La fine di ogni anno si porta dietro il diligente esercizio di fare dei bilanci arricchito di buoni propositi per l’anno nuovo.
Ho già espresso il mio personale pensiero su cosa è stato il 2025 dei mercati finanziari e quali potrebbero essere le prospettive di un investitore per i prossimi anni pur con tutta l’incertezza del mondo che si portano dietro ragionamenti di questo tipo.
Oggi vorrei integrare il ragionamento con quelle informazioni che i nostri lettori trovano sempre disponibili all’interno della sezione “Risorse per il tuo benessere finanziario”. Questo luogo virtuale è continuamente arricchito di link e contenuti utili a chi occasionalmente ha dei dubbi sulla correttezza del percorso finanziario intrapreso. E questo risorse, come ogni fine anno, sono state completamente aggiornate con i dati di fine 2025.
Oggi mi concentrerò nello specifico su due risorse utili. Nei prossimi articoli andremo sulle altre.
La prima risorsa è un classico che ormai accompagna questo blog da quando ha cambiato pelle diventando uno strumento di educazione finanziaria a supporto della nostra attività di consulenza indipendente.
La tavola periodica dei rendimenti, un’idea che mi è venuta qualche anno fa navigando nel ricchissimo forum dei Bogleheads.
La nostra tavola periodica non ha la pretesa di essere speciale o unica, ce ne sono tante altre in giro per il web, ma semplice e operativa quello sì.
Semplice e operativa per comprendere bene il beneficio della diversificazione su strumenti veramente quotati sul mercato, non solo indici spesso raccontati in valute diverse dall’euro, privi di costi o doppie tassazioni varie, o ancora peggio inaccessibili al comune investitore.
L’alternarsi dei colori giustifica la diversificazione di un portafoglio, sia all’interno della componente azionaria che di quella obbligazionaria. Ma anche l’incapacità di tutti noi di prevedere il futuro. Possiamo immaginarlo, mai prevederlo con certezza.
Quello che esprime da sempre questa tavola è un’assoluta umana (e anche artificiale) impossibilità di prevedere in che ordine gli ETF sottostanti si posizioneranno a fine 2026. Alzi la mano chi avrebbe pensato a un oro che nel 2025 batteva il già stellare +34% del 2024? Oppure chi in un anno di tassi in ribasso puntava ancora contro il mercato azionario immobiliare?
Si intravedono delle tendenze, ma la stessa tavola ci dice che all’interno di un decennio difficilmente certe tendenze rimangono costanti.
Ho l’abitudine di rielaborare la tavola dei rendimenti ordinando i risultati in forma decrescente per avere una idea più chiara di che tempi stiamo vivendo.
E gli ultimi 3 anni hanno indubbiamente rappresentato una parentesi felice praticamente per qualsiasi investitore.

Chi mi segue da tempo sa che un grafico come quello riportato sopra è concettualmente sbagliato se vogliamo traslare in denaro reale il valore di un investimento.
E così ecco di seguito un altro grafico che sinceramente non ho visto pubblicato da molte altre parti. Le stesse performance ma al netto dell’inflazione. Essendo l’inflazione un detrattore di rendimento tutto si abbassa, qualcuno scende sotto lo zero e alcune notizie circolate sull’onda del facile entusiasmo (tipo l’oro non perde soldi dal 2018) si rivelano per quelle che sono, false (l’oro in termini reali ha perso soldi sia nel 2021 che nel 2022).

Un’altra risorsa utile che va consiglia sempre di abbinare alla tavola periodica per comprendere in quale ambiente ci troviamo oggi sui mercati è il cruscotto “Le performance degli ultimi 10 anni sui mercati”.
In questa sezione gli ETF misurati anno per anno nella tavola ci mostrano in forma cumulata e total return quanto hanno restituito all’investitore che ha dato loro fiducia. Nessun algoritmo complicato. Semplicemente quanto mi ha fatto guadagnare il tal ETF nella realtà dell’ultimo decennio.
L’azionario (ma non tutto) sta continuando a girare a buon ritmo, l’oro ad altissima velocità, l’obbligazionario sta offrendo decisamente poco o nulla. Anzi è addirittura negativo al netto dell’inflazione.
Nessuna indicazione previsionale sui prossimi 10 anni, ma sicuramente un colpo d’occhio che per qualcuno è appagamento puro e per altri rimpianto e rabbia.
Non nascondo la mia personale soddisfazione nel vedere i numeri disegnati su questo cruscotto.
Oltre 10 anni fa i miei primi articoli pubblicati su ICBS apparivano nella blogosfera e siccome buona parte delle asset finanziarie che hanno viaggiato ad alta velocità sono state negli anni sempre caldamente indicate come opportune nella costruzione di portafogli di buonsenso, posso dire con un discreto orgoglio che la medicina prescritta al tempo è stata efficace. Certo, qualche cosa è andato meno bene del previsto, ma era previsto scusate il gioco di parole.
Perché ho scelto solo 10 anni di dati per queste risorse?
Perché 10 anni sono un orizzonte temporale non così ampio da essere già passato nel dimenticatoio della nostra mente di investitore che guarda al lungo periodo ma ricorda spesso solo il breve, ma nemmeno troppo contenuto per essere sottoposto ai continui tira e molla dei media strombazzanti di notizie inutili.
In 10 anni possono accadere tante cose, sia sui mercati finanziari che soprattutto nella nostra vita. Il lungo periodo raccomandato per i primi non è detto che sia compatibile con la seconda.
10 anni sono un periodo sufficientemente lungo se stiamo accumulando denaro. Se azioni oppure obbligazioni perdono terreno c’è tempo per recuperare, magari aggiungendo nuovo risparmio che andrà a mediare le perdite.
Ma 10 anni sono anche un periodo breve per chi farà dipendere il proprio tenore di vita dai risparmi investiti sui mercati. E la fase del decumulo trova proprio nei primi 10 anni il suo momento critico, quello dove ci si gioca buona parte della sostenibilità di un processo di consumo del capitale.
Rendersi conto di quale fase della vita stiamo vivendo (e quale fase andremo a vivere a breve) aiuta a interpretare molto meglio i numeri che emergono da tabelle come quella che riporto qui sotto e che qualche zelante consulente finanziario ha fatto circolare sull’ahimè sempre più social LinkedIn per giustificare il motto investi in azioni (omettendo di dire quali e con quale mezzo) e tutti i tuoi sogni finanziari saranno realizzati (omettendo di ricordare l’esistenza dell’inflazione, dei costi e soprattutto di specificare di quale fase della vita stai passando).
La storia insegna che le medie sono un pò bastarde. Le medie occultano degli eventi poco favorevoli, magari brevi temporalmente, ma che se accadono esattamente quando stiamo attraversando una certa fase della vita potrebbero avere un impatto decisamente più importante rispetto a quello che hanno avuto in una storia secolare di un mercato.

Buon investimento.


