Nel nostro post relativo ai benefici del ribilanciamento avevamo mostrato i grandi vantaggi di rendimento e di contenimento del rischio che certi comportamenti semplici e non frequenti potevano fornire al portafoglio. L’elemento vincente è rappresentato dal metodo ed è importante che il tutto avvenga anche quando le condizioni dei sottostanti non risultino particolarmente allettanti.
Approfittando di alcune considerazioni trovate in rete sui mercati emergenti voglio mostrare un caso concreto di ribilanciamento per vedere cosa succede ad un portafoglio cominciato in un modo e che dopo 5 anni diventa tutt’altro.
Ho fatto una simulazione di un portafoglio partito nel 2009 con 100 mila Euro pesato al 50% in azioni americane, al 10% in azioni emergenti e al 40% in conto corrente. Supponendo che quest’ultimo abbia avuto un rendimento zero, potete notare cosa sono diventate le due grandezze azionarie. Il valore dell’investimento in USA è raddoppiato, quello su azioni emergenti è rimasto pressochè immobile per effetto di performances molto modeste. Questa simulazione (ho fatto finta che anche il cambio non ha vuto movimenti) è stata fatta senza nessun ribilanciamento. Quello che vedete è tutto effetto capitalizzazione.
Arrivati a fine 2014 l’investitore si trova con un peso azionario del 74%, 14 in più di quello di partenza che va bene se i mercati continuano a salire, ma aumentano notevolmente il vostro rischio se arriva una correzione pesante. Anche i pesi geografici sono saltati con 17% in più di mercato americano notevolmente più caro in termini di fondamentali e 3% in meno di mercati emergenti le cui valutazioni sono ovviamente più a buon mercato. Il grafico seguente è stato preso da qui e mostra quali aspettative di rendimento annuo si possono nutrire a seconda del livello di P/E di Shiller (CAPE) pagato in un certo momento. Come visto qui la borsa americana è piuttosto cara con un CAPE superiore a 27 il che offre in prospettiva numeri potenziali di rendimento poco interessanti.


Personalmente prediligo la creazione di portafogli di investimento semplici con pochi prodotti proprio per avere la possibilità di seguire ed aggiustare in modo efficacie e veloce rischiosità e potenzialità di rendimento del portafoglio. Questo è un qualcosa che potete anche delegare ad un consulente, ma ricordatevi sempre di tenere sotto controllo i costi. Unendo il risparmio sulle uscite a questa attività di ribilanciamento partirete già con un buon vantaggio nel progetto di estrarre rendimenti dai mercati.
Leggi anche: Ribilanciare il portafoglio per ottimizzare rischio e rendimento
Il messaggio in bottiglia del P/E di Shiller



ti ringrazio :)
Buongiorno,avrebbe senso in questo caso il ribilanciamento automatico che fa fineco,ogni mese,con i suoi pac o è troppo stretto e quindi meglio farlo annualmente?Infine..la periodicità di acquisto preferibile x il pac dovrebbe essere mensile,trimestrale o semestrale? e la durata ideale,in base alle serie storiche e quindi alla ripetitività delle annate negative,dovrebbe essere di 2,3,5 o piu anni? grazie e sempre tanti complimenti per l’ottimo lavoro.