora nell’azionario, avendo come obiettivo un periodo medio lungo (15-20 anni, condizioni economiche permettendo), di entrare con un primo acquisto di 500 € e poi con acquisti mensili di ca 50€. Ho dato un’occhiata al sito di Borsa Italiana ed ho visto che offrono una gamma abbastanza ampia e variegata di prodotti, e scegliere non è facile. Ho ristretto la cerchia ad un azionario mondo e ad uno Euro e utilizzato per scegliere sia le commissioni e sia quegli ETF che si avvicinano alle somme che mensilmente vorrei investire, sicuramente non è un criterio tecnicamente valido ma non saprei come altro fare. La mia scelta è ricaduta su: LU0380865021 e IE00B4L5Y983, Credi sia un buon punto di partenza?
        Inoltre, a parte mio figlio avevo anche pensato di farmi una pensione interegrativa, inizialmente ero orientato ad un fondo di categoria, Cometa nel mio caso, destinargli il TFR ed integrare con piccoli versamenti. COnsiderati però, ance in questo caso e costi, ho pensato di servimi, anche per questo obiettivo degli ETF, puo essere considerata una valida alternativa?
        Grazie
        Francesco

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      • archeowealth 5 novembre 2015 / 21:30

        Ciao Francesco. Per quello che riguarda gli ETF sai molto bene che l’importante è cominciare e quindi la scelta a mio modo di vedere è corretta. Alterna ogni mesi l’ETF su cui versi i 50 euro per limitare i costi ma la tua selezione mi pare ok.
        Per quello che riguarda la pensione integrativa è vero che esiste lo svantaggio dei costi (quelli di categoria non credo però sia così elevati se rapportati ai fondi) ma soprattutto della impossibilità di ritirare tutto il capitale a scadenza. Ma siccome stiamo parlando di fini previdenziali potremmo anche passarci sopra e soprattutto mirare a quel vantaggio fiscale che un ETF non ti offre. Tieni conto che, al di là di un ormai risicato vantaggio fiscale sui guadagni, il fondo pensione ti permette di dedurre fiscalmente i piccoli versamenti che tu farai (e che immagino aderendo al fondo saranno rimpolpati da una quota del datore). Con l’ETF niente premio del datore, niente vantaggio fiscale, sì un vantaggio in termini di costo ma credo non tale da preferirlo. Se tu fossi un lavoratore potrei dirti pensaci, ma se sei un lavoratore dipendente ti dico fondo pensione.
        A presto.

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  5. Vito 15 dicembre 2016 / 21:08

    Salve Archeowealth,
    facendo ricerche in rete per cercare alternative di investimento ai classici BTP, mi sono imbattuto casualmente in questo blog i cui articoli mi hanno colpito per la competenza, la semplicità ed il “Buon Senso” con cui sono scritti. Reputando affidabili le indicazioni fornite, le sto utilizzando come linee guida per i miei futuri investimenti ed ho anche deciso di acquistare 2 o 3 libri tra quelli consigliati e che spero di riuscire a leggere durante le prossime vacanze di Natale.

    Vorrei approfittare della Sua disponibilità per chiederle qualche consiglio specifico.

    Avrei deciso di iniziare un PAC con un orizzonte temporale di 15 anni (eventualmente 20) per me e la mia compagna (che mi fa gestire i suoi risparmi).

    Attualmente il patrimonio di entrambi è allocato per circa il 50% in titoli di stato Italia (BTP, BTPi, ecc. con differenti scadenze) ed in un fondo assicurativo a gestione separata; il restante 50%, allo stato attuale, è mantenuto in conti deposito e tende ad aumentare man mano che i titoli di stato giungono a scadenza.

    Prendendo spunto da quanto consigliato nel blog, a partire dal prossimo anno vorrei destinare i nuovi risparmi ad un PAC (per il momento solo azionario viste le premesse) così strutturato, considerando i costi di transazione e la capacità di risparmio:
    – MioPAC (ho un conto di trading Directa sinora utilizzato con l’1 % del capitale solo per diletto):
    a) Costi: 0.19% con fisso 1 €; pertanto Investimento minimo ottimale € 526.32;
    b) Capacità di risparmio: 300/500 € mese > li farò diventare € 530;
    c) PAC > 12 “Acquisti / Anno” da 530 € cad.: 4 x SWDA (33.33%) + 2 x EIMI (16.67%) + 2 x IPRP (16.67%) + 2 x EXSA o MVEU (16.67%) + 2 x EUDV (16.67%);

    – SuoPAC (ha un conto di trading Bancoposta):
    a) Costi: 0.18% con fisso 3 €; pertanto Investimento minimo ottimale € 1666.67;
    b) Capacità di risparmio: 250/300 € mese;
    c) PAC > 2 Acquisti / Anno da 1500/1800 € cad: 1 x MVOL (50%) + 1 x MVEU (50%)

    Mi rendo conto che economicamente l’ideale sarebbe cumulare i risparmi e fare un PAC su Directa che ha condizioni migliori; però Directa non dà la possibilità di avere conti cointestati, quindi formalmente diventerebbe tutto mio e visto il nostro stato civile non sarebbe il caso; mantenendo separati i capitali, comunque, si ridurrebbe un eventuale rischio di insolvenza del depositario.

    Fatte queste premesse, i quesiti che vorrei porle sono i seguenti:
    1) Per entrambi, ritiene che vada bene la suddivisione così come l’ho strutturata o magari sarebbe meglio ridurre il nr. dei titoli per aumentare la frequenza di acquisto su quelli rimanenti?
    2) Per il MioPAC ritiene che dovrei preferire MVEU (paniere meno vasto ma con minore incidenza del settore finanziario e minore volatilità) o EXSA?
    3) Per il SuoPAC, poiché sento maggiore il peso della responsabilità, ho scelto due ETF a volatilità ridotta (MVOL sviluppati mondo e MVEU europeo). È opportuno come abbinamento oppure è meglio sostituire il MVEU con EMV (emergenti a volatilità ridotta) tenuto conto che EMV ha TER 0.40 e Dimensione 545mln contro 0,25 e 1.002mln di MVEU ed inoltre presenta un maggiore rischio cambio?
    4) Per quanto riguarda l’alta proporzione di liquidità che attualmente mi ritrovo, mi consiglia di “buttare” pian piano qualcosa nei PAC oppure reinvestire tutto sull’obbligazionario (dove era investita in precedenza); nel qual caso, trovandomi d’accordo sulle sue valutazioni circa la preferenza da dare agli ETF rispetto ai singoli titoli, mi potrebbe consigliare qualche prodotto e preferibilmente con quale strategia Laddering o Barbell (che, se ho ben capito, utilizzando degli ETF non comporterebbe nessun’attività di rolling da parte mia, posto che tale operazione dovrebbe essere insita nella natura stessa dell’ETF ed io dovrei solo investire in ETF con duration compatibile con l’una o l’altra strategia)?

    Spero di essere stato abbastanza chiaro e sintetico.

    Nel ringraziarla per i consigli ed i suggerimenti che mi vorrà dare La saluto ed auguro a Lei ed a tutto il suo staff un Buon Natale.

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    • archeowealth 17 dicembre 2016 / 19:43

      Ciao Vito.
      Un bel commento che merita risposta.
      Cominciamo dai Pac. Per quello che riguarda il 50/50 sui Min Vol non mi trovi d’accordo. A mio modo di vedere esporsi completamente su questi strumenti è un rischio perchè se poi per anni e anni questa strategia funziona peggio di altre o del semplice indice generico. Per questo ti consiglio di utilizzare magari il 50% Min Vol World ed un 50% un EMU classico come ad esempio quello di SPDR. In alternativa ci sarebbe sempre di SPDR l’Euro Aristocrats High Dividend ma è a distribuzione.
      Per quello che riguarda il Pac più complesso nulla da dire. Con questi importi ti puoi permettere questa metodologia, al limite si potrebbero limare verso il basso le quote di emergenti e Reit.
      Piuttosto, capisco l’età, capisco l’orizzonte temporale, ma se fossi in te non disdegnerei un pò di obbligazionario che faccia da cuscinetto. Capisco l’oro, ma sinceramente credo che i bond rappresenteranno sempre il flight to quality ideale. Un 20% di bond credo che debba trovare spazio in ogni portafoglio. Potresti optare per il Global Aggregate di db-x (hedged per abbassare la volatilità o non hedged per mantenere la diversificazione valutaria), oppure smezzare 10% Euro Corporate Investemente Grade + 10% Us Bond 7-10 anni.
      Ovviamente mi pare preferibile dirottare gradualmente la liquidità su questi strumenti tramite Pac magari anche più sostanziosi.
      Per quello che riguarda gli strumenti che permettono di avere queste strategie il consiglio sarebbe sempre di abbinare strumenti a duration corta (solitamente 1-3 anni) con quelli a scadenza molto lunga (7-10) o anche (15-30). Questo permette di ottenere un barbell costante con l’Etf che a sua volta mantiene costante la duration. Di strumenti ce ne sono diversi quotati su Borsa Italiana e consiglio sempre di filtrare quelli più liquidi e con masse sostanziose. Su JustEtf.com esiste la possibilità di creare tutti i filtri del mondo. Mi permetto anche di aggiungere l’acquisto di qualche titolo di stato (Tips America o anche Btp Italia) indicizzati all’inflazione da portare a scadenza. Anceh se fossero a 8-10 lo scopo è chiaramente quello di coprire il potere d’acquisto e quindi il rischio duration verrebbe meno.

      Ottima scelta per i libri, non te ne pentirai!

      Ricambio gli auguri e speriamo di sentirci presto.

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      • Vito 20 dicembre 2016 / 22:30

        Ciao Archeowealth,
        grazie per i preziosi consigli!!
        Mi sto industriando nella selezionare degli ETF obbligazionari, integrando i dati filtrati con Justetf con le informazioni sugli spred ed i volumi di negoziazione forniti da Borsa Italiana e da etfplus.net.
        Mi permetterò di aggiornarti sull’affinamento dell’asset dopo questa cernita.
        Per il momento ti ringrazio ancora e ti auguro una buona serata.

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      • Vito 3 gennaio 2017 / 23:19

        Ciao Archeowealth, Buon Anno!!
        Dopo aver analizzato le alternative d’investimento disponibili, alla luce dei tuoi consigli, mi piacerebbe sottoporti le conclusioni a cui sono giunto ed il conseguente programma di investimenti futuri, per una tua valutazione.
        Parto dalla situazione attuale del portafoglio (Mio/Suo)
        1) Liquidità / Conti Deposito, da Mantenere (x Imprevisti) = 25/25%
        2) Liquidità / Conti Deposito, da Reinvestire = 25/15 %
        3) Obbligazioni = 30/55 %
        4) Assicurazione Gestione Separata (ter 1%) = 20/5 %
        5) Azioni = 0/0 %
        La quota obbligazionaria è composta da BTP e BTPi con scadenze scaglionate dal 2017 al 2027 in % variabili.
        Il piano di investimento è questo:
        a) La liquidità disponibile per essere reinvestita e quella derivante dai BTP scaduti sarà riallocata sui seguenti ETF:
        – Mio
        Barbell con: 50% SE15 (“Obbligazioni – Europa – Societaria – Investment Gra-de”) + 50 IBTM (“Obbligazioni – Stati Uniti – 7-10”)
        Ho scelto questa soluzione perché gli ETF risultano più liquidi per AuM, Spread e Volume ed il TER più basso rispetto all’alternativa “Obbligazioni – Globale – Aggregate” (XBAG / XBAE).
        Per quanto riguarda la copertura contro il rischio di inflazione, l’idea è di reinvestire sempre in BTPi a 5/10 anni gli importi già destinati a questo asset, non appena quelli in portafoglio giungono a scadenza.
        L’acquisto dei Tips al momento sembra improponibile perché Directa, pur dando accesso al mercato EutoTelex, non offre l’intera gamma di obbligazioni quotate su tale mercato ma solo una selezione ridotta e non saprei come altro poter fare ad acquistarli, salvo aprendo un altro conto scelto apposta a tale scopo.
        – Suo
        Barbell con: 25% SE15 (“Obbligazioni – Europa – Societaria – Investment Grade”, 1/5 anni) + 25% EM13 + 50 IBGL (“Obbligazioni – Europa – Governative – Investment Grade”, 1/3 anni e 15/30 anni). Ho optato per un portafoglio più prudente riducendo al massimo il rischio di cambio e cercando di scegliere gli ETF con maggiore liquidità è costi più ridotti.
        Per quanto riguarda la copertura contro il rischio di inflazione, vale il discorso fatto per il Mio portafoglio.
        b) I nuovi risparmi saranno destinati al PAC azionario, fino al raggiungimento di un’incidenza sul totale portafoglio tra il 20 ed il 50%, come segue:
        – Mio (PAC mensile)
        Come da tua indicazione sarà ridotta la quota in REIT ed Emergenti, pertanto:
        1xIPRP (8,33%) + 1x EIMI (8,33%) + 4xSWDA (33,33%) + 3xEXSA (25%) + 3xEUDV (25%)
        Anche se a Distribuzione, ho scelto EXSA rispetto a MVEU perché ritengo dia una maggior diversificazione sul mercato europeo (EXSA ha 598 titoli con il 50% giant cap, che credo dovrebbero favorire una volatilità più ridotta; MVEU ha solo 149 titoli di cui il 49% large cap, comunque selezionati, per politica del fondo, tra i meno volatili), inoltre EXSA ha costi (TER) leggermente inferiori e sembra essere migliore nei parametri di volatilità
        – Suo (PAC semestrale)
        1xMVOL (50%) + 1x EMUEUA (50%)
        Per l’area mondo ho puntato sul MVOL replicante del MSCI World Minimum Volatility, mentre per l’area euro sono stato indeciso tra EURO, ad Accumulazione, ed EMEUA a Distribuzione ma con parametri di volatilità decisamente migliori ed alla fine la scelta è caduta su EMEUA.
        Ecco tutto.
        Che te ne pare come modus operandi? E come ti sembrano i miei ragionamenti?
        Un saluto ed ancora complimenti per l’ottimo lavoro di educazione finanziaria che portate avanti.

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      • archeowealth 4 gennaio 2017 / 19:04

        Beh non ho granchè da dire. Direi che la tua analiticità e precisione nell’analisi dei prodotti e degli scenari non fa una grinza. Ovviamente c’è parecchia roba da gestire e questo richiede impegno e costanza e se devo trovare una piccola pecca in questo progetto è l’assenza di un fondo pensione, ai rendimenti di oggi forse più sensato della gestione separata non tanto per il rendimento finale, quanto per il vantaggio fiscale decisamente più appagante. Sono solo 5 mila Euro a testa all’anno se non siete sposati ma su questi non paghi le tasse ora e rimandi tutto a molti anni più avanti ( e sul risparmio fiscale la capitalizzazione composta ti porta benefici che altrimenti non avresti).
        Per il resto puoi fare uscire la nave dal porto.
        Buon investimento.

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      • Vito 4 gennaio 2017 / 21:18

        Grazie di tutto Archeowealth, per il supporto nello specifico e per i gli articoli quotidiani.
        Per quanto riguarda il fondo pensione, sia io che la mia compagna aderiamo ai rispettivi fondi di categoria, anche se al momento la quota contributiva è bassa (la mia è del 2% + 1.2 % c/to azienda). Stavo giusto valutando di aumentarla di qualche punto. Non ne ho fatto menzione in precedenza poiché, non potendo disporre a piacimento delle somme accantonate, tendo a non considerarlo parte del portafoglio.
        Ancora grazie e … al prossimo articolo!

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  6. Lorenzo Savoldelli 29 aprile 2019 / 8:28

    Un bellissimo articolo che denota i vantaggi del Pac in vari mercati!!! A mio modesto avviso credevo che sui mercati emergenti, il pac funzionasse maggiormente, dato che è un investimento assai volatile. Quindi sarebbe più utile un versamento in un’unica soluzione per quanto riguarda gli emergenti?

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    • archeowealth 29 aprile 2019 / 23:03

      Dipende sempre dalle disponibilità di risparmio. Se sono modesto il Pac è una strada obbligata ma utile. Se invece sono abbondanti buy and hold…e non ne farei tanto uno questione di mercati, quanto di portata.
      Tutto quello che non viene speso va in risparmio. Quello che non seve per emergenza può andare in esigenze di breve periodo e non si rischia con azionario. Tutto quello che può andare in obiettivi di lungo periodo, diversificando bene, può andare in investimento anche azionario. E non ne farei certo una questione di timing.

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      • Anonimo 30 aprile 2019 / 9:22

        Spiegazione impeccabile!! Ti ringrazio… Ho scoperto da poco questa pagina, e ogni giorno trovo sempre spunti interessanti su cui riflettere.
        GRAZIE!!!

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      • archeowealth 3 Maggio 2019 / 18:40

        Grazie a te. Obiettivo centrato per quello che ci riguarda. Riflettere

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  7. Claudio Gottardi 25 gennaio 2020 / 15:17

    Immagino che le sue simulazioni sui rendimenti del PAC non siano state fatte con versamenti in fondi di investimento che con le numerose commissioni richieste e prelevate automaticamente avrebbero polverizzato e minimizzato le rese.

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    • archeowealth 25 gennaio 2020 / 20:41

      Per andare indietro nel tempo non esistendo gli ETF sono stati utilizzati gli indici. Naturalmente non i fondi. Diciamo che a spanne sarebbe corretto sottrarre uno 0.5% annuo per tenere conto dei costi di ETF+spese varie.

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    • archeowealth 14 luglio 2020 / 21:33

      Dubito seriamente che questa è una casualità. Si chiama scopiazzamento e volendo anche violazione del diritto d’autore. Da un sito amatoriale come il nostro potrei anche aspettarmelo, ma visto che stiamo parlando di un sito che mi sembra che faccia soprattutto del marketing la sua forza, un errore poco professionale non citare la fonte. Vabbè chiederemo conto. Grazie mille per la segnalazione Lorenzo!

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