By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 28 Luglio, 2025|

Ogni inizio anno siamo soliti inviare un messaggio ai nostri clienti investitori per consolidare e programmare le iniziative necessarie a far convergere il piano di investimento costruito insieme per raggiungere i loro obiettivi. A fatti e non a parole. Con numeri e date, non con brochure patinate e immagini evocative.

Già dal 2023 abbiamo deciso di far conoscere questo messaggio anche ai lettori del nostro e-magazine, compresi quelli che clienti non sono.

Quello che abbiamo scritto nel 2024 lo trovate qui:

La-lettera-di-meta-2024-ai-nostri-clienti-e-lettori/

E se la rileggete, troverete qualche “profezia” sulle elezioni americane del successivo novembre 2024 che si sono confermate correte come sempre: ovvero che le elezioni americane, nel lungo termine non hanno mai nessun impatto sull’andamento dei vostri portafogli di investimento.

Ma tornando alla lettera di metà anno, questa ci serve per spiegare, se ancora ce ne fosse bisogno, la nostra filosofia di investimento ben sintetizzata nel Manifesto.

Le nostre profezie per i prossimi 6 mesi – Lettera di metà 2025 ai nostri clienti

Fonte: Unsplash

Prima di iniziare, recitiamo insieme il “rosario” dei principi che ci guidano da sempre:

  • Bisogna rimanere aderenti al proprio piano di investimento. Noi investiamo per il lungo termine nella stragrande maggioranza dei casi, ovvero per archi temporali superiori ai 7/10 anni.
  • Perché abbiamo obiettivi di vita importanti per noi e per la nostra famiglia: e dobbiamo cercare di raggiungerli con piani di investimento ben strutturati, solidi e concreti.
  • Chi invece ha esigenze di breve periodo, perché entro 1-2 anni ha una spesa certa prevista come acquisto di una casa o le rette dell’università dei figli, non investe, ma parcheggia i soldi e non ha bisogno di fare grandi piani o ricevere consulenza. Si compra qualche titolo di Stato a scadenza ravvicinata oppure deposita i soldi sul conto.
  • Chi investe per obiettivi a più lungo termine sa molto bene che il successo nella pratica dell’investimento è basato sul rimanere aderenti al proprio piano finanziario e al portafoglio costruito per raggiungere certi obiettivi. E rimanere investiti se non c’è assoluto bisogno di liquidità a breve, ribilanciando quando opportuno.
  • L’insuccesso degli investimenti è invece determinato dal reagire continuamente agli eventi del giorno.
  • Sappiamo che è inutile fare previsioni sui mercati e sull’economia e, soprattutto, che è inutile cercare il momento giusto per entrare e uscire dai mercati.
  • È necessario saper gestire le proprie emozioni. Consci di non poter prevedere nulla nel breve termine, il modo migliore di far crescere i propri investimenti è quello di ignorare la volatilità dei mercati e, quindi, delle discese dei mercati stessi. Correzioni che sono sempre temporanee all’interno del nostro arco temporale di investimento previsto.
  • Saremo logorroici, ma repetita iuvant: se non lo ripetiamo fino allo sfinimento, ovvero la vitamina C dei buoni principi del perché e come si investe, saremo destinati a commettere i classici errori di comprare alto e vendere basso….ovvero: i mercati finanziari offrono rendimenti medi annui che sono “catturati” dai nostri portafogli. Le emozioni possono vanificare tutto ciò che i mercati offrono nel corso della vita dell’investimento perché ci mettiamo a vendere nei momenti più sbagliati, interrompendo quella meraviglia dell’interesse composto.
  • Il nostro compito è di farvi rimanere aderenti al piano per il raggiungimento dei VOSTRI obiettivi che abbiamo definito insieme.
  • Sappiamo, quindi, che dobbiamo essere preparati a gestire emotivamente le discese dei mercati, perché sono temporanee e già previste nei nostri piani: ma, soprattutto, durante questi momenti è importante fare qualcosa di contro-intuitivo e contro-culturale, ovvero comprare quando i mercati scendono o ribilanciare il portafoglio.
  • Perché così compreremo a prezzi più bassi e compreremo più azioni con gli stessi soldi di quando erano ai massimi, in attesa che i mercati vadano a fare nuovi massimi (chi si aspettava, dopo il Liberation day del 2 di Aprile di Trump che lo S&P500 avrebbe a Luglio fatto nuovi massimi storici????? Di sicuro non gli analisti di Allianz…capirete leggendo)

Dopo il rosario, le “previsioni” per il resto del 2025

A differenza delle previsioni, outlook e profezie con le quali veniamo inondati dalle banche e dagli asset manager, qui non facciamo nessuna profezia.

Anche perché, se sapessimo prevedere il futuro, non lo verremmo certamente a dire a voi. Saremmo multi-milionari e staremmo a berci una caipirinha sul nostro yacht alle Bahamas.

Sorrido sempre quando vedo i miei ex colleghi di Merrill e JPmorgan affannarsi a leggere gli outlook degli strateghi di varie banche nel mese di dicembre o, appunto, a giugno-luglio: e nessuno che vada mai a fare il “fact-checking” di quello che avevano previsto 6 mesi prima.

Perché sarebbe imbarazzante.

Eppure, ci sono ancora fior fiore di banche che, non avendo azzeccato quasi nulla dei primi sei mesi di quest’anno, si lanciano in previsioni per il prossimo semestre.

Non per fare quello che dice “io l’avevo già scritto”, “io ve l’avevo detto”, ecc…: ma (ormai) 28 anni di esperienza sui mercati finanziari qualche cosa me l’avranno insegnato?

Se avete ancora qualche dubbio sull’inutilità di fare previsioni, mi sono andato a rileggere quello che ho scritto sulle previsioni fatte dagli “analisti” e “guru” di grandi banche nel 2022, 2023 e per il 2024: poi ho smesso di scriverne, perché tanto il messaggio era arrivato chiaro….

Le “previsioni” per lo S&P 500 per il 2024:

Il circo riparte, ecco le previsioni per la borsa americana dei “guru” per il 2024

Le “previsioni” dei gestori dei fondi nel 2022 e 2023:

Sono tutti negativi… e noi dobbiamo andare controcorrente

Eppure, ricevo messaggi come questo qui sotto su LinkedIn e mi chiedo: ma chi è che si mette a leggere questi outlook (di solito oltre 20-25 pagine) e chi è che controlla cosa abbiano detto nei 6 mesi precedenti?

Summer madness: sì, appunto….

Non servono le previsioni: chiediamoci invece come stia andando il nostro piano? Ne abbiamo uno? Avevamo “previsto” le correzioni dei mercati in termini di volatilità?

In questa seconda parte, post rosario e critica neanche troppo velata agli outlook, cerco di far ragionare su alcuni aspetti del modo con il quale si investe, sui quali interagiamo continuamente con i nostri clienti:

  1. Il piano che abbiamo costruito è in linea con i numeri che ci siamo dati?
  2. Non bisogna agitarsi per il rumore mediatico continuo e incessante e le previsioni dei “guru” e degli “analisti”.
  3. Ricordarsi che cosa e perché abbiamo in portafoglio certi strumenti.
  4. Rammentare che i piani a lungo termine hanno sempre un’altissima probabilità di raggiungere i propri obiettivi.
  5. Ricordarsi che, nonostante le correzioni e I declini temporanei dei mercati, il nostro piano li tiene comunque in considerazione, bisogna rimanere investiti perché il piano continua ad andare avanti per la sua strada (grazie anche all’ottava meraviglia del mondo che lavora per noi incessantemente, il tasso di interesse composto – lo ha detto Einstein, non io)
  6. Ricordarsi che le discese temporanee possono diventare perdite permanenti, solo se si panica e si decide di vendere.

Cosa è successo in questi primi 6 mesi del 2025

Se avessimo guardato lo S&P500 ad inizio 2025 e poi lo avessimo riguardato, dopo 6 mesi alla fine di giugno, nessuno vi potrebbe criticare se la conclusione fosse stata che…”ma….non è successo nulla in 6 mesi?”….

In dollari, in realtà, lo S&P500 in 6 mesi è salito del +5.5%: in Euro siamo a -10%

Nella realtà è successo di tutto in 6 mesi ma, per ora, con nessun effetto significativo a lungo termine

  1. Lo S&P500 aveva raggiunto i suoi massimi storici il 19 febbraio ma, all’ 8 aprile, era sceso del -19% da quei massimi (in Euro anche di più)
  2. Sono successi il “liberation day” del 2 di aprile (e si vede bene dal grafico qui sopra) con una giornata da panico sui mercati – il 3 di aprile – come non si vedeva dai tempi del Covid e del fallimento di Lehman Brothers (e che, ovviamente, nessuno aveva previsto)
  3. Quel giorno non so dove foste, ma io mi ricordo perfettamente dove mi trovavo: stavo andando dalla mia osteopata (sto curando da qualche anno una tendinite alla spalla destra per il “troppo” nuoto) e, al rientro, guardavo incredulo il panico che aveva ingolfato i mercati – la parola panico forse non spiega bene i sentimenti che pervadevano gli investitori in quel giorno ma….vogliamo mettere con il Covid e Lehman???? Ero incredulo e, infatti, per chi era liquido abbiamo fatto comprare, ovviamente non con il timing giusto perché i minimi sono stati toccati l’8 di aprile.
  4. Il panico poi è terminato quasi immediatamente non appena Trump ha annunciato una “pausa” di 90 giorni: e nelle 7 settimane dopo questo annuncio, spinto anche dai buoni risultati trimestrali annunciati tra fine aprile e inizio maggio e i dati benigni sull’inflazione, lo S&P500 è tornato vicino ai massimi di febbraio – e ricordiamoci sempre che il mercato azionario risponde e si muove sui tassi di crescita degli utili e dei dividendi delle aziende quotate – rileggete questo articolo “perché le azioni salgono” ?
  5. Come è sempre il caso per noi investitori di lungo termine, la cosa giusta da fare era di rimanere aderenti al proprio piano, di mettere a lavorare il cash sui conti correnti e di ribilanciare se c’erano pesi dei nostri investimenti che scendevano o salivano troppo.
  6. E con l’inizio del secondo semestre di quest’anno, ripetiamo lo stesso concetto: se ci saranno altri momenti di volatilità creati da qualche altro evento socio-geo-politico, di quello si tratterà, ovvero solo di una oscillazione negativa temporanea dei vostri investimenti.
  7. Non è una previsione finanziaria o economica: non facciamo previsioni numeriche ma sappiamo solo che ci saranno altri momenti di volatilità (perché poi tutti parlano sempre di quella negativa, ma la volatilità può anche essere positiva come è dimostrato dal rally “furioso” dopo le “deroghe” di Trump dell’8 di aprile.

  1. La nostra vera previsione è che le azioni delle aziende più innovative, meglio finanziate e meglio gestite del mondo (che noi deteniamo tramite i nostri ETF) continueranno a innovare giorno dopo giorno e rimanere profittevoli e far salire il valore delle proprie azioni
  2. E, così facendo, ci aiuteranno a raggiungere i nostri obiettivi di vita: se i nostri patrimoni salgono grazie all’azione quotidiana di crescita di queste aziende, raggiungiamo i nostri obiettivi come scritto nel nostro piano.

Una ultima osservazione sul panico dei giorni susseguenti al 2 di aprile del 2025: il panico che ho visto in questi miei 27 anni di presenza sui mercati finanziari non è lo stesso che ho visto nei giorni di aprile di quest’anno. Nemmeno svanisce così velocemente come ha fatto dall’8 di aprile dopo le deroghe di Trump.

Ciò che è accaduto nel 2025 ci deve servire da “tutorial”: ovvero, chi vuole avere successo nel mondo degli investimenti, deve guardare il proprio piano e capire se deve modificarlo oppure deve solo ignorare il rumore di fondo della “crisi” del giorno. Chi, invece, reagisce alla crisi mettendo mano ai propri investimenti, liquidando le azioni delle migliori aziende del mondo in preda alle proprie emozioni, sarà un investitore “fallito”. E dirà che si perdono soldi investendo in azioni.

 Questa è la scelta fondamentale nel mondo degli investimenti: e la nostra missione, di cui andiamo fieri, è di continuare ad aiutarvi a fare le scelte migliori per i vostri investimenti e il vostro futuro.

I vostri commenti sono benvenuti così come anche le critiche.

E, come sempre, grazie ai lettori che ci danno il privilegio di essere i loro consulenti finanziari. È un onore potervi aiutare a raggiungere gli obiettivi della vostra vita.

Investite bene per stare bene!

2 commenti

  1. Simone 28 Luglio 2025 at 16:00 - Reply

    Dottore buongiorno, è tutto come sempre molto chiaro ed educativo, mi sembra altresì cristallino che la cosa più logica “facile di testa quanto difficile di pancia” che possono fare tutti e quella di rimanere investiti e se necessario ribilanciare, dato che magari non tutti hanno nuova liquidità da investire / averla proprio nei ribassi di mercato. L’unico punto che sfugge è quello tra le righe “Saremmo multi-milionari e staremmo a berci una caipirinha sul nostro yacht alle Bahamas”, non so gli altri lettori ma personalmente sarei interessato a raggiungerlo, e non credo si debba rinunciare solo perchè non si conosce il futuro, grazie :-)

    • Valerio de Stasio 29 Luglio 2025 at 00:12

      Grazie per il dottore… ciò detto, il commento era ironico, ovvero che è inutile fare previsioni perché se uno potesse prevedere il futuro (leggi a anticipare le correzioni e rientrare nei momenti più bassi) sarebbe lui miliardario e mica verrebbe a dirlo a te….si diventa ricchi lasciando il portafoglio investito anche durante le correzioni e, se si ha la fortuna di avere liquidità, metterla a lavorare proprio durante le correzioni…ma nessuno, lasciato da solo, lo sa fare perché le correzioni fanno “paura”

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