Avete Mai Riflettuto su Quanto Costa il Vostro Consulente Finanziario?

In diversi post abbiamo dimostrato quanto importante risulti essere il controllo dei costi nella costruzione e gestione di un portafoglio di investimento. I costi sono l’unico elemento (assieme al risparmio che periodicamente convogliamo verso gli investimenti) che possiamo realmente controllare. La diversificazione tra asset è importante ma i rendimenti futuri sono imprevedibili. In quest’altro post avevamo dimostrato come il risparmio sui costi dei prodotti di investimento si traduceva dopo qualche anno nella possibilità di avere molti più soldi in tasca da spendere a piacimento. A proposito, non abbiamo portato fortuna a Volkswagen visto che la scelta era ricaduta su un loro modello di auto come benefit da mancati costi.
Nei giorni scorsi è però uscito un report di Personal Capital che ha reso ancora più evidente quanto si paga ad un consulente finanziario che gestisce le nostre ricchezze. Il rapporto è scaricabile qui ed è tarato sui principali broker americani.
L’analisi è formulata su un orizzonte temporale di 30 anni stimando un rendimento medio annuo del portafoglio pari al 7% con un importo medio di 500.000 euro investiti.
Il costo delle commissioni è stato ottenuto sommando le cosiddette “advisory fees” (commissioni di consulenza che variano in America da 0,82% a 1,53%) alle commissioni su fondi/ETF utilizzati per gli investimenti (variabili da 0.17% a 0.68%). Il totale delle commissioni che i brokers americani fanno mediamente pagare ai propri clienti è quindi compreso tra 1.06% e 1.98%.

Sulla base di questi dati il grafico successivo mostra il trasferimento di denaro dal vostro conto a quello degli intermediari che vi offrono consulenza. Dipende dal broker utilizzato, ma dal meno esoso (USAA con 520 mila $) a quello più costoso (Merrill Lynch con 936 mila $) avete comunque la certezza di costi superiori a ciò che monetariamente avete conferito nell’arco di 30 anni.

costo broker
Stupiti vero? Non ci avevate pensato lo so, ma proprio questo vuole dire controllare i costi. Se il vostro conferimento fosse stato di 1 milione di Euro dopo 30 anni vi trovereste a pagare fino a 1,4 milioni di Euro di costi di gestione!
La volete ancora più brutale? Al 30esimo anno potreste pagare al vostro consulente qualcosa come 86 mila Euro per gestire il vostro capitale, mentre il primo anno la parcella potrebbe arrivare fino a quasi 20 mila Euro (1,98% è la commissione annua richiesta da Merrill Lynch).

Alcune considerazioni sono però d’obbligo. Il ritorno annuo stimato da Personal Capital è del 7% e quindi valori più bassi raffredderebbero un pochino l’importo nominale delle commissioni pagate che comunque rimarrebbero sostanziose. Seconda cosa, un 7% annuo depurato per esempio di 1,5% di costi (quel 1,4 milioni di euro che avete versato ratealmente in 30 anni al consulente) si tradurrebbe in un montante finale dopo 30 anni di versamenti, e partendo da una base iniziale di 1 milione di Euro, in un valore finale netto costi di 4 milioni 983 mila euro.

Cifre volutamente alte da milionario per catturare la vostra attenzione e perché spesso e volentieri su importi piccoli queste valutazioni non vengono fatte né dal cliente, né ovviamente dal consulente. Ma sono soldi vostri e quindi meritano attenzione.

Siccome non so se la gestione attiva del mio denaro sarà in grado di generare un valore aggiunto rispetto al mercato (potrebbe anche non essere vero e le statistiche lo confermano), questo è uno dei motivi per cui tendenzialmente prediligo la gestione passiva tramite ETF salvo qualche eccezione.

Chiaramente avrete sempre una consulenza da pagare (non è il vostro lavoro) ma ora capite quanto importante è valutare il costo e la sua incidenza sul capitale finale come Meb Faber ha ben descritto nel suo libro Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies (English Edition) e come noi abbiamo discusso in questo post “Quando il controllo dei costi supera l’asset allocation”.

Leggi anche: Concentratevi su cosa potete controllare

                        Come farsi regalare un’auto dal vostro piano di investimento

                       Quanto del vostro rendimento si perde in costi

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3 risposte a "Avete Mai Riflettuto su Quanto Costa il Vostro Consulente Finanziario?"

  1. roby 7 novembre 2015 / 10:45

    Assolutamente si. Figurarsi se come controller non mi sono preso la briga di fare un bel check.
    Ma ti diro’ di piu’. Questi costi sono poca cosa rispetto ai mancati guadagni x svariate inefficienze sull’uso degli asset e sul timing. La siamo alla distruzione sistematica di ricchezza………ma solo per i fessi che credono alle consulenze. Perche’ l’importante e’ gestire i risparmi degli altri.
    I furbi invece se li gestiscono. Certo , ci vuole molto tempo all’inizio e una base fondamentale caratteriale. Per me la cosa in assoluto piu’ importante. E li cascano tutti gli asini…………..che credono ciecamente ai venditori di fumo da sempre. Poi cambiando i nomi alle cose la storia e’ infinita certificando i famosi corsi e ricorsi storici. Spero che intendi il senso………
    Grazie e buon fine settimana.
    Roberto

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    • archeowealth 7 novembre 2015 / 15:14

      Roby sono solo parzialmente d’accordo con te. Non penso che tutti consulenti finanziari (o almeno parte di questi) sono degli incapaci o lavorano non nell’interesse del loro cliente. Forse il sistema che si è creato legando alle commissioni incassate i loro stipendi non è stato il meccanismo migliore per operare nell’interesse del cliente ed in futuro con l’avvento di Robo-Advisors e consulenza a parcella le cose cambieranno un pò. Ma non è la stessa cosa con alcuni medici che consigliano certi farmaci solo perchè “unti” dalle case farmaceutiche? I risparmiatori che decidono di investire i loro soldi hanno tre alternative. Non fare nulla, affidarsi ad un consulente serio oppure mettersi sotto ed imparare un pò di finanza personale.
      La prima scelta non porta a niente. La terza richiede tempo, impegno e dispendio di energie e giustamente qualcuno può pensare che terminato il suo orario di lavoro non ha tanta voglia di studiare finanza. La seconda sarebbe la soluzione migliore se solo i consulenti capissero che devono essere come dei medici o degli avvocati ed operare solo ed esclusivamente nell’interesse del loro assistito. Ovvio ogni cosa ha un costo, ma come sono disposto a rivolgermi ad un bravo medico per curarmi, devo anche essere disposto a rivolgermi ad un consulente finanziario bravo e preparato per far crescere il mio capitale. Fino a quando gli importi sono piccoli è tutto semplice, ma più si sale più serve professionalità non tanto per “prevedere” il mercato, quanto per ricordarci quali sono i nostri bisogni e i nostri obiettivi muovendo i soldi di conseguenza. Per esperienza so che questo esercizio è molto semplice in teoria ma difficilissimo nella pratica e proprio questa, a mio modo di vedere, sarà la funzione principali di operatori finanziari sempre più surclassati dalle macchine, assistere, aiutare e supportare nelle decisioni.
      A presto

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  2. roby 7 novembre 2015 / 15:34

    Concordo con le tue considerazioni. La terza via e’ quella che ho scelto ormai 5 anni fa e mi pento di non averla scelta prima. Certo che costa impegno. Nulla e’ regalato. Devo dirti che non l’ho fatto prima x una sorta di rigetto verso i numeri causato dal mio lavoro. Dal 1980 operò nel settore del controllo gestionale e ultimamente nel project controlling. Ma poi mi sono detto che e’ da stupidi non sfruttare il bagaglio che uno si e’ creato nel tempo. Ho sconfitto il rigetto e mi son buttato per oltre un anno e mezzo a macinare anche i sassi ( la testardaggine e’ un mio difetto) . Penso sulle duemila ore se conto tutto. Pazzesco a pensarci. Ora spendo due ore a trimestre su un foglio excel e poi decido cosa fare. Comprendo che solo pochissimi possono e vogliono farlo. Per gli altri c’e’ sempre la consulenza………..medici compresi per fortuna.
    Grazie della risposta.
    Buona domenica.

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