Immaginare uno Scenario Realistico di Rendimento

Molto spesso su questo blog abbiamo citato le aspettative di rendimento come una componente fondamentale per investire correttamente il proprio denaro. Troppo spesso si parte con ambizioni eccessive per poi ritrovarsi dopo qualche settimana, mese o anno a fare retromarcia perché delusi dai ritorni offerti dal mercato.
Quando si accantona del denaro per motivi vari (investimento, previdenza, studio dei figli, ecc…) si deve cercare di capire fin da subito quanto dobbiamo risparmiare per raggiungere un obiettivo per poi calarci nella realtà e stabilire quanto effettivamente possiamo mettere da parte ogni mese/anno. E’ controproducente vivere il risparmio come un sacrificio e per questo non bisogna mai alzare troppo l’asticella rispetto al tenore di vita corrente.
Quando si fanno questi calcoli non è chiaramente possibile prescindere dai rendimenti attesi. Chi pensa di raggiungere un certo obiettivo di capitale (ad esempio 100 mila euro) al tasso annuo di rendimento del 8% tenderà ad accantonare meno rispetto a chi fa ipotesi più conservative del 4% annuo.

Quando, dopo qualche anno, ci si rende conto che quel 8% era troppo elevato recuperare il terreno perduto aumentando notevolmente il risparmio da accantonare rischia di diventare un’impresa ciclopica.

E’ per questo che ogni volta che si parte con un piano di investimento è necessario fare delle simulazioni realistiche.
Se misurare le aspettative è semplice per il mercato obbligazionario (compro un bond al 2% annuo con scadenza 10 anni) diverso è il discorso per l’azionario.

A questo proposito trovo molto interessante il grafico proposto di Researchaffiliates che nello specifico confronta il CAPE della borsa americana con quello delle borse emergenti.

research affiliates
Pur con le approssimazioni del caso sembra essere piuttosto evidente che il CAPE attuale (cioè le valutazioni attuali espresse dalle azioni di cui abbiamo parlato qui) permette una stima di quello che può essere il rendimento atteso su un investimento azionario da qui a 10 anni.

La linea arancio del CAPE delle borse americane nel 2000 è affiancata da una linea blu che misura il rendimento annuo dopo 10 anni di chi aveva comprato azioni in quel momento (in quel caso rendimento negativo). Nel 2015 possiamo vedere come gli acquirenti di azioni di 10 anni prima hanno chiuso questa finestra con un ritorno annuo di circa il 5%.

Ragionamento analogo si può fare con il mondo emergente alle prese attualmente con livelli di CAPE molto bassi. Chi compra adesso prevedibilmente può lecitamente attendersi rendimenti annui a 10 anni più elevati rispetto a quelli offerti dalla borsa americana, pur con qualche distinguo.

L’analisi fatta finora sarebbe parziale e semplicistica se si fermasse qui. Intanto queste valutazioni offrono un’approssimazione e non una certezza, ma soprattutto (e qui sta il punto) i valori storici di volatilità del mercato azionario emergente ci dicono come sarà possibile arrivare a questi ritorni (lo ricordiamo potenziali), ovvero con una dose di rischio decisamente più elevata.

Se avete i nervi saldi e siete disposti a lasciare indisturbati i vostri soldi per tanto tempo allora l’investimento nel mercato emergente appare promettente e potrete destinare ad esso una parte delle vostre risorse finanziarie (sempre all’interno di un asset allocation ben diversificata). Se invece siete molto sensibili ai segni meno utilizzate questi strumenti solo in forma molto residuale perché di certo non sarete in grado di reggere per tanto tempo senza farvi prendere dal nervosismo e dalla delusione. Ad un certo punto smonterete tutto (probabilmente in perdita) e rovinerete tutte le buone cose che avevate costruito fino a quel momento.

Leggi anche: Questione di aspettative

Fare un tagliando alle aspettative di rendimento

Obiettivo diventare milionari

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