By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 30 Giugno, 2015|

Gli orsi non vedono l’ora di uscire dal letargo, quelli finanziari intendo. Ogni volta che il mercato scende con un’intensità come quella di ieri (sui mercati europei correzioni superiori al 3% non si vedevano da gennaio 2015) spuntano i catastrofisti e quelli pronti a sentenziare che siamo a fine corsa.
Al di là di quello che succederà d’ora in avanti (personalmente non mi illuderei che il toro rientri nel recinto così docilmente ma tutto potrebbe essere) ogni volta che sbucano questi personaggi dai poteri esoterici mi chiedo se queste persone investano denaro sui mercati oppure se ne stanno perennemente ai margini rosicando. Non c’è cosa più brutta per questi soggetti di ammettere di avere sbagliato (vi rendete conto da quanti anni ci stanno dicendo che i mercati sono cari) e il loro unico scopo è quello di attendere ogni giorno che passa al tracollo dei tracolli di tutto il sistema. In questo modo potranno finalmente sbandierare ai quattro venti che avevano ragione, ritenendo la sfiga degli altri la giusta compensazione per il sangue amaro accumulato in anni e anni di rialzo al quale non hanno partecipato.

L’idea che mi sono fatto con il tempo è che ci sono i cosiddetti “cazzari”, ovvero coloro che le sparano dalla mattina alla sera ma non sanno neanche di cosa parlano.

Ci sono i repressi, coloro che hanno anche una certa cultura finanziare ma che pensano perennemente che il mercato è sopravalutato e che la bolla scoppierà; non si capacitano del perché non assistiamo a questa deflagrazione andando in giro a considerare chi prende rischi su equity (e da qualche mese anche su bond) un pazzo.

Poi ci sono gli emarginati, coloro che sono stati finora fuori dai mercati mancando guadagni elevati e che sperano nell’eterna correzione in grado di portare le quotazioni a livelle eque (che per gli emarginati non arrivano mai).

Tutte queste categorie trovano spazio in momenti come quelli degli ultimi giorni, è ovvio. Ma guardiamo la faccenda da un’altra prospettiva. Ecco due portafogli, il primo 50/50 con azionario e obbligazionario mondiale e l’altro con un sempre classico 50/50 solo europeo. La terza voce è un investimento 100% in oro convertito in Euro. Ho utlizzato ETF per rendere il tutto assolutamente realistico.

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Dalla metà di aprile, ovvero da quando è partita la correzione, a ieri i due bilanciati hanno perso tra il 2,3% e il 3,6% mentre peggio ha fatto l’oro giù di oltre il 5%. Se però guardiamo tutto in una prospettiva più allargata i bilanciati viaggiano a 12 mesi con una performance rispettivamente del 14,8% per l’esposizione globale e del 10,7% per quella europea. Sempre dietro l’oro.

Facile essere gufi quando i segni meno fanno capolino, ma dove sono stati rintanati negli ultimi 12 mesi. Cosa hanno fatto finora, sono stati in cash perdendo denaro per effetto dei costi o sono andati corti leccandosi le ferite?

Non esistono certezze in finanza, ma non è vincente neanche il metodo di chi vede sempre tutto nero spesso e volentieri per invidia. Qui non si tratta di chiudere gli occhi o foderarsi le orecchie di prosciutto (quante volte da questo blog abbiamo posto l’attenzione sul ridimensionare le aspettative di rendimento future), ma bisogna anche essere realisti e concreti, proporre soluzioni e non distruzioni.

La realtà dei fatti cari orsi è che nell’ultimo anno rimanere investiti in modo neanche tanto aggressivo ha cresciuto il capitale di almeno il 10% mentre voi non avete guadagnato nulla. Vedremo cosa ci riserverà il futuro ma se per caso stiamo investendo da diversi anni in questa maniera, potrà arrivare anche una correzione del 30% che limerà o ridurrà di molto i nostri guadagni, ma i vostri risparmi saranno ancora lì belli intatti pronti a godere di quotazioni ancora più interessanti.

Leggi anche: Dedicato ai gufi

                        Piani di accumulo per scenari negativi

                        Un promemoria per il prossimo bear market

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3 Commenti

  1. Mario 3 Luglio 2015 at 07:09 - Reply

    Ciao AW, ottimo post, come tu insegni non bisogna temere un crollo dei mercati se si è disciplinati e correttamente bilanciati.
    L’unica cosa che mi fa un po paura è avere molti soldi su banche italiane…vi ricordate cosa è successo a Cipro? E quello che sta succedendo (e ancora succederà) in Grecia ora?

    I prossimi siamo noi…

    • Mario 4 Luglio 2015 at 05:32 - Reply

      Grazie della risposta, è proprio di una patrimoniale che ho paura…a Cipro chi aveva un conto il cui valore era superiore a 100k (nel calcolo rientrano anche azioni, obbligazioni, quote fondi etc…) ha perso il 30% se mi ricordi bene…..

  2. andrearomei 30 Giugno 2015 at 19:11 - Reply

    Caro archeowealth complimenti ancora una volta per i tuoi post, sempre interessanti e utili ad aumentare la consapevolezza dei risparmiatori…
    Mi permetto di riportare un passaggio del tuo articolo ed aggiungo una piccola considerazione

    “Non c’è cosa più brutta per questi soggetti di ammettere di avere sbagliato (vi rendete conto da quanti anni ci stanno dicendo che i mercati sono cari) e il loro unico scopo è quello di attendere ogni giorno che passa al tracollo dei tracolli di tutto il sistema. In questo modo potranno finalmente sbandierare ai quattro venti che avevano ragione, ritenendo la sfiga degli altri la giusta compensazione per il sangue amaro accumulato in anni e anni di rialzo al quale non hanno partecipato.”

    C’è un motivo per cui la “danza della pioggia” funziona…
    Perché gli indiani ballano finché non piove.

    Andrea

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