By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 9 Gennaio, 2026|

Care e cari investitori,

come ogni fine anno, ci prendiamo un momento per fare il punto su cosa sia successo sui mercati e, soprattutto, per ribadire come e perché investiamo e come investiamo.

Non per fare classifiche, previsioni o pagelle dei mercati — non è il nostro stile — ma per raccontarvi come interpretiamo quello che è successo nel 2025 e, soprattutto, per ribadire come continueremo a investire insieme.

Parto da un messaggio che per noi resta centrale:

il vostro patrimonio è gestito in funzione dei vostri obiettivi di vita, non delle notizie del giorno, dei titoli sui giornali o delle mode finanziarie del momento. Ed è esattamente così che resterà anche nel 2026 e negli anni successivi.

Come sempre, dividiamo questa lettera in due parti:

prima i principi che guidano il nostro lavoro, poi qualche riflessione sul contesto economico, senza allarmismi e senza entusiasmi fuori luogo.

I principi da cui non ci muoviamo

  • Investiamo con un orizzonte di lungo periodo e con obiettivi chiari. I portafogli sono costruiti per accompagnarvi nel tempo, non per inseguire l’ultima idea brillante del mercato.
  • Non crediamo che si possa prevedere l’andamento dell’economia, né che i mercati possano essere anticipati con continuità. Se fosse possibile, qualcuno lo farebbe sempre. E invece non succede. E, se fosse possibile prevedere e anticipare, non lo verrebbero di sicuro a dire a voi (o a noi).
  • Sappiamo che i mercati attraversano fasi difficili, a volte anche brusche – ricordate cosa è successo ad aprile del 2025 sì? Vi ricordate anche come vi siete comportati in quel frangente e come vi abbiamo fatto “comportare” noi?
  • Ma sappiamo anche — perché la storia ce lo insegna — che queste fasi sono temporanee. Rinunciare al percorso proprio nei momenti complicati è spesso il modo più sicuro per compromettere i risultati di lungo periodo.
  • Non reagiamo alle notizie e non cambiamo strategia a ogni scossone. Finché i vostri obiettivi restano gli stessi, resta lo stesso anche il piano per raggiungerli. Il portafoglio si aggiusta con metodo (attraverso il ribilanciamento), non con impulsi emotivi.
  • Crediamo profondamente nella forza dell’interesse composto. E cerchiamo di non interromperlo inutilmente, perché è uno dei pochi “alleati” davvero affidabili che abbiamo nel mondo degli investimenti.

Due parole su cosa sia successo nel 2025

Il 2025 è stato un altro anno positivo per i mercati azionari globali. Ovviamente, per noi investitori in euro, un po’ meno visto che il dollaro si è perso un bel 13%: e quindi ne abbiamo risentito in termini di performance, per chi fosse esposto, come lo siamo noi, sui mercati azionari USA.

Facile dire ora che sarebbe stato meglio coprire il cambio a inizio 2025: non lo diceva né prevedeva nessuno, coprirci ora sarebbe il classico “chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”.

La copertura del cambio è uno strumento che bisogna saper maneggiare con cura: a parte il fatto che ha un costo non indifferente (mediamente il 2% nel corso del 2025 sul valore del vostro investimento con il cambio coperto), ma poi bisogna sapere quando mettere la copertura e quando toglierla – ad esempio, ora: con il dollaro a 1.17 vs euro, è il caso di togliere la copertura perché il dollaro si rafforzerà rispetto all’Euro o è il caso di tenerla ancora?

E chi lo sa? Manco gli investitori istituzionali lo sanno e si sono presi delle belle legnate anche loro quest’anno sul discorso dollaro vs. euro.

(vediamo poveri clienti con fondi di investimento con il cambio coperto comprati …di recente! I famosi switch proposti dalle banche sui fondi, quando ormai era troppo tardi…oltre il danno, la beffa! Ma sto divagando).

La crescita economica ha retto meglio del previsto e gli utili delle aziende sono aumentati in modo significativo. Questo ha sostenuto le Borse, che arrivano da diversi anni di buoni risultati.

Molti si aspettavano che l’aumento dei costi di produzione/inflazione e un consumatore più prudente mettessero sotto pressione le aziende. In realtà, almeno finora, molte società sono riuscite a mantenere — e in alcuni casi aumentare — i propri margini. Un segnale di resilienza che spesso passa inosservato nel racconto quotidiano dei mercati.

Il mercato del lavoro, soprattutto negli Stati Uniti, mostra qualche segnale di rallentamento. È la notizia che ha avuto più spazio sui giornali. Ma anche qui il quadro è più sfumato: una crescita della produttività consente alle aziende di sostenere salari più alti senza creare nuova inflazione. Non è una situazione priva di rischi, ma nemmeno il disastro che a volte viene raccontato.

Sul fronte delle banche centrali, la politica monetaria è diventata più accomodante rispetto a un anno fa. Gli effetti di queste scelte non sono immediati, ma tendono a manifestarsi nel tempo. È uno degli elementi che i mercati guardano con attenzione entrando nel 2026.

Se però avete la sensazione che il clima generale raccontato dai media sia molto più cupo di quanto suggeriscano i numeri, non siete voi a sbagliarvi. L’informazione finanziaria tende strutturalmente a concentrarsi sulle cattive notizie. È umano, fa più rumore. Ma non sempre aiuta a prendere decisioni razionali.

Nel frattempo, la “domanda del momento” è cambiata più volte:

  1. prima la recessione,
  2. poi i tassi,
  3. oggi l’intelligenza artificiale e il rischio bolla.

Succede sempre così. La domanda che tutti si fanno è quasi sempre la meno utile per chi investe con metodo e pazienza.

È vero: i mercati sono oggi più concentrati su pochi grandi nomi tecnologici e le valutazioni sono elevate rispetto alla media storica. Ma le valutazioni, da sole, non sono mai state uno strumento affidabile per decidere quando entrare o uscire dai mercati. Ed è proprio per questo che il ribilanciamento periodico del portafoglio resta una parte fondamentale del nostro lavoro.

La prossima vera sorpresa di mercato — perché prima o poi arriverà — probabilmente non sarà quella che oggi tutti temono. Sarà qualcos’altro. È sempre stato così. E quando succederà, il nostro approccio non cambierà: disciplina, razionalità e, se possibile, la capacità di cogliere opportunità invece di farsi travolgere dalle emozioni.

Continuiamo a seguire una strategia che nel tempo ha dimostrato di funzionare. Non crediamo che “questa volta sia diverso”, qualunque sia il tema del momento. Non scappiamo durante i ribassi e non scommettiamo tutto su promesse miracolose, per quanto affascinanti possano sembrare.

Vi auguriamo un 2026 sereno, in salute e pieno di cose buone, dentro e fuori dai mercati.

Siamo sempre qui per confrontarci, chiarire dubbi o semplicemente fare due chiacchiere quando serve.

Grazie per la fiducia che ci dimostrate ogni giorno.

Per noi non è scontata. Ed è un piacere ed onore poter lavorare con voi.

Un caro saluto da tutto il team Meridian.

2 commenti

  1. Roberto 10 Gennaio 2026 at 09:02 - Reply

    Niente da eccepire, metodo e disciplina sono l’unica via!!

    • Valerio de Stasio 10 Gennaio 2026 at 09:47

      Esattamente…ma la natura umana non sempre ci riesce. Perciò, repetita iuvant!

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