Perché gli Investitori Non Battono Mai i Mercati?

La società di consulenza Dalbar ha di recente pubblicato il suo 21esimo report annuale di analisi del comportamento degli investitori sui mercati finanziari. Ripresa qui emergono particolari interessanti sulle difficoltà degli investitori di stare vicini alle performance dei mercati. Premesso che è IMPOSSIBILE per ogni investitore superare le performance dei mercati di riferimento nel lungo periodo e questo per effetto di costi di replica (attiva o passiva), tasse, spread denaro-lettera, costi di trading, stupisce come la media degli investitori in fondi azionari ha sottoperformato nel 2014 lo S&P500 del 8,1% (5,5% contro il 13,6% dell’indice), mentre la media degli investitori in fondi obbligazionari ha sottoperformato il Barclays Aggregate Bond Index del 4,8% (1,1% contro 5,9%).
Non va meglio allargando lo sguardo alla storia degli ultimi 20 anni con il ritorno annuale dello S&P500 che fa 9,8% contro il ritorno medio annuo del 5,1% degli investitori azionari in fondi.
Ecco il resoconto in forma tabellare

dalbar2015Secondo Dalbar la causa di questa sottoperformance strutturale da parte degli investitori è legata principalmente a tre fattori. La mancanza di capitale, il prelievo del capitale investito per altri scopi e fattori psicologici.

Spesso su questo blog commentiamo il come investire e quanto importante sia rimanere sempre e comunque investiti, ma non va mai dimenticato che le persone possono avere problemi di sostenibilità di questo investimento e riteniamo assolutamente veritiero questo fattore come fonte di sottoperformance nel lungo periodo. Se in America l’80% degli investitori non è in grado di partecipare con i fondi adeguati al bull market degli ultimi anni complici risparmi sfibrati da due violenti bear market, crisi economiche e di lavoro, inflazione, figuriamoci in Italia cosa succede. In questo post ho voluto provocatoriamente dimostrare quanto sia importante iniziare e soprattutto imporsi una regolarità di rinuncia ai consumi necessaria per progettare un piano di investimento. Quei 50 euro non sono tanti, ma il gesto e il metodo che si usano sono importanti e a tutti auguro che da 50 si passi a 100 o molto di più il prima possibile e alla faccia di chi vuole annientare il risparmio degli italiani.

Rinunciare ad una fetta di risparmio può essere causato da eventi imprevisti sui quali nulla si può dire, o da consumi che poco hanno a che fare con la necessità di sopravvivere e su questo ogni investitore dovrebbe riflettere e rendere conto a se stesso del danno che infligge al rendimento dei suoi investimenti, ma soprattutto sull’impatto che questo comportamento avrà nel momento in cui i tempi saranno maturi per raccogliere i frutti del risparmio di una vita.

Il terzo e più importante fattore di sottoperfomance degli investitori nel corso del tempo è certamente quello legato alla psicologia umana. Ne abbiamo già parlato qui ma la stessa Dalbar definisce 9 ragioni di comportamento irrazionale alla base di questo ragionamento.

Avversione per le perdite: la paura di perdere ulteriore denaro spinge l’investitore in preda al panico a prelevare nel momento peggiore.
Visione limitata: spesso si prendono decisioni per una parte limitata del portafoglio senza considerare gli effetti sulla restante porzione.
Ancoraggio mentale: si rimane bloccati su ciò che è successo in passato senza adattarsi ai cambiamenti.
Contabilità mentale: fare calcoli di performance di portafoglio separati per giustificare successi e fallimenti.
Mancanza di diversificazione: portafoglio composti da numerosi prodotti non necessariamente rendono decorrelati gli stessi prodotti e questo non riduce il rischio.
Effette gregge: seguire la massa per sentirsi sicuri ed accettati porta quasi sempre a comprare alto e vendere basso
Rimpianto: Un precedente fallimento o un precedente successo ci portano a limitare il nostro atteggiamento mentale di investitori
Influenzati dai media: Tv, giornali, blog o altro tendono ad assecondare l’umore degli investitori per fare ascolti, vendere copie oppure ottenere clic e questo non aumenta il vostro benessere finanziario.
Ottimismo: l’eccesso di euforia allenta la razionalità ed il metodo di investimento portando regolarmente a disastri.

Tutto questo è umano ed è per questo che automatizzare il più possibile il processo fa rimanere fuori dalla porta delle emozioni che altrimenti rovinerebbero le vostre performances. Rimanete sempre focalizzati sul vostro obiettivo finale, infischiatevene dei mercati e del loro andamento, risparmiate di più se potete e quando il sangue corre sui mercati senza nessun timore aumentate il combustibile a vostra disposizione. Il “questa volta è diverso” lo sentirete ripetere tante volte e per l’ennesima volta verrà messo in soffitta facendo la felicità di chi ha avuto coraggio e metodo nei momenti difficili.

Fonte: AdvisorPerspective

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