Occhio non vede cuore non duole

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Un articolo apparso recentemente sul blog del celebre Robo Advisory americano Betterment  dimostra come l’eccessiva attenzione che gli investitori rivolgono al loro dossier titoli fa male.

Fa male al portafoglio (inteso come rendimento) e fa male al fisico (inteso come inutile stress). Noi ne abbiamo già parlato qui (I guardoni degli investimenti), ma dal post di Betterment emergono alcune interessanti considerazioni.

Questo fenomeno chiamato “myopic loss aversion” aumenta la percezione del rischio avvertita dal cliente all’aumentare dei login alla posizione titoli. Una eccessiva visione delle performance degli investimenti aumenta infatti la probabilità di andare a spulciare proprio nel momento in cui possono essere più intense le oscillazioni di valore del portafoglio. Nel breve termini è infatti normale vivere una fisiologica volatilità di mercato che a sua volta si riflette in smania di fare qualcosa da parte dell’investitore.

Questo tipo di atteggiamento determina così una performance comportamentale misurata dalla differenza tra ciò che avrei ottenuto stando fermo e ciò che invece è stato il risultato effettivo dell’operazione comprendendo le commissioni di negoziazione che non avrei sostenuto se appunto fossi rimasto fermo.

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Come dimostra il grafico un investitore che monitora i propri investimenti trimestralmente invece che giornalmente riduce le possibilità di perdite (del 2% o più) dal 25% al 12%. Le perdite non si possono evitare, ma anche solo osservando la colonna relativa ad ogni tipo di perdita, vediamo come passando da un controllo giornaliero a uno trimestrale abbiamo un discreto beneficio in termini di perdite mancate.

Il motivo è tanto banale quanto evidente. Occhio non vede cuore non duole significa proprio questo; se non guardo non posso farmi prendere dall’emozione ed intervenire in preda a sconforto o entusiasmo. Se non ho la sensazione di poter controllare i mercati, evito di cadere nella trappola dell’iperattività.

Ecco perché quando di parla di lungo periodo bisognerebbe anche abituarsi non solo a considerarlo come data di scadenza finale dei nostri investimenti, ma anche come frequenza con cui “aggiustiamo” o “monitoriamo” i nostri investimenti. Appunto una frequenza che deve essere dilatata nel tempo.

Se nonostante le evidenze scientifiche e comportamentali continuerete a comportarvi in questo modo, non vi dirò state tranquilli (perché state sbagliando), ma vi dirò che siete in buona compagnia.

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Quella rappresentata nel grafico è la distribuzione delle frequenze di login dei clienti di Betterment. Solo il 10% dei clienti fa un login al deposito meno di una volta al mese evitando così la tentazione di muoversi e quindi dal rischiare di sostenere costi inutili (e rischi inutili); il 30% degli utenti si logga almeno una volta a settimana stressando invece la loro mente e il loro portafoglio.

Considerando che quasi il 60% degli utenti accede utilizzando la app su mobile, in questo caso possiamo tranquillamente dire che smartphone e tablet sempre tra le nostre mani, non fanno bene alla salute.

Leggi anche: I guardoni degli investimenti

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8 thoughts on “Occhio non vede cuore non duole

  1. Anonimo 13 febbraio 2017 / 8:29

    Ottimi consigli per il mio inizio con PAC e FONDO PENSIONE. Quasi quasi meglio scaricare la famosa “app” due volte l’anno e cancellarla dopo aver valutato la situazione.
    Nuova veste grafica, bella sorpresa del lunedì!
    Aspetto con piacere il nuovo articolo su Moneyfarm, li sto “monitoarando” e potrebbe essere qualcosa in cui, con più nozioni e nel prossimo futuro, imbarcarsi. Per ora faccio l’osservatrice.
    Buona giornata

    Stella

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    • archeowealth 13 febbraio 2017 / 12:39

      Beh abbiamo fatto un pò di pulizia di primavera anticipata -))
      Comunque grazie e continua a seguirci.

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      • Giuseppe 13 febbraio 2017 / 13:43

        Complimenti per la nuova struttura grafica del sito 🙂

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  2. Giovanni 13 febbraio 2017 / 14:18

    Ma “buonsenso” non di scrive tutto attaccato?

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